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Servizio di Mauro Savini @riproduzione riservata
In una serata uggiosa di Milano, l’Inter centra la quinta vittoria consecutiva. Non gioca un calcio “champagne”, ma di sostanza e di corsa, tenendo sempre i reparti compatti rischiando qualcosa in azioni di rimessa.
La difesa, a differenza delle precedenti partite, balla un po’, di fatto, i due centrali difensivi: Medel e Miranda non hanno mai giocato insieme, a fattor di cronaca, l’Inter presenta simultaneamente in campo, otto undicesimi diversi rispetto alla stagione precedente, quindi impossibile che abbiano quel “feeling agonistico” da poter immaginare geometrie perfette di gioco.
Il Verona di Mister Mandorlini si presenta a Milano, elevando un muro difensivo davanti alla propria porta: cinque difensori, quattro centrocampisti ed un’unica punta.
A differenza del Chievo, che aveva giocato dietro la linea della palla, il Verona gioca quasi tutta la partita nella propria meta campo, pensando prima a difendere che ad offendere, pronti a ripartite per far male all’Inter.
L’Inter meno brillante, con Kondogbia, Guarin e Ljajic sottotono, fatica a superare il muro difensivo eretto dall’Hellas, lenta nella circolazione di palla e facendo fatica nel recupero veloce della stessa.
Mister Mancini, costruendo l’Inter, ha pensato a dare più soluzioni offensive alla squadra, una di queste è la fisicità e l’altezza dei suoi effettivi, al minuto 58’ del secondo tempo, da un calcio d’angolo, (11- 1 per l’Inter), dall’area parte lo stacco possente di testa del solito Felipe Melo, altra grandissima prestazione, che colpendo la palla con irruenza, insacca alle spalle dell’incolpevole Rafael.
Da quel momento, l’Inter, passa con gli ingressi di Jojo e Biabiany al 4-2-3-1, modulo ultra offensivo per controllare la partita e cercare il raddoppio.
Il Verona si ricompatta, con grande merito e la partita scivola via fino al 95’, con qualche occasione in più per i nerazzurri.
Doveroso il mio personale plauso a Jacopo SALA, da me criticato in estate e giudicato non pronto per una grande squadra, avendolo visto, sia contro la Roma che contro l’inter stasera, mi devo completamente ricredere, giocatore di corsa ,tiro e gran senso tattico (colpisce anche una traversa).
Giuste le parole del Mister Mancini a fine partite, entusiasmo, ma consapevolezza che il cammino è lungo.
Sicuramente le dirette concorrenti, riprenderanno la loro marcia, di fatto, i risultati di queste prime giornate, dimostrano, che non esistono partite facili, bisogna faticare ed essere bravi a sfruttare quelle poche occasioni da goal che ti concedono.( sette per l’Inter ).
Nulla è scontato, bisogna lavorare, crescere sempre e trovare la giusta amalgama tra i nostri giocatori, considerando che siamo la squadra che ha cambiato di più e che per età media dei propri effettivi è la seconda del campionato.
Per le statistiche, il Mister ha schierato in campo contemporaneamente durante la partita: due calciatori del 1991, uno del 1992 e due del 1993.
Non molliamo mai……. Il futuro è nostro….. avanti Inter.
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