Views: 2
Servizio di Valerio Lauri @riproduzione riservata
GuarInter: i nerazzurri battono il Milan e si prendono la vetta
L’eroe che non ti aspetti. Fredy Guarin, l’uomo del vado-resto più chiacchierato delle ultime sessioni di mercato interiste, decide il “derby della Madunina” numero 215 (gare ufficiali) e regala la vetta alla sua squadra. Lo fa con un tiro a giro di sinistro nell’angolo lontano, al termine di una ripartenza. Mancini e l’Inter si godono, dunque, il primato in solitaria a punteggio pieno dopo tre giornate. Al Milan resta l’amaro in bocca per le occasioni sprecate e per il legno colpito da Balotelli nel secondo tempo. La stracittadina milanese offre un primo tempo scoppiettante, con le due squadre che si affrontano a viso aperto. Mancini si affida alla fantasia di un ispiratissimo Jovetic, Mihajlovic all’intesa fra Bacca e Luiz Adriano. Il Milan, nel primo tempo, spesso e volentieri rinuncia alla costruzione del gioco da basso, per affidarsi a repentine e profonde verticali. A più riprese la linea difensiva alta interista barcolla, ma Luiz Adriano non ha il killer instinct e grazia Handanovic. L’Inter, di contro, con la fisicità di Kondogbia e Melo in mezzo, offre un maggior possesso pallae lascia Jovetic libero di svariare e inventare. Il montenegrino ci prova con qualche conclusione da fuori, ma si rende pericolosissimo con intuizioni geniali in verticale per Icardi. L’argentino, nel recupero della prima frazione, dimostra di non essere al massimo della forma dopo l’infortunio e si fa ipnotizzare da Diego Lopez. Nella ripresa il leit motiv della gara non cambia. La chiave di volta del match è il minuto 57: l’Inter cincischia nel disimpegno e il Milan si scopre per pressare, la squadra di Mancini esce dalla morsa e riparte con Guarin che si accentra e fa esplodere San Siro con una conclusione potente e precisa. È un’indecisione che si rivelerà fatale. Mihajlovic decide di mandare in campo Balotelli per Bacca, ma, di fatto, sacrifica una punta, perchè l’ex interista ha il difetto di andare a cercare il pallone sulla trequarti. Difetto che si tramuta in pregio solo quando riesce a liberarsi al tiro, scheggiando la base del palo alla destra di Handanovic. Il nuovo entrato ci mette malizia nel procurarsi gialli e punizioni. Calci piazzati che gli permettono di rendersi ancora pericoloso con una punizione velenosa, su cui Handanovic si dimostra attento. Il resto è questione di nervi: Mancini che dice ai suoi di abbassare i ritmi, Mihajlovic che incita all’arrembaggio. Il risultato, però, non cambia. Così come nelle prime due uscite, un’Inter non eccezionale conquista i preziosissimi tre punti e il derby “casalingo”. Paradossalmente, invece, il Milan può sorridere. Seppur nella sconfitta, soprattutto nel primo tempo, si sono viste buone cose e l’atteggiamento giusto, quella voglia di vincere che Mihajlovic non aveva ravvisato prima. Ed è proprio da questo aspetto che bisogna ripartire.
Twitter: @Val_CohenLauri

Lascia un commento