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Servizio di Isidoro Niola @riproduzione riservata
La montagna ha partorito il topolino. Contro il Chievo la Juventus non va al di là del pareggio, ottenuto su rigore a otto minuti dalla fine, ed evita così la terza sconfitta consecutiva. Adesso non diciamo che la colpa è di Pirlo, Tevez e Vidal perché con i giocatori attuali in campo, almeno sulla carta, i bianconeri dovevano fare un solo boccone del Chievo. Basta leggere alcuni dei nomi di chi all’inizio della partita sedevano in panchina per la Juve e ci riferiamo a Pogba, Cuadrado, Mandzukic e Chiellini per definire le reali forze scese in campo, ma il calcio non è una scienza esatta ragion per cui ci sta anche che l’onesto Chievo di Rolando Maran abbia sfiorato il colpaccio allo Juventus Stadium. La Juventus è apparsa ancora un cantiere aperto, e non poteva essere altrimenti, con tanti giocatori che giocavano insieme per la prima volta ma è sembrata sopravvivere sulle giocate individuali, assente o quasi una apprezzabile idea di gioco corale. Alla fine il più pericoloso è stato proprio il nuovo acquisto Hernanes che da solo ha totalizzato il maggior numero di tiri in porta che hanno impegnato severamente l’estremo difensore veronese Bizzarri. Male Morata, discreto Dybala, buono Alex Sandro insieme a Pereyra. Ma l’innesto che ha cambiato il volto della squadra juventina è stato senza dubbio quello di Cuadrado, entrato ad un quarto d’ora della fine. Il colombiano, oltre a provocare il rigore per un suo atterramento in area ad opera di Cesar, ha dato l’impressione di avere una marcia in più e di creare la superiorità numerica in special modo durante le fasi di gioco in cui la squadra ha difficoltà nel penetrare le organizzate difese avversarie. Sarà difficile per Allegri tenerlo fuori ma occorre creare per il colombiano uno schema capace di esaltarne le sue caratteristiche. Sul fronte Chievo dobbiamo solo elogiare i ragazzi di Maran che, passati in vantaggio dopo soli cinque minuti con un gran gol di Hetemay, hanno tenuto testa validamente alla Juve ed anzi potevano definitivamente affossare i bianconeri se l’arbitro Guida non avesse annullato un gol di Cesar a dieci minuti dalla fine. Le immagini televisive hanno dimostrato che il difensore veronese aveva trattenuto in area Bonucci, anche se il difensore juventino aveva fatto lo stesso con il suo diretto avversario. Lo stesso Chievo, prima del gol annullato, aveva sfiorato il raddoppio con lo stesso Cesar ma Buffon con una prodigiosa respinta sul palo aveva negato la gioia del gol al forte difensore gialloblù. Va anche detto però che la Juve aveva sfiorato più volte il pareggio con Hernanes (Bizzarri per due volte ha respinto i tiri del trequartista juventino) e con Pogba, subentrato ad inizio ripresa a Marchisio, il cui tiro dopo il palo colpito da Pereyra veniva salvato quasi sulla linea di porta da un difensore gialloblù. A otto minuti dalla fine arrivava il pareggio juventino con il rigore trasformato da Dybala dopo un atterramento in area di rigore di Cuadrado ad opera di Cesar. La Juve così guadagna un punto e tutto sommato, per come si era messa la partita, è manna dal cielo. Dopo tre giornate di campionato non è ancora arrivata la prima vittoria. I bianconeri adesso hanno 8 punti in meno rispetto al campionato scorso e si trovano nei bassifondi della classifica, anche se è prestissimo per stilare i primi giudizi e fare una proiezione su ciò che sarà il campionato per i bianconeri. Martedì gli uomini di Allegri saranno di scena all’Hetihad Stadium di Manchester contro il City per la prima giornata di Champions. Ci sarà da soffrire. Ma il calcio non è una scienza esatta.


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