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Il nome Spartak nei tifosi del Napoli egide ricordi funesti. Un avversario forte ma preso sotto gamba dagli uomini di Bigon. Una sciagurata trasferta dove Maradona prima si anmutina, poi corre con un volo privato a dar Man forte alla squadra. Le parate di Cherchesov, il rigore sbagliato da Baroni e la cocente eliminazione dalla Coppa dalle grandi orecchie. Alle origini del calcio russo la maggior parte delle squadre era creata da reparti di polizia ed esercito o da ferrovieri, che davano alle nuove compagini i nomi Dinamo, CSKA e Lokomotiv. In contrasto con la tendenza, lo Spartak Mosca fu costituito il 18 aprile 1922, su proposta di Ivan Artem’ev, come società sportiva di un sindacato operaio che si richiamava a Spartaco, lo schiavo romano che aveva capeggiato una rivolta contro i potenti per la conquista della libertà. Il nuovo club, con la sezione del calcio, divenne ben presto “la squadra del popolo”. Fu il fondatore Nikolaj Starostin a proporre il nome, dopo aver letto un racconto su Spartaco scritto dal nostro Raffaello Giovagnoli. Sempre a Starostin si deve la creazione del logo dello Spartak.
Nel 1936 lo Spartak vince la seconda edizione del torneo sovietico. Nel 1938 vinse campionato e Coppa dell’URSS
Quando, negli anni sessanta, la popolarità del calcio in Russia divenne maggiore, lo Spartak si confermò squadra che poteva contrastare il potere di quelle degli apparati di governo, e della famosa Dinamo, ma quella Ucraina di Kiev, vincendo due campionati in quel decennio. Il club fu poi meno vincente negli anni settanta e nel 1976 retrocesse addirittura nella seconda divisione sovietica.
Lo stadio però era sempre pieno. I tifosi non abbandonarono la squadra nella divisione inferiore. Lo Spartak ritornò nella serie maggiore l’anno successivo e vinse il titolo nel 1979, davanti alla Dinamo Kiev e grazie ai suoi supporter, questo periodo è considerato l’inizio di un nuovo modo di tifare dell’Unione Sovietica.
Una nuova pagina nella storia del club cominciò quando l’URSS si dissolse ed il campionato sovietico cessò di esistere. Nel nuovo campionato russo lo Spartak, guidato dal 1993 dall’allenatore e presidente Oleg Romancev, dominò e vinse ben 9 campionati dei primi 13, iniziando una prima striscia di tre vittorie di fila nel 1992.
Nel 1991-1992 lo Spartak, piazzatosi secondo dietro il CSKA Mosca, si aggiudicò l’ultima edizione della Coppa dell’URSS e per la decima volta il trofeo battendo per 2-0 in finale proprio il CSKA. Nel 1992 vinse il primo campionato dell’epoca post-sovietica, aggiudicandosi prima il girone B e poi sopravanzando di 7 punti lo Spartak Vladikavkaz. Nel 1992-1993 l’exploit euopeo, raggiunse la semifinale della Coppa delle Coppe (eliminato dall’Anversa), mentre negli anni a venire il club avrebbe rappresentato la Russia anche in Champions League. Nel 1993 la squadra rivinse il campionato, cui aggiunse la vittoria della prima edizione della Coppa dei Campioni della CSI. Nel 1994 la squadra vinse campionato (terzo alloro di fila), Coppa dei Campioni della CSI e Coppa di Russia (4-2 ai tiri di rigore in finale contro il CSKA Mosca dopo il 2-2 dei 90 minuti), centrando così il double.
Nel 1995 lo Spartak si piazzò terzo in Vysšaja Liga e fu sconfitto in finale di Coppa di Russia dalla Lokomotiv Mosca, ma rivinse la Coppa dei Campioni della CSI. L’anno dopo toccò a Georgij Jarcev assumere la guida della squadra, che rivinse il campionato grazie al 2-1 contro l’Alanija Vladikavkaz allo Stadio Petrovskij di San Pietroburgo nello spareggio del novembre 1996, resosi necessario dall’arrivo a pari punti delle due compagini in vetta alla classifica. Oleg Romancev, rimasto presidente del club durante la gestione Jarcev, tornò a sedersi sulla panchina dello Spartak nel 1997. Negli anni seguenti le affermazioni consecutive dello Spartak in campionato salirono a sei, dal 1996 al 2001, tutte sotto la guida di Romancev. Particolarmente fruttuosa fu la stagione 1998, quando la squadra ottenne un altro double campionato-Coppa di Russia (1-0 in finale contro il Lokomotiv Mosca) e raggiunse la semifinale di Coppa UEFA, dove fu eliminata dall’Inter poi vincitrice del trofeo.
Il decennio dal 1991 al 2001 vide dunque lo Spartak egemonizzare la massima serie russa, grazie a un organico di livello composto da calciatori quali Andrej Tichonov, Egor Titov (che esordì nel 1995 e divenne poi capitano e bandiera del club), Aleksandr Filimonov, Valerij Karpin, Dmitrij Aleničev, Il’ja Cymbalar’, Dmitrij Chlestov e molti altri. Con l’avvento degli anni 2000 la squadra entrò in un periodo di crisi.
I problemi iniziarono quando Nikolai Starostin, il patron del club, morì e lasciò la proprietà a Romancev che vendette le sue azioni al magnate del petrolio Andrej Cervičenko. I due furono ben presto ai ferri corti fino a quando Romancev fu licenziato nel 2003 con il club reduce da alcune stagioni di basso livello. Subentrato a campionato in corso, il tecnico italiano Nevio Scala terminò il campionato del 2003 al decimo posto, ma vinse la Coppa di Russia nell’ultima partita con Oleg Romancev come presidente, contro il Rostov
Nel 2003 lo Spartak fu autorizzato a mettere una stella dorata sul suo stemma in onore dei primi cinque campionati russi vinti (l’ultimo dei quali nel 1997).
Nella primavera del 2004 Cervičenko cedette le proprie azioni, la nuova proprietà mise in atto parecchi cambiamenti con l’intenzione di ritornare al vertice del campionato russo. La carica di allenatore passò a Aleksandrs Starkovs e la fascia di capitano a Dmitrij Aleničev e la squadra concluse il campionato 2004 all’ottavo posto.
Dopo anni di alti e bassi, con tensioni fra le varie correnti societarie un po’ di serenità la porta a sorpresa un italiano….
Sulla panchina dello Spartak viene promosso fra lo scetticismo generale l’italiano Massimo Carrera, che era il secondo del dimissionario Aleinichev. Rinforzata la rosa con gli innesti di talentuosi calciatori stranieri quali Quincy Promes, Fernando, Zé Luís e Lorenzo Melgarejo e gli arrivi dei giovani Roman Zobnin e Il’ja Kutepov, la squadra riuscì a vincere il titolo dopo sedici anni, con ben 7 punti di vantaggio sulla seconda. Il 7 maggio 2017, a tre giornate dalla fine del campionato, arrivò l’aritmetica certezza del successo, complice la sconfitta per 0-1 dello Zenit contro il Tom Tomsk.
La stagione 2017-2018 si aprì con la vittoria della prima Supercoppa di Russia nella storia del club, ottenuta il 14 luglio 2017, battendo per 2-1 dopo i tempi supplementari il Lokomotiv Mosca grazie alle reti di Luiz Adriano e Quincy Promes. Nella stagione 2017-2018 lo Spartak fece registrare in campionato 18 partite consecutive senza sconfitte (dall’ottava alla venticinquesima giornata) e cinque vittorie consecutive (dalla sediceisma alla ventesima giornata), entrambi record stagionali per la massima divisione russa. In campionato la squadra di Carrera non fu comunque in grado di tenere il passo del Lokomotiv Mosca e chiuse terza. Nella stessa annata lo Spartak tornò a disputare la Champions League, da cui fu eliminato nella fase a gironi dopo una vittoria, tre pareggi e due sconfitte, risultati valevoli comunque per il terzo posto e il passaggio in Europa League, dove il club russo fu eliminato già ai sedicesimi di finale dall’Athletic di Bilbao.
Da lì in poi solo alti e bassi, ma per lo più bassi, con uno Spartak alla ricerca della gloria del periodo Romancev.

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