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Non basta il cuore all’Agropoli: Brindisi dopo quattro anni in serie D

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Sfuma il sogno dell’Agropoli di tornare in D dopo due stagioni. Al Guariglia i cilentani si fermano sull’1-1 al cospetto del Brindisi (all’andata i pugliesi avevano vinto 1-0) e falliscono la seconda finale play-off consecutiva dopo aver ceduto lo scorso anno al Castrovillari. Gara che è ripresa quasi un’ora dopo l’intervallo per un malore occorso al termine del primo tempo ad un tifoso brindisino, poi trasferito in ospedale con l’ausilio di due ambulanze. I supporters ospiti, arrivati ad Agropoli in 500, chiedono rassicurazioni sullo stato di salute del tifoso, secondo quanto filtra. Poi le Forze dell’Ordine, sentite le squadre e la terna arbitrale, decidono che si può riprendere. E gli stessi ultras brindisini ricominciano a riversare sui loro beniamini calore e sostegno. Molto tattico e poco spettacolare il primo tempo, nel quale si segnala solo l’espulsione nel finale del brindisino Iaia per doppia ammonizione, in seguito ad un protesta un po’ troppo vibrante.

Il secondo tempo si apre col centro di Pignataro (3′), che fulmina di testa Capone sugli sviluppi di un calcio piazzato di capitan Marino. E’ solo in quel momento che l’Agropoli si sveglia dal torpore iniziando a prendere le redini del gioco in mano dopo una prima frazione appassita. E cinque minuti dopo arriva il pari, quando Natiello trasforma il penalty concesso per un fallo di mani in area di Ruscigno (il difensore brindisino neanche protesta). Da quel momento è solo Agropoli: i cilentani cingono d’assedio l’area ospite e Natiello perde il tempo della conclusione davanti a Pizzolato dopo una buona manovra. Il Brindisi, in inferiorità numerica, soffre e riesce a confezionare solo un contropiede al termine del quale Acosta realizza il 2-1 ma l’assistente segnala una posizione di fuorigioco. Sul capovolgimento di fronte, Capozzoli, dopo una serpentina partita dalla destra, viene atterrato palesemente in area da Schirone ma il padovano Sassano, direttore di gara, lascia correre tra l’incredulità generale. Brindisi in 9 al 40′ quando lo stesso Schirone va fuori per una violenza consumata a gioco fermo ai danni di un avversario, e il finale si fa palpitante per i pugliesi nonostante all’Agropoli servano sempre due gol per approdare in D. Poco prima del 90′ Capozzoli coglie la traversa dai 30 metri, rendendo di fatto irrilevanti i sei minuti di recupero concessi dall’arbitro. Nell’occasione sono vive le proteste dei cilentani, che ritengono che il pallone, dopo aver colpito il legno, abbia oltrepassato la linea di porta sulla ribattuta. Finisce senza altre sorprese: il Brindisi torna in serie D dopo quattro anni. All’Agropoli, come la scorsa estate, toccherà sperare in un possibile ripescaggio.

“Sono commosso, questi ragazzi hanno dato l’anima. Questo è il mio Brindisi. Sono orgoglioso di aver lavorato e vinto in questa piazza magnifica. Oggi c’erano a supportarmi anche mia moglie e mia figlia. Questa promozione la dedico a mio padre Nazzareno”, le parole a caldo del tecnico Massimiliano Olivieri a Cristina Cavallo di Canale 85. “Sono contento. Abbiamo trionfato per questo splendido pubblico che è stato il dodicesimo uomo in campo, e anche per il nostro tifoso che si è sentito male. Dedico tutto questo a mio zio che è venuto a mancare in settimana”: così il capitano Dino Marino. Ecco Antonio Pignataro, autore del gol promozione e poi allontanato dalla panchina dall’arbitro nel corso del recupero: “E’ la cosa più bella che potesse capitarmi, fare gol ed essere promosso. Un anno fa avevo smesso di giocare, sono venuto qui grazie a Carbonella (il Dg del Brindisi, ndr). Un gruppo formidabile, una tifoseria pazzesca, mi hanno trattato tutti come un fratello”.

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Giornalista pubblicista e' uno dei fondatori di Footballweb

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