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Una lunghissima esperienza nel mondo del cinema col debutto in “Un posto al Sole” nel 2004, quindi partecipazioni alla Squadra (2005) nei panni dell’Ispettore Trampetti e, un anno dopo, a “Ris Delitti Imperfetti” come Giulio Gandolfi (protagonista di puntata). Alessandro Incerto è un attore napoletano che da tre anni sta legando il proprio nome soprattutto alla fortunata serie “I Bastardi di Pizzofalcone”, dove interpreta il ruolo di Sartori, il medico legale. Un cammino che non gli ha impedito di prender parte ad altri prodotti di successo come “1993” o, da protagonista, ad uno spot radiofonico della FIAT. Fertile anche l’intesa con Alessandro Siani in “Troppo Napoletano” (2016-17) e “Il giorno più bello del mondo” (2018). Lo scorso anno ha presentato anche “Napoli in Fest” dal 17 al 25 settembre, manifestazione per celebrare la festa di San Gennaro. Nel suo curriculum anche un ruolo da coprotagonista in un corto poi selezionato dal Festival di Napoli, “La Frontiera”. Tanto cinema e un’attenzione per il calcio quanto basta. Non particolarmente ossessiva, ma morigerata. Alessandro non
può dirsi certamente un tifoso accanito del Napoli per via di una visione del calcio molto disincantata. Ma, da napoletano doc, le vicende di Ancelotti e dei suoi ragazzi non gli sono neanche indifferenti. “Peraltro lui e De Laurentiis mi sembrano ricalcare le caratteristiche di alcuni personaggi dei “bastardi” – ci racconta -. Il presidente lo vedrei bene nei panni di Luigi Palma, interpretato da Massimiliano Gallo. Ancelotti potrebbe essere Giorgio Pisanelli, ruolo impersonato da Gianfelice Imparato. Pisanelli del resto è meticoloso, educato, riflessivo. Mi sembra abbia i caratteri umani e professionali del mister”.
La tua prima volta al San Paolo…
“Oddio…ero ragazzo. Ricordo uno stadio imponente con quei cori assordanti… Ad un certo punto segna il Napoli e un tifoso, nell’enfasi dell’esultanza, si fa volare un panino con la parmigiana che va a sparpagliarsi un po’ su tutti i vicini, i quali per poco non lo menano. Ho sentito nominare un po’ tutti i Santi del calendario, ho avvertito il Paradiso quasi traballare per questo… Comunque spero che il Napoli possa avere un futuro di successi, non vado oltre”.
E quante altre volte ti sei goduto da vicino lo spettacolo del calcio?
“Una sola volta, ma affascinante. Negli Stati Uniti. Vinsi un viaggio premio per i Mondiali del 1994. Mi sembrò un’occasione da non perdere. Bei ricordi”.
Cosa ti piace del mondo del calcio e cosa cancelleresti subito?
“Mi piace certamente il senso di unione che il calcio riesce a realizzare allo stadio tra tutti i tifosi di una stessa squadra, al netto di tanti episodi censurabili contro tifosi avversari. Peccato che questo collante tra le persone svanisce fuori dallo stadio. Dovremmo prendere esempio dai francesi, tutti uniti anche al di là del calcio…”.
A Luigi Necco sei stato legato da un rapporto speciale…
“Luigi per me è una icona della cultura a 360 gradi. Con lui avevamo molti amici in comune con cui ci ritrovavamo spesso insieme. Luigi era una persona perbene, vera, simpatica. E poi era una enciclopedia umana. Lo stare spesso a contatto ha creato un rapporto sempre più forte e unito dalle tantissime serate e dai tantissimi eventi che trascorrevamo insieme. Ci siamo comunicate tante cose personali, ci siamo aperti, scoprendoci anche abbastanza simili per ideali e valori. Insomma, si era creata una profonda amicizia fatta di affetto vero, quello che dimostri con la presenza e non con le chiacchiere. Gli sono stato vicino nei momenti critici di salute, passando intere serate al Pronto Soccorso, spinto dalla voglia di non perderlo. Gli volevo un gran bene. E, se glielo dicevo, si commuoveva e mi mandava a quel paese con gli occhi lucidi. Agli altri poi diceva che mi voleva bene. Luigi mi manca tanto”.

Raccontaci un po’ di te e dei tuoi progetti: con i “bastardi” il tuo percorso ha spiccato il volo…
“Ho cominciato già dalla serie iniziale, dopo essere stato selezionato dal primo regista Carlo Carlei per interpretare Sartori, il medico legale. E così è partita questa splendida avventura. E’ difficile non affezionarsi già dai racconti del bravissimo Maurizio De Giovanni. Quest’anno è sopraggiunto un grande regista come Alessandro D’Alatri che ho conosciuto tanti anni fa. Mi selezionò per uno spot della birra Ichnusa in occasione dei festeggiamenti per il loro centenario. Si trattò di uno spot immenso girato in Sardegna. Per me è stato un onore lavorare al fianco di grandi professionisti e, quando ciò accade, si vive una bella atmosfera di solidarietà. Per quanto riguarda il mio personaggio, non è la prima volta che mi ritrovo a ricoprire il ruolo di medico. Evidentemente avrò tutti i requisiti… E ti dirò: quando mi salutano per strada, ormai mi chiamano Dottore. Io sorrido e rispondo: mica è morto qualcuno?”.

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