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Servizio di Valerio Lauri @RIPRODUZIONE RISERVATA
“Il calcio non è mai logico”. Lo sapeva bene Gianni Brera e usava proprio queste parole per descrivere, in ultima analisi, il derby di Milano. All’ombra della Madonnina sarà ancora una volta Inter-Milan (il calendario la ‘recita’ in questo ordine) e la stracittadina numero 215 arriverà domenica sera 13 settembre, appena alla 3a giornata del campionato di Serie A.
SPONDA NERAZZURRA – Non c’è dubbio alcuno che entrambe le squadre avrebbero preferito affrontare un impegno così delicato ed importante più in là nella stagione. Tuttavia, chi arriva meglio al derby pare essere l’Inter di Roberto Mancini. I nerazzurri possono guardare i “cugini” dalla cima della classifica, essendo a punteggio pieno dopo due giornate. Non è l’unica motivazione che fa pendere l’ago della bilancia dalla loro parte. La chiusura di mercato coi botti orchestrata dal ds Ausilio ha regalato a Mancini gli elementi richiesti per il suo progetto. Facce nuove arrivate al fotofinish come Felipe Melo, Telles e Ljajic che, probabilmente, vedranno subito il palcoscenico più prestigioso. E non saranno gli unici. Sarà il derby delle novità, perchè vedrà al debutto nella ‘Scala del calcio’ ben 16 elementi: 9 per l’Inter e 7 per il Milan. Se il tecnico nerazzurro dovesse decidere di schierare (con coraggio) i suoi in un 4-2-3-1, dove i trequartisti sarebbero Perisic, Ljajic e Jovetic, è probabile che gli unici elementi non nuovi alla stracittadina milanese saranno Handanovic e Icardi. Il giovane centravanti argentino dovrebbe recuperare il problema al retto femorale, avuto nel match con l’Atalanta. Se sarà in campo, diventerà il giocatore dell’Inter più giovane ad aver vestito la fascia di capitano in un derby negli ultimi 50 anni. Un record non da poco. Chi ci sarà sicuramente, per la gioia dei tifosi interisti, già pazzi di lui, è Stevan Jovetic, tornato a trascinare il Montenegro nelle qualificazioni agli europei dopo 3 mesi e protagonista nerazzurro di questo inizio campionato con 3 reti all’attivo.
SPONDA ROSSONERA – Se l’Inter arriva al derby col morale a mille, non si può certo dire lo stesso del Milan. La vittoria con l’Empoli ha portato i primi tre punti, ma non ha spazzato via le perplessità. Le reti subite sono già tre e la difesa è già sotto accusa. Il centrocampo non mostra né la solidità necessaria a fare da schermo alla difesa, né l’abilità nella costruzione del gioco che possa permettere di imporre il palleggio agli avversari. Come se non bastasse, l’infortunio occorso a Bertolacci in nazionale priverà Mihajlovic di un ulteriore elemento, dopo lo stop di Antonelli. Difficile che Sinisa decida di affidarsi a Montolivo, non ancora del tutto recuperato, in regia. Più probabile che a scendere in campo, davanti alla difesa, sarà ancora il mastino De Jong, che garantirà grinta e duelli ad alto tasso di agonismo. Quello che non potrà garantire (e si è già visto con Fiorentina ed Empoli) sarà la qualità in fase di sviluppo del gioco, che velocizzi la manovra e la renda più imprevedibile. L’unico reparto che pare convincere è l’attacco, dove Luiz Adriano e Bacca hanno già fatto vedere di saper essere decisivi, se serviti a dovere. Qualora non dovessero riuscirci, il tecnico serbo potrebbe comunque scegliere di giocare la carta Balotelli, che potrebbe avere la possibilità di dimostrare che sa far parlare di sé anche in campo. Fuori dal rettangolo verde, ci è già riuscito benissimo, facendosi ritirare la patente per eccesso di velocità, a bordo della sua Lamborghini.
CURIOSITA’ – Una gustosa curiosità per gli amanti della statistica. In questo inizio di campionato, il Milan è la squadra che finora ha fatto meno tiri nello specchio in SerieA (4). L’Inter, invece, quella che ne ha subiti meno (5).
Così come la logica, dunque, anche le statistiche dicono Inter. Ma, come citato all’inizio, Gianni Brera riteneva che, di fronte al calcio, “cade ogni possibile ragionamento per raffinato e sofistico che sia”. E noi proprio non ce la sentiamo di dargli torto.
Twitter: @Val_CohenLauri

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