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Questa rubrica, dissociandosi dai soliti insulti, da bar sport, ai difensori e alla fase difensiva, inizia la sua analisi con i complimenti più sinceri a Eder, attaccante italiano della Sampdoria di Walter Zenga. Il gol del due a due è “calcio”. Controllo di palla in velocità, resistenza fisica, dribbling, freddezza sotto porta. Una sequenza da far vedere e rivedere a tutti i futuri attaccanti del domani. Ora veniamo, come sempre, ai fatti. Nel primo tempo, il Napoli parte con il piede sull’acceleratore. La difesa è alta. Il centrocampo in costante aggressione sui portatori di palla avversari. Higuaìn e Insigne si cercano e si trovano. Gli azzurri si portano in vantaggio dopo pochi minuti,proprio come a Sassuolo. Sarri osserva compiaciuto. La squadra applica il suo credo. Dall’altra parte, però, c’è solo la lontana parente della Samp che ha travolto il Carpi. Barreto e Fernando non riescono a fare da filtri davanti alla difesa, e i vari Insigne, Callejon, e soprattutto il “pipita” Higuaìn, trovano praterie davanti ai loro piedi. Il due a zero è più che meritato, anzi sta pure un po’ stretto. Nella ripresa, l’allenatore blucerchiato si desta dal sonno e posiziona meglio i suoi uomini in campo. Il Napoli, proprio come in Emilia, accusa un vistoso calo atletico e, come naturale conseguenza, di concentrazione. Alcuni sostengono che, col tempo, i titolari “entreranno in condizione” e riusciranno a giocare su alti ritmi per tanti minuti. La storia e la cronaca, in verità, dimostrano che, per un essere umano normale, è impossibile fare pressing asfissiante per novanta minuti e più. Come è impossibile avere, a fine partita, la lucidità e la freschezza di inizio gara. Quindi il calo atletico si avrà sempre. Ce l’hanno tutti. Il punto è riuscire a gestire l’alternanza tra ritmi forsennati e compassati, attacco degli spazi per trovare la rete e chiusura degli stessi per subirne il meno possibile. La fase difensiva, quando il centrocampo non riesce a dare protezione e copertura, con Allan e Valdifiori in evidente debito d’ossigeno, per non parlare del capitano Hamsik, soffre la velocità e le capacità tecniche di Muriel e del sopra citato Eder. I difensori azzurri, dal canto loro, dimostrano sempre uno scarso livello tecnico, aldilà dei moduli o delle strategie. Soprattutto Raul Albiol, il difensore più costoso dell’era De Laurentiis, dopo un buon primo anno, non è più riuscito a garantire uno standard di rendimento degno del suo curriculum. E dovrebbe essere lui a “guidare” i compagni. Alla fine, il pareggio appare come il risultato più giusto. Dominio del Napoli nel primo tempo, reazione rabbiosa e concreta della Samp nel secondo. E grazie a “San” Pepe Reina e a una provvidenziale traversa, è stata evitata la beffa finale del sorpasso. Forse a Napoli non lo sanno, e citiamo una notizia in esclusiva: in campo scendono anche gli avversari e Higuaìn non è l’unico a saper giocare a calcio. Meritiamo il Pulitzer.
Un appunto sul presunto campione Insigne. Quali sono i suoi fatti? L’assist a Higuaìn per il primo gol. Un bel tiro che si stampa sul palo. Poi? Tanti palloni persi, come al solito, tiri in tribuna e compagni che imprecano per un passaggio. Diciamo che è ancora un cantiere aperto. Diciamo.


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