16 Maggio 2026
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A tu per tu con Nicola Binda della Gazzetta dello Sport

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Abbiamo incontrato Nicola Binda nota firma della Gazzetta dello Sport. Nicola si occupa di calcio, in particolare della serie C. Gli abbiamo chiesto della sua gavetta e varie info e sue opinioni sulla serie di cui lui è uno dei massimi esperti. Raccontaci  di come hai conosciuto il calcio “Con mio padre, da bambino. Era dirigente della squadra della nostra città (Omegna, lago d’Orta, Piemonte) che lottava per salire dalla D alla C. Mi sono appassionato a questi sport, a queste categorie e a questa squadra: ne sono stato mascotte, giocatore e adesso dirigente, ma sempre con la passione del tifoso”. Quando hai capito potesse diventare una professione? “Quando a 17 anni sono diventato corrispondente della Gazzetta (la squadra era in C2) e ho cominciato a scrivere, anche per altri giornali, e a fare radiocronache e telecronache”. Dove hai svolto i tuoi primi incarichi. “Giornali, radio e tv locali. Però sempre con la Gazzetta sullo sfondo. Quando a 19 anni sono andato a Milano a fare l’università, frequentavo più la redazione che la facoltà… Proponevo pezzi, mi davo da fare e mi sono fatto apprezzare, tanto che a 23 anni sono stato assunto. Serie C il tuo cavallo di battaglia come vedi questa serie quest’anno. “L’ho sempre voluta seguire e difesa sulle pagine del giornale, poi dal 2007 ho preso in mano anche la Serie B. E’ una categoria affascinante, purtroppo con tante difficoltà. Il confronto col passato non regge, perché non solo era un altro calcio, ma un’altra Italia. Da quando si è voluto mettere ordine. In Serie C sono emersi i problemi. Era meglio il caos? Non credo, però adesso è diventato molto complicato stare a questi livelli. E ci si dimentica che è una categoria prestigiosa, non una cosa per tutti. Girone A favorito penso sarà il Vicenza negli altri gironi chi vedi favorito. Vicenza col nuovo Brescia: sarà un lungo testa a testa, col Cittadella terzo incomodo. Il più bello è il girone C con grandi piazze e squadre forti: Benevento, Catania e Salernitana su tutti, poi il Crotone. Più modesto il B, anche se il livello medio mi pare alto: di sicuro Arezzo e Ascoli hanno qualcosa in più. Tutti gli anni molte società vengono escluse dal campionato per motivi economici ed è sempre peggio come mai secondo Te. Molte no, per fortuna. Sono 2-3, tra l’altro in molti casi reduci da stagioni in B se non in A. Poche comunque, su 60. Lo ritengo un fatto fisiologico: in Italia falliscono 100 aziende al giorno… La cosa colpisce perché si parla di calcio, ma io realtà i club sono aziende vere e proprie: il problema è che non hanno ricavi, e quindi non esiste che sia sempre il proprietario a doverci mettere soldi… Gli anni del giochino del riccone, del divertimento, sono finiti. Di sicuro serve una riforma. Perché i ricavi del calcio sono gestiti male. Il 90% di quello che si produce, viene speso all’estero: è normale impoverirsi. Teniamo in casa le nostre risorse e l’attività delle società sarà più serena. Seria A chi vedi favorito per il titolo? .Molto incerto quest’anno. Il Napoli è favorito perché lavora su un progetto già avviato e si è rinforzato molto bene. Inter, Juve e Milan hanno molte incognite: più scelte avranno azzeccato e meglio andranno, quindi adesso non si può sapere. Tra le altre (Roma, Atalanta, Bologna, Fiorentina) vedo un po’ di distanza e credo che in questo gruppo si possa avvicinare il Como. Nazionale, Gattuso è l’uomo giusto? “In questo momento si. Non è tanto l’allenatore alla Spalletti che serve adesso: serve il motivatore che manda in campo la gente con la testa giusta e il dovuto attaccamento alla maglia, che è un simbolo a volte trascurato”. Come vedi le proprietà straniere nel nostro sport? “Non sono tutte uguali: ci sono i singoli proprietari e ci sono i gruppi o i fondi. Benvenuti! Hanno investito molto, però mi aspetto anche progetti un po’ più innovativi, senza parlare solo di stadi (che facciano fatica a fare) e compravendita di calciatori. L’unico dubbio che ho, è l’incertezza che lasciano: oggi ci sono, ma domani?”

 

Adamo Recchia

 

 

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Sono un bancario con la passione per il calcio ed il tennis. La mia squadra del cuore? Tifo Inter,
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