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Partita che definire pazza sarebbe riduttivo quella giocata dai rossoneri nel lunch match di San Siro contro un Parma che per ben due volte è andato in vantaggio. Sofferenza totale per la squadra di Conceicao, che a fine gara perde le staffe con Calabria per poi scusarsi pubblicamente, insieme al difensore milanista, archiviando l’ episodio ad una questione di campo. Primo tempo finito in parità, con i gol di Cancellieri, favorito da una scivolata sul terreno di gioco di Hernandez, e di Pulisic su rigore, per gentile concessione del portiere gialloblù Suzuki senza senso Pavlovic, dal dischetto Pulisic non sbaglia. A seguire arriva l’ ammonizione di Fofana che, diffidato, salterà il derby di settimana prossima. Nella ripresa primi cambi, entrano Bennacer e Bartesaghi al posto di Hernandez e Leao. Al 50′ punizione di Valeri che c’entra in pieno volto Morata, poco dopo Parma vicino al raddoppio, Pavlovic rimedia in angolo. Altro doppio cambio per il Milan, escono Morata, ancora intontito, e Fofana, dentro Abraham e Chukweze. Due occasioni per Reijnders, nella seconda la palla va alta dopo un bel fraseggio tra i rossoneri. Al 73′ Maignan provvidenziale chiude davanti ad Almqvist. Esce anche Calabria per Jovic. All’ 80′ arriva il secondo vantaggio degli emiliani: Musah perde scioccamente palla, Maignan compie un miracolo su Camera, ma non puo nulla sul tap-in di Del Prato lasciato colpevolmente solo. A due minuti dalla fine dei tempi regolamentari arriva la rete del pareggio con Pavlovic, gol però annullato dal Var per fuorigioco. Ma al secondo dei sei minuti concessi di recupero Musah indovina il corrido giusto per Reijnders, che rimane freddo fino alla fine e trafigge Suzuki. Jovic ci prova al 93′ in acrobazia, palla fuori. Ed al 95′ inopinatamente arriva il definitivo vantaggio di Chukweze che su sponda di Pavlovic prima di testa e poi di coscia mette dentro. Tre punti del tutto insperati che però costituiscono un buon viatico prima dell’ ultima gara in programma per il girone Champions a Zagabria e soprattutto in ottica derby.
Donatella Swift

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