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Claudio Chiappucci: “Perché non vincevo le gare a tappe? La caratteristica principale delle grandi corse a tappe dei miei tempi erano le cronometro: lunghe e tante (troppe), che hanno inevitabilmente favorito i cronometristi“ Questo ci ha dichiarato Claudio Chiappucci ex corridore e autore di vittorie di gare importanti come la Milano-Sanremo e tappe di giri e tour. Chiappucci ha fatto molti secondi posti nei Tour de France e nei giri d’Italia. Ora svolge tante diverse attività che ci descrive nell’intervista. Come hai scoperto il ciclismo? Per caso, dopo aver lasciato il calcio, ed aver seguito la passione di mio padre che mi regalò la mia prima bicicletta. Quando hai capito potesse diventare un lavoro? Prima di sperare diventasse un lavoro, ho dovuto attendere il passaggio al professionismo nel 1985. Prima di allora il ciclismo era una passione ed uno sport, mentre cercavo la mia strada nella vita, cercando di capire dove mi avrebbe portato. Come è cominciata la tua carriera La svolta è arrivata nel 1990 con la conquista della maglia gialla al Tour de France. Da lì ho avuto maggiore consapevolezza delle mie capacità e potenzialità ed anche una esplosione di notorietà. Quale vittoria ricordi con maggior piacere. Tutte le vittorie sono state per me importanti, perché ciascuna mi ha dato in quel momento la motivazione per crescere ulteriormente. Ricordo in particolare la Milano- Sanremo del 1991 e la tappa del Tour con arrivo al Sestriere nel 1992, che rappresentano oggi due momenti storici del ciclismo per come le vittorie sono avvenute. Hai fatto tanti piazzamenti nelle classifiche delle gare a tappe in classifica generale cosa ti è mancato per vincere una gara a tappe. La caratteristica principale delle grandi corse a tappe dei miei tempi erano le cronometro: lunghe e tante (troppe), che hanno inevitabilmente favorito i cronometristi, non prettamente scalatori, come Indurain o Lemond. Le corse a tappe ideali per me sarebbero state quelle di questi anni. Degli attuali corridori quale ti piace maggiormente e perché.Seguo con attenzione Pogaciar perché ha caratteristiche simili ai corridori dei miei tempi: è sempre presente in tutte le gare, sia in linea che a tappe, ha spirito combattivo, è un attaccante istintivo e caratterialmente forte. Caso Pantani possiamo conoscere la tua idea Posso solo raccontare gli anni che ha vissuto con me quando è passato professionista: era un corridore caparbio, desideroso di arrivare e molto puntiglioso, molto introverso. Avevamo creato un bell’ambiente insieme nella nostra squadra (la Carrera). Credevo molto in lui e nelle sue potenzialità ed ho dato il meglio di me per poterlo aiutare a crescere professionalmente. Cosa sia accaduto nel periodo successivo è qualcosa che non conosco e non ho vissuto, di cui si è troppo parlato e discusso, senza che la verità venisse mai a galla Nibali è stato un grande campione cosa pensi di lui. Ho un ricordo di lui da ragazzino: suo padre, mio tifoso, gli scattò una foto insieme a me. Mai avrei pensato di ritrovare quel ragazzino un giorno campione del ciclismo. E’ stato capace di vincere corse importanti: un attaccante che spesso è riuscito a fare la differenza anche in discesa. L’ultimo degli italiani a ottenere grandi risultati a livello mondiale. Secondo Te si può fare ancora qualcosa per migliorare la sicurezza sulle strade durante le gare? Per la sicurezza in gara tanto è stato fatto e si fa…..sicuramente ciò che ancora necessita di grandi interventi, più che la gestione delle gare, è la quotidianità sulle strade a tutela dei ciclisti, non solo professionisti, ma di chiunque si trovi a circolare in bici. Di cosa Ti occupi attualmente? Il ciclismo continua ad essere il mio focus, ora ho la fortuna di poterlo praticare per pura passione e grazie a questa pratica mantengo una forma fisica della quale sono molto soddisfatto. Ogni giorno mi alleno, cerco di farlo sempre, anche quando (e capita spesso) sono in viaggio per impegni vari, derivanti dall’essere ambassador di marchi come Giant ed Ekoi, piuttosto che dalla partecipazione ad eventi sportivi e non, o ad attività di coatching e training motivazionali. Quando ho qualche momento per potermi rilassare, amo occuparmi del mio giardino, organizzare cene o, in estate, grigliate con gli amici e la famiglia.

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