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La nostra redazione ha raccolto il pensiero di Pasquale Casale che ci ha rilasciato un’intervista pregna di parole di elogio per il compianto Antonio Juliano. Bandiera del calcio Napoli ma anche uno dei protagoniosti del calcio italiano degli anni settanta. “Ero appena quindicenne quando mi trovai davanti al “capitano” per la prima volta, troppo timido per cercare un approccio con lui che spruzzava carisma e personalità da tutta le parti, espressione corporea di chi orgogliosamente rappresentava la napoletanità nel mondo. Anch’io come lui di San Giovanni a Teduccio dove si esibiva la Cirio, la squadra del cuore di mio padre Giuseppe, allenata da Mimi De Nicola. Poi il ritiro con il Napoli di Vinicio, quindi il sogno di poter giocare insieme ai grandi del calcio partenopeo e nazionale. Di lui mi colpì subito il piedino fatato che usava con grande maestria sia nel gioco corto che lungo, antesignano del centrocampista moderno, bravo nelle due fasi di gioco, mi affascinava il suo modo di calciare di esterno destro a cercare spesso il caro Peppinielo Massa sulla fascia destra. Sicuramente vi ritroverete in paradiso, in un campo verde e magari con il Pibe, il caro Tarcisio e i tanti cari amici che lo hanno preceduto alla casa di Nostro Signore. Un abbraccio forte e un ringraziamento per i consigli (e qualche schiaffetto a fin di bene) che “Voi” Capitano mi avete dato, “quel non fare sempre la stessa giocata, sii imprevedibile”, me lo porterò dentro per sempre, come un marchio di fabbrica e di vita. Grazie di avermi riportato (come direttore generale) a Napoli, dandomi la possibilità di giocare con i grandi del calcio mondiale quali Diego, Jose e Rudy. Grazie Direttore, oggi non ci sarò, fermato dal Covid, ma pregherò per Voi e quando qualcuno mi chiederà se ho giocato con Maradona io risponderò come sempre: si, però io giocato prima con Totonno Juliano. riposa in pace”.

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