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“Esperienza alla Juve? Nulla lasciato al caso ed all’immaginazione” Queste le parole di Vincenzo Sollitto attore del mondo del calcio multitasking. Vincenzo ha sottolineato come l’esperienza a Torino sia stata formativa e quasi perfetta. Sollitto opera nel mondo del calcio occupandosi di formazione, scouting e scrittore di molti libri inerenti il nostro sport. Ricopre anche due ruoli apicali presso la società Sport Leader Agency.
Hai un curriculum di tutto rispetto. Hai cominciato nella Juventus comecollaboratore ufficio stampa, cosa ricordi di quei tempi? Siamo a novembre del 2022, ebbi l’opportunità di collaborare con una società che era all’avanguardia come modello organizzativo e strutturata talmente bene da non lasciare nulla al caso e all’approssimazione. Un modus operandi in vigore ancora oggi nell’ambiente torinese. I ricordi sono legati alle emozioni di un esordiente al cospetto di un mondo inavvicinabile dai più e mi porto dentro una formazione manageriale, una “Lectio Magistralis” che mi è servita in ambiente lavorativo e personale.
Hai avuto anche un prestigioso incarico all’estero come team manager dell’Anderlecht. Che differenza hai trovato con l’Italia ?
Ho collaborato con il settore giovanile della società biancomalva in Belgio per circa otto anni, un’altra società avanti nella gestione manageriale di un club, in parte dovuto anche ad una formazione culturale di stampo fiammingo. Il settore giovanile è e resta il fiore all’occhiello dell’Anderlecht, un club molto attento alla crescita sia umana che sportiva dei giovani della propria “cantera”. Motivo per cui si investe molto, sia in termini economici che di formazione dei propri tecnici, per avere la possibilità di portare in prima squadra, quanto più possibile, elementi formati in casa.
Abbiamo appreso che hai anche avuto un ruolo di formatore presso il Coni. Di cosa ti occupi ? Attualmente ricopro il ruolo di Responsabile Settore Calcio Regione Lombardia per lo Csen, il primo Ente Nazionale di Promozione Sportiva del CONI. Corsi di formazione, campionati e manifestazioni calcistiche, queste le priorità perseguite in primo luogo.
Dal 2017 ricopri 2 ruoli apicali alla Sport Leader Agency. Di cosa vi occupate esattamente? Formazione e corsi per osservatori di calcio, per allenatori, manifestazioni ed eventi quali tornei, stage formativi per giovani calciatori, formazione tecnica ed educativa presso scuole calcio, eventi istituzionali.
Dall’ottobre 2022 ti occupi anche dello scouting del Frosinone direi con ottimi risultati visto l’ottimo campionato che sta facendo la squadra ciociara? Collaboro con il settore giovanile frusinate, con l’accademia che forma e cerca di forgiare giovani promesse, anche in questo caso con l’obiettivo di poterle vedere un giorno esordire tra i professionisti. Un lavoro difficile quanto stimolante, in quanto è proiettato nell’ottenimento di risultati a medio lungo termine, non certo nell’immediato.
Hai anche scritto dei libri. Dopo tre libri statistici sul calcio, la tua ultima fatica è stata “ I segreti del Team Manager di una squadra di calcio “. Come stanno andando le vendite e su cosa verte il libro? La vita professionale di un Team Manager è molto articolata e molto strutturata, con la responsabilità gestionale di uno spogliatoio e dello staff tecnico. Si occupa delle necessità sportive e spesso anche personali dei calciatori ed è responsabile della logistica, soprattutto in trasferta. Poi deve essere a conoscenza dei regolamenti, soprattutto quelli “operativi” sul campo, ed avere in agenda quanti più contatti possibili per qualsiasi evenienza. Aneddoti, curiosità, cenni di organizzazione manageriale, di comunicazione, di rapporti con altri comparti del club e con il mondo esterno, che si chiude con un dizionario Italiano Inglese tematico per conoscere i termini tecnici calcistici in caso di trasferte all’estero. Un manuale per chi vuole approcciare questo ruolo, per chi lo è già, utile anche per chi lavora in un qualsiasi ambito organizzativo sportivo.
Campionato di serie A chi vedi come favorita e perché ? La rosa dell’Inter è sicuramente la più qualitativa, il Milan è forte di un buon mercato da amalgamate, nonostante sia frutto dei “bigdata” dopo il benservito a Maldini e Massara. La Juventus ha la possibilità di crederci in quanto, senza mercato e senza coppe infrasettimanali, ha elementi che si conoscono già tra loro ( e non escludo un rinforzo di spessore a centrocampo a gennaio, data anche dalla rosa decimata ) ed il Napoli, nonostante la non limpida gestione dello spogliatoio di Garcia, che in tema di rosa qualitativa non è assolutamente inferiore alle altre.
Nazionale: Spalletti è l’uomo giusto ? Direi di si, assolutamente, considerando l’improvviso abbandono di Mancini (tempismo inappropriato, indelicato, forse “indotto” da qualcuno sopra di lui) e ciò che la piazza, come svincolati, offriva. Chi avrebbe davvero potuto essere al suo posto, un serio candidato, poteva essere Antonio Conte, ma per vari motivi il ritorno del leccese sulla panchina
azzurra non si è concretizzato.

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