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“Il nostro calcio è questo: mediocrità.I ragazzi non giocano più per strada. Hanno perso leggerezza e spontaneità.
Tutti uguali, tutti robottini. E quando crescono, trovano allenatori che gli riempiono la testa di 4-2-3-1 e di 4-3-3: questi sono i grandi alibi di chi ha pochi contenuti. E fenomeni in giro non ne vedo.
Verratti a Pescara era il nuovo Pirlo, no? Gioca in Francia da dieci anni. E’ migliorato? Secondo me, no.
Si accontentano dei soldi, non pensano a migliorarsi. Gli stessi Chiesa e Insigne dovessero andare in un grande campionato estero, sarebbero normali, uguali a tanti altri. Da noi bastano due partite per battezzare un fenomeno.
E in panchina vedo ragazzini che dicono ‘il mio calcio’. Ma Rachmaninov non è lo stesso se te lo suona Pollini o uno del piano bar.
I migliori? Liedholm, poi Cruijff e adesso Guardiola, il suo Barça, ma anche le variazioni al City mi sono piaciute. E solo loro possono dire “il mio calcio”.
[Giovanni Galeone]
Fonte: Gazzetta dello Sport

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