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Era poco più che un ragazzino, un giovane e promettente difensore, quando in compagnia del centrocampista italo-svedese Lai, quando nel lontano 2003 approdò alla Salernitana in prestito dal Palermo, dopo anni bui passati fra Napoli, Juventus e Livorno, sembra che ora stia vivendo una sua personale seconda giovinezza. Leandro Rinaudo, ha finalmente trovato la sua dimensione ideale a Bari, dov’è approdato a gennaio. “Ma ho ancora un anno di contratto con l’Entella, a breve i dirigenti si incontreranno col Bari, e vedremo – esordisce il 32enne difensore – Un nuovo matrimonio con la Salernitana? Beh, con il Bari c’è un mezzo pour parler per restare un altro anno lì perché sono stato davvero benissimo. Magari l’Arechi potrei ritrovarlo da avversario. Fa piacere che la Salernitana sia risalita in B, mia moglie è salernitana e l’ho conosciuta proprio in quel periodo: è una piazza che merita tanto: la Serie B rispetto alla C è diversa, spero comunque possa far togliere tante soddisfazioni alla gente di Salerno che ha sofferto tanto, calcisticamente, negli ultimi anni. Sarà difficile, ma dietro ci sono persone competenti e valide che riusciranno ad attrezzare una buona squadra. Sono certo, poi, che la mano dei tifosi sarà importante, so cosa significa. A Salerno dodici anni fa era la prima esperienza in una società importante: avevo 20 anni e ricordo tutto con piacere, perchè eravamo un gruppo molto affiatato nello spogliatoio”. Prima di Salerno, dove ha totalizzato 24 presenze nell’annata in cui Stefano Pioli era debuttante su una panchina dei “grandi”, Rinaudo era stato spedito in prestito al Varese dai siciliani in C1, dove militava da calciatore l’attuale team manager granata, Salvatore Avallone. “Ho veramente un bel ricordo di lui – prosegue il difensore – Ero ancora più giovane, lui invece ormai era quasi a fine carriera: un grande professionista del calcio, un esempio da seguire, ci siamo incontrati a Salerno tra l’altro proprio venti giorni fa ed è stato un piacere ritrovarlo”. In chiusura, Rinaudo dice la sua su Minala e Filippini, rispettivamente centrocampista e terzino sinsitro scuola Lazio, quest’anno suoi compagni di squadra al Bari. Entrambi sono stati accostati con insistenza alla Salernitana, soprattutto il secondo sembra in procinto di approdare presto all’ombra dell’Arechi, tramite la società biancoceleste. “Filippini è un bravo ragazzo, anche caratterialmente è giocatore già maturo come testa, lavora bene ed ha qualità. Spero e credo possa togliersi soddisfazioni in carriera e Salerno è una buona piazza per questo – ha affermato Rinaudo – Peraltro c’è stato modo di parlare con lui di questo negli spogliatoi qualche volta e ha detto che gli farebbe piacere venire a Salerno. Io ovviamente gliene ho parlato molto bene. Minala? Ha qualità incredibili sia tecniche che fisiche ma deve maturare a livello mentale e allenarsi al 100%: se sfrutta appieno le sue qualità, può ambire senza dubbio ad alti livelli”.
Raffaele Cioffi

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