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Celebrata a dovere la serata dell’Avellino al Picco di La Spezia, è tempo di pensare al Bologna e ad un Partenio-Lombardi che sarà infuocato di passione. La febbre è altissima tra i tifosi irpini, ma ciò non sarebbe stato possibile senza le grandi emozioni vissute in terra spezzina. Intendiamo ritornare a vivere quegli attimi, perché lo stato d’animo è stato perennemente ballerino fino a tracimare gioia al triplice fischio dopo 120′ al cardiopalma. A raccontarci proprio quelle emozioni vissute dal vivo, dalla Tribuna del Picco, è Claudio De Vito, giornalista di IrpiniaNews.it, che ha respirato in prima persona il profumo fresco di un successo più stoico che estetico ma sicuramente epico. Con lui ritorniamo su quel turbinio interiore che ha pervaso ogni cuore biancoverde: “Si sono alternate sensazioni sempre positive anche perché l’Avellino ha giocato con personalità, convinzione e determinazione. Si sapeva che non avrebbe potuto impostare una partita speculare ma se la sarebbe dovuta giocare a viso aperto e così è stato fatto. Le speranze di uscire vittoriosi dal Picco sono state alimentate dal vantaggio di Zito e poi c’è stato il ritorno dello Spezia che, complice anche l’uomo in più, ha trovato il pareggio. I biancoverdi sono riusciti a tenere botta fino ai supplementari per poi sfruttare un episodio e portare a casa una vittoria che vale la continuazione del sogno promozione. Nonostante le fasi difficili che hanno caratterizzato la sfida, la squadra è rimasta coriacea, compatta e tenace, con mister Rastelli che ha mantenuto le due punte continuando a proporsi in avanti senza fare barricate. Ecco perché ci sono tutti gli elementi per parlare di una grande gara e una vittoria meritata”. Chiediamo al collega cosa gli sia piaciuto di più della partita e chi, in particolare, si sia contraddistinto sul rettangolo di gioco: “Rispetto a quello che è stato il suo campionato, si è visto il miglior Zito, un giocatore che, se in condizione, può essere il valore aggiunto. Si è comportato da vero trascinatore e, oltre al gol che ha aperto le danze, ha corso tutta la partita e si è sacrificato in tutte le zone del campo, un plauso meritato e, in un’occasione così importante, è salito in cattedra dando fondo a tutta la sua esperienza. Gran partita anche di Mokulu che, arrivato a gennaio, ha fatto fatica ad inserirsi ma è un giocatore che ha acquistato fiducia e si sta ritrovando. Non era facile partire dall’inizio in una gara così sentita, ma la sua presenza in campo è stata importantissima, ha tenuto palla, si è destreggiato in un palleggio proficuo, insomma il suo contributo è stato preziosissimo e ci tengo a sottolinearlo. Poi è scontato menzionare Frattali, ma non l’abbiamo scoperto al Picco, i suoi interventi hanno salvato il risultato e testimonia quanto sia importante avere tra i pali un uomo affidabile”. Indubbiamente è stata una soddisfazione grande anche per Rastelli che, in alcune fasi del campionato, è stato spesso oggetto di perplessità: “I meriti del mister sono indiscutibili, sicuramente c’è la sua mano su quest’Avellino che si sta giocando le sue chance per la massima serie. Il suo lavoro va avanti da tre anni ed è riuscito a forgiare un gruppo, aspetto fondamentale per la continuità di un progetto. Gli è stata messa a disposizione una rosa ampia e competitiva e lui ha centrato l’obiettivo minimo, i risultati sono dalla sua parte e gliene va dato atto”. Ora nella tana dei lupi verrà il Bologna, squadra costruita per vincere il campionato ma che non ha retto il passo di due matricole, ora approdate in massima serie. Soprattutto a gennaio sono arrivati grandi rinforzi dal mercato, ma si è andati avanti tra alti e bassi fino a cambiare guida tecnica con Delio Rossi subentrato a Diego Lopez. Non sarà facile contro gli emiliani, specialmente dopo un grande dispendio di energie, ma in questi casi è l’entusiasmo il motore per non fermarsi: “L’Avellino ha superato il primo scoglio ma ora la strada si fa dura quanto intrigante. Il regolamento di questi play off non prevede il doppio valore del gol in trasferta e, di conseguenza, non si possono fare calcoli e bisogna scendere in campo per vincere. Ed è quello che deve fare l’Avellino contro il Bologna, trascinato da un Partenio-Lombardi che può rivelarsi un fattore determinante, il dodicesimo uomo in campo. La stanchezza di aver già giocato a La Spezia può farsi sentire di meno grazie all’entusiasmo di ritrovarsi a giocare per una posta in palio importantissima, anche se bisogna avere la consapevolezza di affrontare un’avversaria di ottimo livello come il Bologna e con un allenatore preparatissimo ed esperto come Delio Rossi. Ma i lupi hanno ottenuto quattro punti su sei nella doppia sfida in campionato contro i felsinei, a dimostrazione di una forbice non incolmabile tra le due squadre nonostante gli investimenti diversi. Energie mentali e le motivazioni sono ai massimi livelli, diciamo che bisognerà ottenere una vittoria, anche di misura, per poi andarsela a giocare al Dall’Ara con il vantaggio di poter giocare per due risultati”. Ma dove eccelle particolarmente questa squadra? “Gruppo a parte, perché quest’Avellino prima di una squadra è un collettivo affiatato e coeso, stanno venendo fuori le fasce rispetto a quanto si vedeva in campionato. Almici e Visconti sono stati due stantuffi contro lo Spezia e ora arrivano tanti cross per gli attaccanti. Non è un caso che i due gol al Picco siano arrivati da un traversone dalla destra e da una palla messa al centro dagli sviluppi di un calcio piazzato, tutto questo può mettere in crisi le difese avversarie e configurarsi come un’arma ulteriore a disposizione del mister. E, considerando che la solidità difensiva non è mai mancata, questa intraprendenza dalle corsie laterali può garantire quel pizzico di verve alla fase offensiva”.


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