16 Maggio 2026
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Politica e calcio: un matrimonio che non s’ha da fare!

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In Italia il calcio non è mai stato un movimento avulso da certe pratiche, da quelle delinquenziali a quelle di “interesse” personale. In questo caso focalizzeremo l’attenzione sulle seconde e sul particolare connubio tra politica e calcio, un matrimonio che si potrebbe definire “contro natura” senza timore di cadere in smentite.
Si comincia, almeno per quello che le fonti storiche riportano in maniera certa, dall’epoca fascista: furono proprio i vertici del PNF che vollero anche in Italia l’istituzione di un campionato a girone unico e sempre gli stessi vertici, anche se a livello locale che strapparono, letteralmente, Silvio Piola alla Pro Vercelli, col giocatore piemontese che fece le valigie per Roma in una squadra che, all’epoca, non era certamente ai vertici nazionali, tale da potersi permettere il calciatore più forte sulla piazza. Sempre la Lazio dovette la sua salvezza dalla fusione in quella che sarebbe stata l’A.S. Roma, al gen. Vaccaro.
Ma è nel dopoguerra che la politica entrò a gamba tesa nel mondo del pallone, nella maniera più subdola immaginabile e cioè quella del tornaconto personale. Il regime fascista era caduto, la democrazia introdotta anche nel Belpaese, ma dalle parti della società biancoceleste romana erano evidentemente rimasti parecchi “nostalgici”. Forse memori del fatto che il Duce, pur non essendo un grande appassionato di calcio (anche se gli servì parecchio per propaganda), avesse una tessera di socio della Lazio, o semplicemente perché tra anni ’50 e ’60 la Lazio ancora rappresentava la squadra della “upper class” romana, un tale Ernesto Brivio, chiamato “l’ultima raffica di Salò” e che in gioventù era stato braccio destro del cubano Batista oltre che fervido sostenitore nero, fu per pochi mesi presidente di una squadra che ereditava dalle precedenti gestioni un grosso buco debitorio: il tempo di essere coinvolto in un oscuro episodio di sparatorie e proiettili che il consigliere comunale di Roma sparì nel nulla lasciando la società così come l’aveva ereditata. Non si fecero mancare nulla nemmeno sulla sponda giallorossa con le fallimentari gestioni Evangelisti, esponente della DC andreottiana, e Marchini, imprenditore comunista, il che suona quasi come un ossimoro, che inaugurarono gli anni della “Rometta” con gestioni societarie e di mercato alquanto discutibili. Famoso anche a Napoli gli anni di Achille Lauro che riuscì, lui monarchico dichiarato, a farsi eleggere sindaco grazie anche alla presidenza della squadra cittadina. Anche se il caso più famoso, almeno tra quelli delle squadre di vertice che qui abbiamo passato in rassegna, perchè il più vicino a noi in ordine di tempo è soprattutto quello di Silvio Berlusconi e del suo Milan. Non scendiamo nei dettagli della sua condotta politica, ma certo è innegabile che il fatto di possedere una delle tre squadre più tifate in Italia, gli ha portato (non pochi) vantaggi elettorali.
Roma, Napoli, Milano e… Caserta. Esatto. Concludiamo questa breve rassegna col capoluogo di Terra di Lavoro; è storia di pochi giorni che un esponente della società rossoblù, candidato per le prossime elezioni regionali in Campania, non perde occasione, nel suo tour elettorale, di “usare” la squadra come “strumento” e questo con l’avallo e l’appoggio anche di chi ricopre, in società, una carica maggiore della sua. Il tutto con tanto di stand elettorale decorato con simboli del partito e della squadra rossoblù. E la cosa bella è che storicamente la tifoseria organizzata si è sempre schierata su posizioni diametralmente opposte alle sue. Ovviamente chi non è di Caserta e dintorni capirà poco queste che sono poco più che allusioni. Ma noi siamo una tesata che si occupa di calcio; tutto il resto non è che non ci interessi sia chiaro, non siamo degli alieni che vivono su un altro pianeta, ma siamo convinti del valore assoluto del nostro sport preferito. Uno sport che in Italia è già abbastanza inflazionato dai suoi stessi protagonisti per poter sopportare anche le ingerenze e le violenze carnali della politica.

Vincenzo di Siena

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Collaboratore del sito www.footballweb.it cura la Casertana

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