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Servizio di Gianni Pagnozzi @ riproduzione riservata
Nella partita da vincere a tutti i costi per salvare la stagione, gli azzurri partecipano ai festeggiamenti per lo scudetto della Juventus facendosi battere con lo stesso risultato dell’andata 3 a 1 e addio sogni di gloria.
C’è da dire che rispetto all’andata dove il Napoli fu penalizzato da un errore macroscopico della direzione arbitrale, la partita andata in scena quest’oggi si è sviluppata secondo tutto un altro copione, la Juve non ha quasi mai sofferto la pressione degli azzurri e chi aveva ipotizzato la stanchezza dei bianconeri per il recente impegno nella vittoriosa finale di Coppa Italia ha dovuto ricredersi, perchè gli avversari del Napoli hanno dato l’impressione per tutto l’incontro di essere più in palla fisicamente e soprattutto mentalmente.
Il Napoli visto a Torino non si è discostato da quello che ha affrontato gli ultimi impegni, una squadra molle mai reattiva e priva della necessaria grinta per affrontare gli impegni decisivi di un finale di stagione. Gli errori difensivi sono continuati ad essere una costante e sui due gol presi pesano la solita incapacità di leggere i movimenti da fare nella fase difensiva di Ghoulam (purtroppo già decisivi nelle due sconfitte con Roma e Lazio) ed un errore grossolano su Sturaro di Albiol che comunque malgrado tutto resta a mio avviso il migliore della retroguardia partenopea. A tempo quasi scaduto poi il nervosismo prende il sopravvento e alla Juve viene concesso un rigore con relativa espulsione di Britos per aver rifilato una testata sulla faccia di Morata, a memoria è forse l’unico intervento con i tempi giusti effettuato dall’uruguaiano in tutta la stagione e questo la dice lunga sul suo rendimento.
L’esclusione nel secondo tempo di un Higuain apparso in evidente calo di forma fisica, con Manolo Gabbiadini, sarà un altro argomento per le discussioni della prossima settimana in una piazza che dovrà fare i conti con l’inevitabile delusione della tifoseria. La qualificazione alla Champions è sfumata a meno che la Roma lunedi non batta la Lazio e come già raccontato sarà meglio per i tifosi non illudersi con false speranze, dopo avere assistito allo squallido spettacolo dello spostamento voluto dal Presidente della Lazio Lotito con i massimi dirigenti della Lega piegati al suo volere senza batter ciglio.
In tutti i modi si è chiusa una stagione che nonostante una vittoria di Supercoppa italiana, tanti tifosi ed addetti ai lavori non esitano a definire fallimentare ma che a mio giudizio non è tale vista la qualità del centrocampo e della difesa a disposizione di un Benitez destinato ad andare via per la prossima stagione che si preannuncia già rivoluzionata, con il concreto rischio che insieme al tecnico e ad elementi inadeguati se si vuol competere a certi livelli e parlo di Inler, Jorginho, Britos, Gargano, Mesto e Goulham ,vada via anche qualche giocatore che nonostante tutto ha dimostrato tutto il suo indiscutibile valore e mi riferisco a Higuain e Callejon ed allora per il nuovo allenatore di questa squadra ci sarà davvero da lavorare e chissà se non saremo costretti a rimpiangere anche stagioni balorde come questa.

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