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Quella che avrebbe dovuto essere ordinaria amministrazione ha corso il serio rischio di trasformarsi nella solita farsa. Il Cesena, già retrocesso, proprio come il Parma, ha segnato due gol al San Paolo e poteva farne anche un altro. Per la difesa del Napoli non ci sono più parole, critiche o supposizioni. È un reparto da rifondare, a cominciare dal portiere. Proprio come a Parma, a dimostrazione del fatto che errare è da Napoli, perseverare pure, nel primo tempo gli azzurri hanno lasciato l’iniziativa del gioco e il possesso palla alla squadra di Di Carlo, con i suoi Cascione, Capelli, e soprattutto Defrel,autore di una bella doppietta. Due accelerazioni di Dries Mertens hanno prodotto prima il pareggio, siglato dallo stesso esterno belga, poi un assist perfetto, al termine di un doppio dribbling in area avversaria, per Manolo Gabbiadini. L’attaccante bergamasco, inizialmente schierato nel ruolo di centravanti, ha ringraziato il compagno e spinto il pallone in rete. Ma è stato davvero troppo poco. Nella ripresa, il Napoli è sceso in campo almeno con il proposito di aggredire il temibile Cesena sulla trequarti, per impedire eventuali ripartenze. E in effetti i partenopei, agli insoliti ordini di Pecchia, a causa della squalifica di Rafa Benitez, hanno cinto d’assedio l’area degli uomini in maglia bianca. È ancora Mertens a trovare il terzo gol, dopo averlo anche sfiorato pochi minuti prima. Ottima la sua partita. L’unico a saltare l’uomo e a trovare sempre la superiorità numerica. Piuttosto in ombra Callejon, forse già attratto da sirene spagnole o inglesi. C’è spazio anche per il novello “Orlando furioso”, al secolo Gonzalo Higuaìn, che ha fatto giusto in tempo a prendere un paio di falli e a imprecare contro qualcuno, come sua abitudine. Con l’uscita di Hamsik, autore di un assist assolutamente involontario per Mertens (perché si era portato avanti la palla per concludere da solo, come evidenziano le immagini), è entrato, addirittura con la fascia di capitano al braccio, Lorenzo Insigne. Altro eroe di Kiev, ovviamente non pervenuto contro il Dnipro. Ma contro il pericoloso Cesena, un paio di suoi tocchi (due normali passaggi), sono riusciti a estasiare i fanciulleschi commentatori Sky, che forse non hanno mai avuto il privilegio e il piacere di guardare calciatori e giocate di qualità davvero superiore. Ironia a parte, c’è poco da stare allegri. Il Napoli ha raggiunto il traguardo delle cento reti in campionato, evidenziando ancora una volta la potenza del suo attacco. Bene. Ma quanti gol ha preso? Non lo scriviamo, per amor di patria. Quanti punti ha dilapidato contro Chievo, Parma, Empoli, Palermo e chi per loro? E poi, contro tal “Dnipro”, compagine che rappresenta un fiume, neanche una città, e che prima del sorteggio era sconosciuta a metà della popolazione di Napoli e provincia, dove si trovavano le grandi punte partenopee? Interrogativi che non conosceranno risposta. In casa d’altri, è stato ufficializzato che il derby Lazio-Roma si giocherà di lunedì. Dopo la trasferta del Napoli in casa della Juve. Alcuni media locali hanno già gridato al “biscotto” tra le due rappresentanti della Capitale, per estromettere i nostri campioni dalla qualificazione in Champions. Scandalo, ci sarà di sicuro lo zampino di Platinì, di Calciopoli, per non parlare del falso passaporto di Alvaro Recoba, sempre attuale. Questa rubrica, invece, con un minimo di obiettività, sentenzia che questa squadra non merita di andare nella massima competizione europea. E, se dovesse arrivarci per combinazione, dovrebbe rinforzarsi con almeno quattro giocatori di qualità. E solo per evitare brutte figure, mica per vincerla.


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