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Che la Salernitana quando mancano “appena” diciannove giorni al debutto in massima serie è ancora un cantiere aperto lo si vede ed intuisce. Che la compagine granata ha svolto un ritiro molto work in progress lo abbiamo tutti visto e raccontato, ma nonostante ciò gli uomini hanno seguito appieno il loro tecnico. Fabrizio Castori, ha castorizzato la sua squadra, in modo che chi giungerà ora dovrà apprendere da loro il carattere e la cattiveria sportiva da mettere in campo. Per colmare il gap con le altre, oltre che affidarsi ai rinforzi che arriveranno, servirà anche non essere mollicci e rinunciatari in campo. Le neopromosse, di solito sono vasi di coccio tra vasi di ferro, ed oggi questo gap per la Salernitana che si riaffaccia al torneo di A dopo quasi cinque lustri e che è molto limitata sul mercato poichè priva di una società e gestita da banche e trustee, è ancora maggiore. La mentalità “castorizzata” dovrà essere un’arma in più, ed anche in questa stagione, dovrà essere come in quella passata, dove ha fatto la differenza, e consentirà di lanciare un segnale a chi penserà di fare un sol boccone dei granata. Ieri, nel corso dell’amichevole col Palermo, abbiamo rivisto la Salernitana cattiva, arcigna e compatta che ha giganteggiato in cadetteria, un gruppo granitico che incarna in pieno il pensiero dell’intero staff tecnico e non solo del suo allenatore. Basti pensare che, dopo cinque minuti, Fabrizio Castori ha sbraitato contro il collega Filippi chiedendogli di evitare polemiche inutili. “Stai zitto e giochiamo, sto già sentendo troppe chiacchiere” e via con l’applauso dei pochi presenti che, tuttavia, si sono goduti la scena. Ma ogni volta che un calciatore subiva un fallo più duro del normale, ecco che capitan Di Tacchio e gli elementi più rappresentativi andavano muso a muso con gli avversari chiedendo rispetto e comportamenti diversi. Emblematico quanto accaduto intorno alla mezz’ora della ripresa, quando il rosanero De Rose ha colpito al volto con un buffetto il granatino Vitale che lo aveva saltato in scioltezza. “Te la prendi con i più piccoli?” gli hanno urlato dalla panchina, mentre Gyomber e Jaroszynski (in procinto di rientrare negli spogliatoi dopo la sostituzione) scattavano in campo a protezione del compagno, guidati dal solito Di Tacchio, da Milan Djuric e anche dal giovane, ma intraprendente Galeotafiore. Uno spirito battagliero che sarà determinante, specialmente negli scontri diretti casalinghi. Naturalmente, dopo il triplice fischio, tutto è tornato alla normalità. Capezzi si è intrattenuto con gli avversari cercando di abbassare i toni, Castori ha abbracciato Filippi chiudendo sul nascere ogni potenziale polemica in sala stampa e tutti hanno chiesto rassicurazioni sulle condizioni di Valente, calciatore del Palermo che ha accusato un lieve malore nel corso dell’intervallo pare a causa del forte caldo.

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