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Questa mattina il cielo su Caserta era grigio, la giornata fresca, quasi triste; oggi si giocano i playoff e la Casertana, nonostante i 69 punti guadagnati durante la regular season, deve già pensare alla prossima stagione. Dallo stadio “Pinto” a Maddaloni occorrono meno di cinque minuti d’auto, senza nemmeno pigiare troppo sull’acceleratore, e nella cittadina ai piedi dei monti Tifata incontriamo Claudio Loffredo, vicepresidente della Casertana che, mentre dal cielo cominciano a scendere le prime gocce d’acqua, si concede alle domande per i lettori e gli internauti di footballweb:
FW: Partiamo dall’ultimo atto della stagione ovvero il pareggio guadagnato in casa della Salernitana; se prendi quattro punti su sei alla capolista vuol dire che la squadra era davvero valida.
CL: Sapevamo che era fondamentale vincere, non solo per una questione di classifica, e poi attendere notizie dagli altri campi. Anche Juve Stabia, in casa di un Benevento che voleva finire nel migliore dei modi, e Matera, in casa di un’Aversa che le ha provate tutte per guadagnare i tre punti, avevano impegni importanti. Alla fine sono usciti tre pareggi: quanto a noi abbiamo giocato alla pari, a tratti siamo stati anche superiori, in casa della capolista. Rubare quattro punti su sei alla capolista significa sugellare un grande campionato anche se per quello scivolone col Melfi stiamo ancora qui a mangiarci le mani. Per la verità avremmo meritato qualche punto in più anche se non possiamo che dirci comunque soddisfatti di un campionato così, in un girone con avversari che non hanno mai mollato. Terminare sopra squadroni come il Lecce e a società blasonate, aver lottato alla pari con tutti è comunque una grossa soddisfazione.
FW: Mi sembra di capire che nonostante i playoff siano stati mancati per un solo punto la società si ritiene comunque soddisfatta della stagione disputata dai rossoblù.
CL: Si alla fine penso sia stata un’ottima stagione anche se i playoff sarebbero stati la ciliegina sulla torta. Sarebbe stato bello, un traguardo importante per la città, la provincia e la società; purtroppo anche lo scorso anno in Seconda Divisione perdemmo il campionato nelle ultime giornate a favore del Messina. Abbiamo comunque fatto bene anche contro squadre e società più blasonate ed affermate. Detto questo è ovvio che perdere i playoff in questo modo fa male, anche perchè gli spareggi sono sempre una competizione a parte dove si certi dati acquisiti in campionato si azzerano, basti vedere la cavalcata del Latina nello scorso campionato di serie B.
FW: Passando ad altro, cosa cambia nella gestione di una società tra Lega Pro e Serie B?
CL: Per essere la base del professionismo c’è da dire che in Lega Pro le scadenze da rispettare sono tante, soprattutto per chi, come noi, sale dalla D. Adeguamento dei contratti, infrastrutture, fideiussioni bancarie, settore giovanile obbligatorio, sono tutti elementi, sicuramente di crescita, ma che può rendere traumatico il passaggio dal dilettantismo al professionismo. E’ chiaro comunque che più si sale di categoria meno problemi economici, per una società come la nostra, si hanno. Maggiori introiti, maggior visibilità garantiscono tutta una serie di migliorie che non puoi avere in categorie minori.
FW: Cosa pensa di questa Lega, sia dal punto di vista tecnico che da quello dirigenziale?
CL: Secondo me sessanta squadre suddivise in tre gironi è il format perfetto, in questo modo si da l’opportunità a squadre nobili decadute così come a piccole realtà di partecipare a un campionato professionistico. In questi giorni sono state fatte modifiche importanti al regolamento per le iscrizioni e le rose e al di là di quel che si dice Macalli lo vogliono in tanti, nonostante qualcuno lo voglia sfiduciare. Alla fine si tenta sempre di tirare acqua al proprio mulino. C’è da dire che la Lega ha fatto e sta facendo molti sforzi, anche per lo sviluppo del calcio giovanile.
FW: Anche alla luce di questo campionato, quali saranno le prospettive per il prossimo anno? Quali sono le ambizioni di questa società? Magari ripetere i miracoli di Carpi e Sassuolo…
CL: Per il prossimo campionato attendiamo innanzitutto la formazione dei gironi, ma certamente l’obiettivo è di fare il salto di categoria, anche migliorando le infrastrutture oltre che la squadra. L’intenzione è puntare, sempre con un occhio al bilancio, alla Serie B.
FW: Guardando al dato tecnico, alla rosa, saranno di più i confermati o quelli che lasceranno?
CL: E’ ancora presto per parlare di questo, di calciomercato; abbiamo tante richieste, anche da squadre di categorie superiori, per giocatori importanti come Bianco o Cissè, tanto per nominarne due. Giocatori per noi fondamentali come tanti altri che hanno contribuito allo splendido campionato di quest’anno. In quanto a noi siamo alla finestra, ma prima di fare dichiarazioni inutili preferiamo attendere la fine della stagione e poi ragionare sulle reali esigenze. Certamente si porterà avanti una politica di rafforzamento e un calciomercato oculato sia in entrata che in uscita.
FW: Di recente è stato inaugurato un Casertana Club a San Felice a Cancello che dimostra che qualcosa a livello di appeal e di presa presso il pubblico si sta smuovendo: come giudica, in generale, la risposta del pubblico? Ha sentito città e provincia vicini alle sorti della squadra?
CL: All’inizio della nostra avventura, due anni fa, facemmo un appello alla provincia di starci vicino e devo dire che sia la città che la provincia effettivamente non sono state da meno. Al di là di quello che potrebbe apparire dai numeri l’amore per la Casertana c’è ed è forte, anche se più di vent’anni di dilettantismo non possono non far sentire il loro peso. L’esempio del club a San Felice è la riprova di quello che affermo. Ovviamente più ci sono risultati più persone riesci a portare allo stadio.
FW: Com’è il rapporto con le istituzioni? Aggiornamenti sulla questione stadio?
CL: Sono due anni che manteniamo rapporti costanti con il Comune, e al momento ci siamo accordati per una sorta di gestione bipartisan dell’impianto di viale Medaglie d’Oro. Devo dire che il Comune sta facendo la sua parte, ad oggi è stato raggiunto un accordo per l’installazione del manto erboso sintetico che permetterebbe un abbattimento dei costi di gestione e la possibilità di incrementare la fruizione dello stadio. Ovviamente le cose da fare sono tante e comunque la società si è sempre riservata di fare le sue dovute considerazioni in merito.
FW: Avviamoci alla conclusione di questa nostra chiacchierata, cosa si sente di dire ai tifosi?
CL: I tifosi ci sono sempre stati vicini, non sono mai mancati, in casa ed in trasferta e per questo li ringraziamo. Lo striscione posto al di fuori dello stadio che recita “69 volte grazie ragazzi” dimostra la vicinanza e la sinergia che si è venuta a creare tra società, squadra e tifosi. Siamo contenti di questa cosa, di questa “famiglia”, e da queste basi non si può far altro che migliorare.
FW: Chiudo con una domanda scomoda, ma non posso fare a meno di porgliela: nulla da dire sul “caso Matera”?
CL: Il comunicato che è apparso sul sito è pensiero condiviso da tutti in società. Giudicare in merito è compito delle istituzioni.
Dopo una mezz’oretta di domande e risposte, esco per rivedere il cielo: non piove più ma un tenue raggio di sole si fa strada tra i nuvoloni grigi. Forse un segno di quello che accadrà all’ombra della Reggia.
Vincenzo di Siena

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