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Si può perdere la Champions, dal momento che la dabbenaggine è già costata lo spreco di un vantaggio consistente sulla Lazio, ma farlo perché non è riusciti a vincere contro l’ultima in classifica, peraltro già retrocessa, è qualcosa di assurdo. Il Napoli doveva fare un sol boccone del Parma, non foss’altro per la fame con cui avrebbe dovuto affrontarlo, invece, la domanda che ci si pone è la seguente: come si può avere un approccio così molle e passivo in una gara importantissima? Questo Napoli, che ha già steccato tantissime trasferte, come può permettersi di sottovalutare un avversario? Trovare delle giustificazioni significa voler mettere la testa sotto la sabbia, ma il napoletano non è uno struzzo e sa ragionare. Questa squadra è una profonda delusione, ancora una volta ha sprecato la possibilità di avvicinarsi alle due romane ma stavolta si è superata. Sì, si è proprio superata, perché è assurdo non riuscire a piegare una compagine che non ha nulla da chiedere al campionato. Basta con questa approssimazione, basta con questa superficialità, bisognava scendere in campo tarantolati sin dal primo minuto, invece, ci si imborghesisce. Questa squadra preoccupa tantissimo, perché ha dei limiti imbarazzanti, come quello di non saper trovare una soluzione per stanare un’avversaria asserragliata in difesa. È successo nel primo tempo sia con il Dnipro che con il Parma. Ma ai bambini viene insegnato che bisogna imparare dagli errori e, quindi, perché commettere puntualmente gli stessi? Che differenza c’era tra la prima frazione di giovedì scorso e quella del Tardini? Fuorigioco macroscopico a parte, perché compromettere la qualificazione in finale per aver subito lo stesso gol che è costato un’altra finale, quella di coppa Italia? Ma qualcuno si deve pur prendere le responsabilità o è colpa del fato? Ormai che Benitez non sia riuscito a trasmettere la mentalità vincente a questo Napoli è un dato di fatto, altrimenti non starebbe sempre dietro la Roma nonostante i suoi continui passi falsi, non si avrebbe un approccio simile in partite decisive. Questa squadra ha stancato, perché non è mai riuscita a guadagnarsi la fiducia della gente, e c’è sempre il rischio che ad una partita buona ne segua un’altra sottotono, a scapito della continuità che serve per raggiungere obiettivi a lungo termine. Dal Tardini si doveva tornare con il morale alto, invece, il nervosismo non ha fatto che aumentare alla luce anche delle polemiche post-gara. E si è avuto anche modo di notare che questa squadra non riesce a trasformare il nervosismo in carica positiva, piuttosto saltano i nervi. Si sperava in una prova tutta cuore e orgoglio dopo essere stati defraudati con il Dnipro, invece, ci si è fatti imbrigliare dal derelitto Parma, roba che quasi toglie ogni volontà di sostegno in vista delle prossime gare. E la prossima è la più importante, si giocherà a Kiev contro il Dnipro per il ritorno delle semifinali di Europa League. Che Napoli sarà? Quello dei primi o dei secondi tempi delle ultime due partite? É proprio un’utopia chiedere di giocare per entrambi i tempi ad alta intensità? Non si sa che Napoli vedremo contro il Dnipro, sappiamo quello che abbiamo visto contro il Parma, uno che ha approcciato malissimo alla partita pur avendo la necessità di vincerla, la domanda è: perché?


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