16 Maggio 2026
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Salernitana, commemorazione per Ciro, Enzo, Peppe e Simone

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Dopo un fine settimana dove la città ha ancora festeggiato il traguardo della serie A in una città ormai tutta tinta di granata, ieri uno stop dovuto. Ieri ci si è fermati per riflettere che gli eventi del 1999 non devono più riviversi, e di dovuta commemorazione per ricordare chi da Piacenza non è più tornato. Un mazzo di fiori alla stazione di Salerno, un toccante striscione con torciata allo stadio Arechi. Nella serata di ieri, gli ultras del Direttivo Salerno hanno chiuso la giornata del 24 maggio con un ricordo particolare di Ciro, Enzo, Peppe e Simone. “24 maggio 1999: quel tragico ritorno in città, una ferita ancora aperta che mai si sanerà… A voi dedichiamo questa Serie A! Ciro, Enzo, Peppe e Simone, i vostri nomi incisi nell’eternità!” questo è il testo dello striscione esposto sulla recinzione esterna dello stadio. Contemporaneamente, una composizione floreale è stata posata alla stazione ferroviaria. Lì dove si consumò la parte finale della tragedia di ventidue anni fa, con il rogo del treno appiccato sul convoglio che tornava da un interminabile viaggio per raggiungere Salerno. Una cosa impensata che accadde all’interno della galleria Santa Lucia, quando si era ormai a casa. Prima dei momenti di commemorazione sulla pagina social di riferimento, i componenti del gruppo avevano pubblicato un lungo e commovente pensiero: “C’è un filo che lega cose apparentemente lontane. Alcuni le chiamano coincidenze, ma è un filo invisibile che lega ricordi ed emozioni. Emozioni, soffocate, dolorose che vorresti lasciare andare, liberare, come un vento impetuoso che tutto porta via. Ripensi, con la mente ritorni e vorresti urlare contro il vento… non doveva andare così quell’anno, non doveva andare così quel giorno. Forse doveva andar così. Non servono le parole. Silenzio. Batte il cuore. Lo stavamo aspettando quel treno, su quella banchina dove tutti eravamo fermi e immobili a 22 anni fa, ad un treno che da quel maledetto tunnel doveva uscire. Vi abbiamo visto e per la prima volta non era fuoco assassino la luce che abbiamo scorto. Vi abbiamo visto come doveva essere e non fu, vi abbiamo visto cantare ebbri di felicità e con le bandiere sventolanti dai finestrini e le sciarpe al collo. E insieme a voi i tanti che non sono più al nostro fianco. E in un attimo immaginato adulti, uomini, padri vivere una vita che dovevate vivere e con una squadra da sostenere come geneticamente impresso in chi vive la nostra terra. Vi abbiamo chiamato per nome tra la folla festante. Ciro, Peppe, Simone, Vincenzo e come d’incanto si sono voltati tutti… perchè negli occhi e nel profondo di tutti eravate e restate lì e per sempre. Sono lacrime il vostro ricordo, e come un attimo o l’eternità sono sempre tempo, dolore e gioia sono sempre lacrime. Nulla vale più di una vita, nulla può lenire quel dolore così atroce. Quel giorno, quella tragedia sarà difficile da cancellare impossibile da dimenticare. Oggi più di sempre e per sempre, non vi dimenticheremo”.

 

 

 

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