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Il raggiungimento di un obiettivo insperato ha portato via tensioni ed ansie, ed ora tutti ai microfoni si lasciano andare. Non è stato da meno il direttore Fabiani, che ai più ispira la sensazione che sia un taciturno, che dribbli taccuini e microfoni. Ieri quando hanno raggiunto la terra umbra, dove renderanno visita a Santa Rita in quel di Cascia, Angelo Fabiani si è lasciato andare ed ha commentato il raggiungimento di un “traguardo importante dopo molto tempo”. “Vincere a Salerno ha un sapore diverso” ha ammesso il dg granata, rivelando anche uno scenario nascosto a tutti: “Era una promessa fatta a mio fratello, tifosissimo granata. Oggi non c’è più ma sono soddisfatto di aver mantenuto la promessa per una persona che consideravo un padre, una guida”,
Una promozione arrivata dopo lo scetticismo della piazza di inizio stagione, dove c’erano i mugugni per l’addio di Ventura, e lo scetticismo per l’arrivo di Fabrizio Castori (non aveva lasciato un buon ricordo di se), ma il direttore da una sua lettura di quel momento : “I mugugni della piazza non erano per Castori, bisogna saper leggere tra le righe. In quel momento la critica era anche giusta, purtroppo il campionato di Serie B è difficilissimo e se non si creano il giusto clima e la giusta alchimia puoi spendere milioni ma non è sicuro vincere. Quest’anno siamo partiti in sordina e poi ci siamo resi conto che potevamo farcela, con la fortuna che non ci ha voltato le spalle. Non c’è stato un momento preciso in cui ci abbiamo creduto, oggi c’erano tutti i presupposti perché negli occhi dei ragazzi c’era la voglia di raggiungere l’obiettivo. Bisogna essere realisti, siamo andati avanti di partita in partita arrivando al traguardo di oggi”. Inevitabile rivolgere l’attenzione al discorso multiproprietà: “È un tema che la proprietà dovrà affrontare ma non riguarda il sottoscritto. Pensiamo a goderci questa settimana dopo un anno davvero stressante, poi vedremo. La permanenza di Fabiani? Per certi aspetti il ciclo ci sarebbe chiuso, dalla C alla Serie A ma vediamo”.

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