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Un pareggio molto sofferto quello del Milan in casa contro l’Udinese, arrivato su rigore in pieno recupero per un fallo di mano di Stryger Larsen. Un Milan ancora convalescente, viste anche le pesanti assenze, ma ormai questa non è un novità, che soffre ancora di una certa involuzione, con palloni a volte buttati in avanti senza guardare, quasi a memoria come se Ibrahimovic fosse ancora in campo. Per quanto riguarda l’Udinese alla fine forse meritava la vittoria, su cui non sarebbe stato nulla da eccepire, soprattutto in virtù di quanto visto nel secondo tempo, al di là del momentaneo vantaggio. Dopo un primo tempo che ha visto i portieri poco impegnati, il Milan alla prima accelerazione ha rischiato di segnare per primo con Castillejo, ma nella sostanza gli episodi degni di nota sono legati a due ammonizioni di Rebic ed Hernandez per eccesso di foga. L’Udinese al rientro sembra avere una marcia in più, tanto che già dopo due minuti i friulani potrebbero andare in vantaggio se Nestorovski, su erroraccio in alleggerimento di Hernandez su Donnarumma, non si facesse ribattere il pallone da Romagnoli sulla linea di porta. Ma al 68′ arriva il goal degli ospiti, con Becao, dopo un altro errore di Hernandez sugli sviluppi di un corner, Donnarumma viene ingannato dal velo di Nestorovski e la frittata è servita. Il Milan cerca di riorganizzarsi, ma lo fa in maniera poco lucida, e le assenze di Ibrahimovic, Chalanoglu, Bennacer unite alla serata no di Leao e Rebic sicuramente non aiutano. E mentre l’Udinese sta per portarsi a casa i tre punti, nonostante l’inferiorità numerica per l’infortunio di Samir dopo aver completato tutti i cambi previsti, ecco che Stryger Larsen vive un momento di pura follia alzando inopinatamente un braccio in piena area sull’ultimo cross della partita, al 95′. Rigore accordato al Milan, dal dischetto Kessie è davvero glaciale e porta al pareggio la sua squadra. Ora il Milan, in vista di un piazzamento in Champion’s League, si dovrà guardare anche alle spalle, viste le contemporanee vittorie di Atalanta e Roma.
Donatella Swift

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