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Non ci sono parole, e stavolta non per le nefandezze del Napoli ma per le sue bellezze. È stata una notte magica alla Volkswagen Arena, i lupi tedeschi sono stati sbranati dai leoni partenopei. Un dominio assoluto, sembrava di giocare alla play station. Era una partita importantissima, si temeva tanto il Wolfsburg tra le mura amiche, una squadra capace di annientare anche il Bayern Monaco 4-1, e con lo stesso risultato gli azzurri hanno violato la tana degli uomini di Hecking. Non si è sentito alcun ululato ma solo il ruggito dei campioni. Sì, perché, almeno per una notte, quelli che in campionato sono riusciti a perdere un terzo posto già blindato, si sono trasformati in dei campioni, nella gara più difficile si può dire. Il campionato italiano ha perso credito e credibilità negli ultimi anni proprio per il rilancio di quello tedesco. Be’, un’italiana è andata a dettare legge in casa della vice-capolista della Bundesliga, viene da dire: e chi se l’aspettava? Forse neanche il tifoso più ottimista, già dopo lo 0-2 del primo tempo, sembrava di sognare e si sperava di tenere botta in una ripresa in cui, presumibilmente, il Wolfsburg sarebbe andato all’arrembaggio. Invece, l’assalto era sempre azzurro, si giocava con una semplicità disarmante e il vantaggio è aumentato. Prima il terzo gol, poi il quarto, lo stadio era tutto napoletano. Il gol di Bendtner, a dieci minuti dalla fine, poteva complicare le cose e far sbandare la squadra, invece, non è stato così, si ritorna a casa con un 1-4 e la semifinale di Europa League ipotecata. Il punto più alto dell’era post-maradoniana, certo che il calcio è strano, il Napoli era stato sbattuto fuori dalla coppa Italia, al San Paolo, da una Lazio che aveva già doppiato gli azzurri in campionato mentre, a distanza di una settimana, quegli stessi giocatori sono stati capaci di confezionare questo. Come cambiano le cose, regnava lo sconforto intorno ad una squadra che perdeva quattro volte consecutive fuori casa, che non vinceva pur avendo un doppio vantaggio a venti minuti dalla fine, che subiva gol contro una piccola ridotta in inferiorità numerica, peraltro dinanzi al proprio pubblico, che si faceva strappare, sempre in casa, la finale di coppa Italia. Non può bastare una notte magica per cancellare due mesi da incubo calcistico, ma una notte magica può salvare una stagione. Perché il Napoli non ha semplicemente battuto il Wolfsburg, e già non era facile, ma l’ha demolito, polverizzato, ridotto a brandelli. Scorrono nella mente le istantanee dell’impresa della Volkswagen Arena: il vantaggio di Higuain e il suo urlo sotto la curva, come quello di Hamsik allo 0-2, il tris azzurro nella ripresa con la doppietta del capitano Marekiaro, il poker siglato da Gabbiadini di testa al suo ingresso in campo, servito alla grande da Insigne, anch’egli subentrato. È stato tutto perfetto, anche chi è entrato a gara in corso, e poteva essere una goleada se Higuain, sullo 0-2, non avesse calciato sul portiere solo dinanzi alla porta, se Gabbiadini non avesse colpito il solo palo a partita. Tutto ha funzionato, Higuain ha aperto le danze e poi ha servito ad Hamsik l’assist del doppio vantaggio, proprio Hamsik ha timbrato il cartellino due volte, Callejon ha servito una palla d’oro per la doppietta del capitano, il poker è nato sull’asse Insigne-Gabbiadini, subentrati in corso d’opera. Ma che dire della prestazione della coppia centrale Albiol-Britos? Monumentali entrambi, un plauso soprattutto all’uruguaiano, tanto bistrattato. Maggio e Ghoulam due stantuffi sulle loro corsie, a centrocampo David Lopez ha fatto da diga, Inler smistava palloni a destra e a manca e poi una menzione d’onore per Andujar, straordinari alcuni suoi interventi, un muro umano a difesa dei pali. Incensare troppo questa squadra sarebbe incoerente dopo le dissennatezze dell’ultimo periodo che hanno fatto sì che solo la vittoria dell’Europa League possa salvare la stagione, ma va sicuramente incensata una prestazione da leggenda, da copertina per il calcio italiano. Ora guai a pensare di aver archiviato la qualificazione, al San Paolo sarà una battaglia e gli azzurri hanno dimostrato di non saper gestire i vantaggi ma, il Napoli delle ultime due partite (sette gol segnati e uno subito), sembra avere una marcia in più.


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