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BRESCIA-SALERNITANA 3-1
BRESCIA (4-3-3): Joronen; Sabelli, Chancellor, Mateju, Martella (90’ Verzeni); Dessena (78’ Labojko), Van de Looi, Jagiello (68’ Mangraviti); Spalek (68’ Ayè), Torregrossa, Ragusa (68’ Bjarnason). A disp.: Kotnik; Ghezzi, Zmhral. All. Dionigi
SALERNITANA (3-5-2): Belec; Bogdan (68’ Lopez), Gyomber, Aya; Kupisz, Dziczek, Di Tacchio (68’ Capezzi), Cicerelli (46’ Anderson), Casasola (86’ Antonucci); Tutino (86’ Giannetti), Djuric. A disp.: Adamonis; Mantovani, Baraye, Iannoni, Barone, Gondo. All. Castori
ARBITRO: Aureliano di Bologna (Sechi/Ruggieri). IV Uomo: Gariglio di Pinerolo
NOTE. Marcatori: 3’ Van de Looi, 21’ Spalek (B), 43’ rig.Tutino (S), 76’ Bjarnason (B). Ammoniti: Ragusa, Dessena, Di Tacchio, Anderson. Angoli: 9-6 Recuperi: 0’pt, 3’st.
Davide Dionigi deve aver spiegato ai suoi come si fa. Già, perché quando era giocatore, la Salernitana ha rappresentato la sua vittima preferita, subendo da lui ben 10 gol. E da allenatore, dopo un pari e una sconfitta in carriera contro Castori, ha battuto anche il rivale e, soprattutto, colto la sua prima vittoria, all’esordio sulla panchina del Brescia. Obiettivo era ridare tono a un campionato che, fin qui, non è partito con il piede giusto, dopo la retrocessione dalla Serie A. Le premesse sono buone. La Salernitana, invece, è arrivata al Rigamonti da capolista ed è dovuta ritornare sulla terra, dopo tre successi consecutivi. Gli uomini di Castori non sono riusciti a rappresentare degnamente la vetta e a scacciare i fantasmi che aleggiano su questo stadio, terreno proibito fin dal 1990, quando i granata passarono grazie ad una doppietta di Pasa. Dopodiché, solo 2 pari e 7 sconfitte, che diventano otto con la gara odierna. Non una bella figura per l’ex-miglior difesa del campionato, che qui subisce tre gol in una sola volta.

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