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TABELLINO – SALERNITANA-LUPA ROMA 4-1
SALERNITANA (4-2-3-1): Gori; Colombo, Lanzaro, Bocchetti, Franco; Moro (23’st Bovo), Favasuli; Gabionetta, Negro (30’st Cristea), Perrulli (37’st Grillo); Calil. A disp: Russo, Bianchi, Pezzella, Pestrin. All: Menichini
LUPA ROMA (4-3-3): Rossi, Martorelli (1’st Conson), Celli, Capodaglio, Pasqualoni, Cascone, Bariti, Raffaello (1’st Margarita), Del Sorbo, Cerrai, Mastropietro (‘9st Leccese). A disp: Di Mario, Faccini, Prevete, Ferrari. All: Cucciari.
Arbitro: Pelagatti di Arezzo (Vecchi/Pancaldi Trifirò)
NOTE. Marcatori: 16’pt Favasuli, 48’pt Calil, 4’st e 35’st rig. Gabionetta (S), 46’st rig. Del Sorbo (L). Ammoniti: Moro, Gabionetta e Perrulli (S), Del Sorbo e Margarita (L). Angoli: 2-3. Recupero: 3’pt; 2’st. Spettatori totali: 10509.
La Salernitana straccia ancora di più il record di Delio Rossi, sono 76 i punti finora conquistata, ma ancora manca la matematica. Ci sono ancora 360 minuti alla fine della stagione, e la Salernitana, fa un passo e si avvicina sensibilmente al traguardo che si era prefissata la società ad inizio della stagione. Sotto gli occhi attenti dei co-patron Lotito e Mezzaroma, gli uomini di Menichini sfoderano la prestazione perfetta e concedono poco o nulla ai volenterosi uomini di Cucciari, che seppur ben messi in campo fanno solo da comparsa al cospetto della capolista. Solo un’occasione sullo 0-0 (se non vogliamo contare il penalty e segnato da Del Sorbo, regalato a fine gara ai laziali) quando Bariti, su di un capovolgimento di fronte,parte e fa una fuga di 50 metri, da posizione defilata impegna Gori. Da quel momento il nulla, la capolista decide di giocare. Sale in cattedra la Salernitana, detta i ritmi della gara e regola la pratica con 4 goals, mandando in visibilio il 10600 spettatori che hanno affollato il Principe degli Stadi. Prima un bolide di Favasuli, poi una magia di Calil che su lancio di Moro salta marcatore e portiere prima di depositare in rete. Al rientro in campo Gabionetta segna la sua doppietta, con secondo goal su rigore. Spazio anche per Cristea, che liberato da Calil sbaglia davanti a Rossi.
Raffele Cioffi

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