16 Maggio 2026
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Gianfranco Lucariello a FWB: “La stagione non è finita. A Napoli serve un ambiente più coerente. Giocare ogni tre giorni sottrae brillantezza. Per vincere servono più risorse in organico e un’altra mentalità”

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Intervista di Maurizio Longhi


Viene definito un maestro del giornalismo partenopeo, Gianfranco Lucariello gode di tanta stima nell’ambiente per la sua professionalità e grande esperienza. Abbiamo l’onore di intervistarlo per fare un po’ il punto della situazione in casa Napoli, in un momento delicatissimo, soprattutto in campionato. Si è complicato tutto dopo questo periodo di vacche magrissime, dove si stenta sotto il profilo dei risultati e l’umore non è dei migliori. In Europa League adesso arriva il difficile, visto che si incontra il Wolfsburg ai quarti, mentre finora è stata una passeggiata di piacere, mentre in campionato si sta sbagliando l’impossibile. Prima è stato dilapidata una vittoria quasi in cassaforte al San Paolo contro l’Inter, poi l’onta di Verona, la terza consecutiva in trasferta dopo i due tonfi a Palermo e a Torino, e infine il pari casalingo contro l’Atalanta. Assurdo prendersela con l’arbitro e non con se stessi, l’abbaglio di Calvarese è stato evidente, ma ancora più evidente è stata la prestazione scialba e soporifera di un Napoli diventato spento e prevedibile. Ora, con l’arrivo di aprile, arrivano sfide decisive: quelle con Roma e Fiorentina in campionato, la semifinale di ritorno al San Paolo contro la Lazio e la doppia sfida contro il temibile Wolfsburg.

Di questo e molto altro, ne parliamo con una storica penna, cui chiediamo i motivi di questo calo così netto del Napoli che ha perso anche il terzo gradino del podio: “La lotta per il terzo posto coinvolge tre squadre e sono Roma, Lazio e Napoli. La terza piazza è una strada che conduce alla Champions, una competizione ambita da tutti per il prestigio, le casse societarie e la crescita internazionale di un club. Ecco perché si è disposti a fare di tutto pur di non perdere questa posizione, è anche vero che, per il Napoli, gli impegni sono tanti e c’è una Europa League da non sottovalutare. Ritengo che proprio la tensione di queste competizioni determini un inevitabile calo in campionato. Quando giochi ogni tre giorni, malgrado le rotazioni per preservare alcuni giocatori, viene meno la brillantezza e degli elementi risultano affaticati. A Napoli c’è anche un ambiente che non sempre aiuta, anche per quanto riguarda chi scende in campo, gioca Higuain e ci si lamenta di tenere in panchina uno Zapata in forma, gioca il colombiano e si grida allo scandalo non facendo giocare un campione come il Pipita. Ci vuole più coerenza da parte di un ambiente scosso dai risultati deludenti che arrivano dal campionato”. Volendo guardare il bicchiere mezzo pieno, si può essere soddisfatti del fatto che il Napoli sia ancora impegnato su tre fronti quando mancano poco più di due mesi alla fine della stagione. Ma il solo pensiero di non disputare la Champions per il secondo anno consecutivo, disegna scenari poco entusiasmanti: “Le strade che portano alla Champions passano dal campionato e dall’Europa League. In campionato sono state accusate diverse battute a vuoto che hanno un po’ complicato il cammino, mentre nella competizione europea si affronterà una squadra tedesca che sta facendo faville in Bundesliga. La stagione non è finita e si entra ora nella fase clou, tocca al Napoli darsi da fare, anche se, inconsciamente, c’è un po’ di condizionamento relativo all’incognita sul futuro di Benitez. Quando i marinai non sanno se saranno guidati sempre dallo stesso comandante, è inevitabile avvertire uno scadimento mentale”.

Il Napoli ha la possibilità di approdare in finale di coppa Italia, affrontando o la Juventus o di nuovo la Fiorentina, in ogni caso sarebbe un remake, bisognerà vedere se della finale del maggio scorso o della Supercoppa di dicembre, sempre ammesso che si batta la Lazio al San Paolo. E poi, dopo tantissimi anni, si è ai quarti di una competizione europea, anche se l’avversaria è davvero forte. Ma perché si forniscono ottime prove lontano dal suolo italico, mentre in campionato anche una medio-piccola crea grane cui non si pone rimedio? Questo il pensiero di Lucariello: “Perché sono partite da dentro o fuori e si ha la consapevolezza di non poterle sbagliare, quindi, vengono preparate nella maniera migliore. Mentre il campionato, essendo un cammino a tappe, ci si può sempre riscattare e a uno sbandamento non corrisponde una defenestrazione. Lo stesso succedeva con il Napoli di Mazzarri che sfoderava prestazioni di altissimo livello in Champions mentre in campionato non si esaltava come nelle partite europee”. Ora c’è un’altra domanda, perché questo Napoli ne suscita tante. Chiediamo all’autorevole collega cosa manchi a questa squadra per puntare, con credibilità e convinzione, allo scudetto: “Serve prima di tutto una rosa attrezzata. Avere uno come Reina in porta, dei difensori centrali di qualità, un esterno destro, un centrocampista di piede e di pensiero, allargare l’organico è anche un modo per avvertire meno le fatiche settimanali. Ci si è chiesti perché la Lazio voli? Semplice, non ha le coppe e mister Pioli ha la possibilità di lavorare una settimana intera per preparare la gara di campionato. Il Napoli, così come è successo ad altre squadre, ha perso punti proprio perché è mancata la lucidità in alcune partite”. Candidarsi alla lotta scudetto con un organico non sufficientemente ampio e attrezzato è un grave errore ma, in ottica futuro, quale altro step bisogna fare? Cos’altro manca perché ci siano tutte le condizioni per puntare al punto più alto del campionato? “Se Benitez, come sembra, dovesse andare via, si creerebbe la necessità di un nuovo progetto. Quello iniziale con il tecnico spagnolo in panchina andrebbe a finire a carte quarantotto e si dovrebbe ricominciare daccapo. La speranza è che restino i giocatori migliori e ne arrivino altri che possano alzare il livello di qualità e di competitività dell’organico. Poi o la società o lo stesso Benitez dovranno spiegarci i motivi della decisione di non continuare più il rapporto lavorativo, soprattutto i tifosi meriterebbero maggiore chiarezza sulle cause di una separazione”.

Gli uomini di Benitez hanno denunciato anche difetti di personalità. Quante volte c’è stata la possibilità di agganciare o superare la Roma e ci si è sempre arenati? Andiamo a scoprire quanto è grande il rammarico di Lucariello per le tante occasioni sprecate: “E’ enorme, siamo ancora tutti un po’ arrabbiati dentro per quello che poteva essere e non è stato. Il Napoli non ha saputo approfittare di tutte le circostanze che il calendario offriva per avvicinarsi ai giallorossi. L’ultima possibilità è proprio lo scontro diretto che, a mio avviso, è decisivo per determinare la percentuale di aggiudicarsi un posto in Champions. È una partita da dentro o fuori, che non si può sbagliare, solo un risultato positivo può alimentare le speranze di conquistarsi un posto per la prestigiosa competizione europea, altrimenti per le restanti nove giornate non resterà che provare a non steccare mai sperando nei passi falsi delle altre contendenti. Una vittoria alzerebbe il morale della squadra e renderebbe la volata ancora più avvincente, sono tanti i motivi per cui arrivare determinati ad una sfida in cui ci si gioca quasi tutto, relativamente al campionato”. Cresce già l’attesa in vista della partita dell’Olimpico contro la Roma. Il Napoli l’ha già violato in campionato, quando è andato a sfidare la Lazio, un altro successo renderebbe ancora più incerta questa lotta Champions. Sarà una sfida dall’esito imprevedibile perché da una parte ci sono i partenopei che hanno dimostrato di non avere il carattere per vincere queste partite, dall’altra i giallorossi di Garcia hanno subito una serie di mortificazioni proprio tra le mura amiche. Ma, oltre a questa partita, c’è la trasferta di Wolfsburg, il ritorno al San Paolo della semifinale di coppa Italia contro la Lazio, dopo l’1-1 dell’andata. Chiediamo a Lucariello cosa pensi anche di questi altri impegni importantissimi: “Sono altre partite decisive, per la mentalità a cui ci ha abituato Benitez, possiamo stare sicuri che anche la gara nell’infuocato Volkswagen Arena sarà preparata benissimo e con un atteggiamento propositivo. Si tenterà di vincere anche in Germania, consapevoli delle difficoltà di una gara che metterà di fronte agli azzurri una squadra che sta disputando un campionato fenomenale collocandosi subito dietro alla corazzata Bayern Monaco. Ma il Napoli non ha nulla da temere avendo lì davanti gente di calibro pesante, in grado di orientare le partite. Anche contro la Lazio sarà una gara da non sbagliare, visto che ci si gioca la finale di coppa Italia. I biancocelesti hanno dimostrato di avere valori importanti e giocatori di qualità, ma il fattore campo, la voglia di vincere e un ambiente carico, potranno risultare componenti in grado di spingere gli azzurri all’ennesima finale di coppa Italia”. Per concludere questa lunga e interessante intervista, analizziamo un po’ i pregi e i difetti di un Napoli a cui, come emerge dalla risposta, manca ciò che è indispensabile per vincere: “Gli azzurri mi convincono quando decidono di pigiare il piede sull’acceleratore e vincere le partite. Ma non sempre succede, come se la lampadina andasse a corrente alternata e risulta spenta soprattutto quando si affrontano le piccole, con cui sono stati gettati al vento tanti punti. La squadra è umorale come la città, ma a questi livelli è un lusso che non ci si può permettere. Se si vuole puntare al vertice del campionato, equilibrio e costanza sono dei punti indispensabili per andare lontano e senza i quali ogni sogno andrà a sfumare. Dove può condurre un cammino caratterizzato da una partita giocata bene e l’altra male? Manca la mentalità vincente? Be’, se è così, ci deve essere la consapevolezza di come si acquisisca attraverso la società. Una squadra è lo specchio della propria società, bisogna ammettere che su questo aspetto la Juventus è esemplare. E non sono i giocatori ad arrivare già con la giusta mentalità, è un lavoro che parte dall’alto, dai vertici societari e si riflette sui giocatori che vanno in campo come delle bestie inferocite. La Juventus fa calcio per vincere e su questo bisognerebbe apprendere”.

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Giornalista pubblicista e' uno dei fondatori di www.footballweb.it

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