16 Maggio 2026
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Giuseppe Marino: “Calcio? L’ho scoperto nel mio primo anno di vita. Mia madre mi dice sempre che ho imparato a camminare inseguendo un pallone”

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Avere il pallone nel sangue, questo il sentimento che infonde Giuseppe Marino nelle risposte che dà. Il sogno è trasformare il calcio in un lavoro, ma visto il suo attuale ruolo la cosa potrebbe diventare realtà. E’ stata una vacanza a convincere Giuseppe a buttarsi nel nostro sport.

Come hai scoperto il calcio

Ho scoperto il calcio nel mio primo anno di vita mia madre mi dice sempre che ho imparato a camminare inseguendo un pallone

Quando hai capito potesse diventare un lavoro

A dire il vero cerco ancora di farlo diventare un lavoro , vivo tutti i giorni con questo sogno penso sia impagabile  il connubio lavoro e passione, purtroppo i contratti della LND NON hanno formule e norme professionistiche nonostante io sia in possesso di una licenza uefa A , ma purtroppo la categoria di appartenenza ,segna anche la tutela contrattuale .

Sei l’allenatore della squadra femminile del Napoli come era la situazione prima della sosta obbligata?

La squadra era in perfetta forma psicofisica venivamo dalla vittoria dei  due scontri diretti fuoricacasa , con un vantaggio di 4 e 5 punti di vantaggio su 2 e 3 classificata , ci siamo fermati giusto per la nostra volata finale verso la promozione che peccato

Raccontaci la tua gavetta. Dove è cominciata

TUTTO è nato per destino , alla prima vacanza con mia moglie e mio figlio da un gioco del luna park mi escono come sorpresa un cronometro con un fischietto . Da lì appena tornato a NAPOLI ho deciso che avrei fatto l’allenatore ,  a quel punto   ho iniziato ad allenare nei set.giovanili gratuitamente in cambio chiedevo alle accademie di mettermi in condizione di poter partecipare ai rispettivi corsi organizzati dalla federazione per raggiungere le varie qualifiche di settore, in quel periodo era da poco  nato il mio primo figlio  e ricordo ancora come se fosse ieri i sacrifici fatti per portare avanti una famiglia ero  giovanissimo avevo , 25 anni di giorno seguivo corsi e allenavo bambini e a turno facevo svariati lavori per un po ho fatto anche il cameriere la sera …

Poi dopo un paio di anni  incontrai dei  vecchi amici  gli stessi  organizzarono una squadra di quartiere , e anche se pur giovanissimo decisi di allenare dei miei coetanei, al primo anno vincemmo il campionato d i 3 categoria quel ‘esperienza fu formativa al max facevo di tutto dalle distinte al mister ;contemporaneamente, il pomeriggio allenavo nelle scuole calcio, ad oggi posso dire di aver allenato tutte le cat partendo dai primi calci alla Juniores e beretti.

In quegli anni  ricevetti dal  DG del napoli femminile un offerta onor del vero mi spaventava allenare le donne , fino a quel momento non avevo mai sentito parlare del calcio femminile, ma decisi di accettare ,ne  avevo bisogno e la mia ambizione di diventare un giorno allenatore era più forte di tutto , anche della paura. Lì una serie storica di risultati , il primo anno arrivammo secondi , non venimmo promossi perché quell’anno in B c era la regola che saliva in  A solo la prima classificata , l’anno successivo vincemmo il campionato senza perdere una partita , e entrammo nella storia in quanto eliminammo nella semifinale di COPPA ITALIA  i campioni  d’italia in carica (TORRES) e accedemmo alla finale contro il Brescia, finale poi persa solo ai tempi supplementari. La stagione successiva, nel primo anno di  A STORICO per il Napoli, arrivammo al 5 posto….Alla fine si separarono le strade per differenti vedute della società. Successivamente ho lavorato con la federazione nelle varie rappresentative, piccola parentesi LAZIO FEMMINILE  e poi Juniores nazionale maschile e PUTEOLANA prima squadra campionato di ECCELLENZA . L’anno scorso ritorno al NAPOLI  che intanto è retrocesso in serie C, vinciamo il campionato nazionale , oggi sono in B ad un passo dalla A

Come hanno preso le tue giocatrici la sosta?

Onor del vero è capitato tutto così velocemente , non ci aspettavamo una cosa così grave , ma man mano che passavano i giorni abbiamo preso sempre più consapevolezza ,che forse non avremmo più ripreso.

Come risolveresti il problema del proseguo del campionato di serie A

Credo che nonostante ci siano tante persone che vivono di calcio , sia fondamentale pensare prima alla salute quando ci saranno i presupposti e se ci saranno , sarà giusto iniziare come iniziano tutte le attività.

A me piace molto la formula play off e play out che ne pensi

Credo che l’idea dei play off sia il giusto compromesso , però a quel punto o si inizia tutti insieme per dare comunque una credibilità ai risultati finali oppure a quel punto conviene cristallizzare le classifiche .

Hai un passato anche da calciatore

Si ho fatto una buona formazione giovanile, poi non ho giocato se non con i dilettanti a quel punto ho preferito andare a lavorare però sapevo che primo o poi la mia vita si sarebbe ricongiunta l’amore per questo sport e incancellabile.

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Sono un bancario con la passione per il calcio ed il tennis. La mia squadra del cuore? Tifo Inter,
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