16 Maggio 2026
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Stefania Andriola: “Tifo calcistico? Professo la fede nel Torino che mi ha trasmesso mio papà”.

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Abbiamo incontrato Stefania Andriola noto volto che spesso vediamo su canale 5 che ci dice se pioverà sulle nostre teste.Stefania comincia come giornalista seguendo in particolare lo sport però in petto rimane sempre il sogno di essere il punto di riferimento del tempo. Finalmente il suo sogno diventa realtà. Però come leggerete il suo legame con lo sport non si è mai spezzato infatti le discipline sportive praticate da Stefania sono tantissime.

Sei il nostro Bernacca come è nata la passione per intraprendere questo lavoro?

Mi piace molto essere definita “il vostro Bernacca”; sorrido pensando che quando ero piccola mio papà mi chiamava proprio così perché passavo ore con il naso appiccicato alla finestra della mia cameretta, guardando il cielo e le nuvole passare. Lavorare in un centro meteorologico quindi credo fosse un po’ nel mio destino. Lavoro al Centro Epson Meteo da ben 10 anni: nel 2010 era nata l’esigenza di affiancare ai meteorologi volti noti sulle reti Mediaset, dei giornalisti. L’idea che ha cambiato il modo di comunicare le previsioni del tempo è stata quella di trattare il bollettino meteo come una qualsiasi altra notizia, come se fosse un pezzo di cronaca. La continua sinergia tra studiosi del tempo e giornalisti ha fatto sì che i messaggi veicolati nelle case degli italiani diventassero con gli anni sempre più leggibili e facili da comprendere per tutti. Ho iniziato nel febbraio 2010 e non dimenticherò la prima volta che sono andata in onda, il 14 luglio di quell’anno. Una data molto importante direi che ha visto il mio esordio nel Tg5.

 Se io volessi percorrere le tue orme cosa devo fare o che consigli senti di potermi dare?

Ho iniziato a lavorare molto giovane nelle tv private piemontesi: a 20 anni facevo l’inviata per il programma “Fischio d’inizio” che trattava tutti gli sport. Nel 2003 poi è arrivato il mio primo approccio al Giro d’Italia, manifestazione che mi ha permesso di conoscere non solo un nuovo sport ma anche famosissimi giornalisti sportivi. Proprio questa vicinanza ha fatto scattare in me la voglia di migliorarmi sempre di più e iniziare a seguire seriamente il ciclismo da un punto di vista diverso: penna e taccuino alla mano e macchina fotografica da allora in poi non mi sono più mancati. Ho lavorato tantissimo nel mondo dello spettacolo e sono stata presente in parecchi programmi cult della tv come La sai l’ultima?, Stelle del Mediterraneo, Love Bugs ecc. Per tanti anni poi ho lavorato come attrice nelle pubblicità: ho imparato così a stare davanti alla telecamera e a gestire le mie emozioni. Ogni esperienza professionale mi è servita e mi ha fatto crescere. Sicuramente il mio lavoro al Centro Epson Meteo mi ha fatto fare un ulteriore balzo in avanti. Essere in diretta per due minuti con il Tg5 o per 7 minuti con i giornalisti di Tgcom 24 in un botta e risposta serrato sarebbe impossibile se non avessi alle spalle anni e anni di televisione. Gestire una diretta e tutte le emozioni che ti comporta sapendo che stai entrando nelle case di milioni di spettatori, è una bella soddisfazione. Quindi quello che per prima cosa ti consiglio è una bella gavetta! Solo anni di esperienza e duro lavoro possono plasmare una reale figura professionale. Quando parlo di gavetta intendo pratica e studio, perché non ci si può improvvisare giornalisti o conduttori. Io per due anni ho studiato teatro, recitazione, dizione al Centro Teatro Attivo di Milano dove ho anche partecipato a seminari di conduzione televisiva. Ricordo sempre con piacere tutti i consigli ricevuti dai miei maestri, tra cui Corrado Tedeschi. Se invece vuoi diventare un meteorologo ti posso consigliare due strade. La prima è quella di conseguire una laurea in materie come fisica, matematica, scienze nautiche oppure intraprendere la carriera militare, che si sceglie tra i 17 e i 22 anni, mentre i giovani con una età compresa tra i 23 e i 26 anni possono partecipare alle selezioni per gli allievi sottufficiali.

 Nei tanti anni che svolgi questa professione ricordi un errore di previsione clamoroso?

Il termine “previsione” già ci dice che non parliamo di una scienza esatta ma suscettibile di errori, ed in effetti le imprecisioni capitano, specialmente per quanto riguarda neve e nebbia. Basta la variazione di un grado di temperatura e tutto cambia. Per cui le previsioni errate non resta che ammetterle con serenità e umiltà. Le previsioni meteo a media o, peggio, a lunga scadenza hanno poi un’attendibilità bassissima. Prevedere il tempo a distanza di una settimana è come lanciare in alto una monetina. Negli ultimi dieci anni l’attendibilità delle previsioni è sicuramente migliorata, grazie soprattutto alla maggiore potenza dei computer, anche se rimarrà sempre basilare la professionalità del meteorologo nell’interpretare i modelli matematici forniti dal computer. Inoltre la conoscenza del territorio a cui sposare i dati informatici pervenuti è ciò che fa la differenza nella validità di una previsione.

Noi siamo una testata sportiva qual è il tuo rapporto con lo sport?

La professione che ho scelto di fare, quella della giornalista, mi “costringe” a vivere in città, ma appena posso scappo, cercando posti in cui recuperare il contatto con la natura. Da sempre amo correre a piedi e anche quando sono stanca, bastano le mie scarpe, tuta tecnica e musica per farmi volare lontano dallo stress. Due o tre volte alla settimana mi alleno, ammirando il paesaggio intorno a me e soprattutto gustandomi i cambiamenti delle stagioni. Adoro in modo particolare i colori dell’autunno, le foglie a terra che sembrano creare un tappeto che mi accompagna nel mio circuito, i colori della primavera, sentire il mio respiro in sintonia con quel suono che solo i runner conoscono… quel rumore tanto speciale che si crea quando i piedi toccano terra, falcata dopo falcata. Poco prima del lockdown stavo preparandomi per la mia prima mezza maratona che avrei dovuto correre in occasione della Stramilano che purtroppo, come tante altre manifestazioni sportive, non si è svolta. Ero arrivata a percorrere sui 15 km ad uscita, anche grazie al sostegno e ai consigli dell’associazione a sui sono tesserata, Correre Oltre ASD (https://www.correreoltre.it/ ). Ho scelto questa associazione perché sostiene molti eventi benefici. “Siamo gli Oltranzisti, così amiamo definirci, pronti a tutto… perché vogliamo Correre Oltre a tutte le negatività che la vita ogni tanto ci pone davanti come ostacolo, ma con la grinta che ogni runner ha nel proprio DNA andiamo avanti, perché l’unione fa la corsa!” così si legge sul sito del gruppo che quest’anno dedica tutti i proventi ad AIST (Associazione Italiana Sindrome Tourette). Tra le corse più belle ed emozionanti  che ho fatto, quelle in cui ho portato come guida l’atleta ipovedente Alessandro Bassi… essere i suoi occhi e potere correre insieme grazie a un semplice cordino che ci legava, mi ha dato più soddisfazione di qualsiasi altro risultato raggiunto. Per lavoro ho seguito diverse volte il Giro d’Italia che in questo maggio mi mancherà tantissimo; adoravo in particolar modo le biciclette super tecnologiche utilizzate dai grandi campioni sognando un giorno di poterne avere una. Nel 2016 il mio sogno si è avverato ed è arrivata la mia prima bici da corsa Kuota; da grande amante del ciclismo poter macinare chilometri su un mezzo a due ruote simile a quello usato dai grandi campioni non mi sembrava vero. Così ho iniziato anche a pedalare su strada, raggiungendo lo scorso anno 80-90 km ad uscita. Nel tempo libero mi piace molto anche andare in palestra e magari dopo l’allenamento rilassarmi con una bella sauna. Ammetto che sapere in anticipo che tempo farà prima di uscire ad allenarmi è una gran fortuna, che mi permette anche di scegliere l’abbigliamento tecnico adeguato ma a volte mi rende un po’ pelandrona quando so che troverò freddo o pioggia… ma proprio io che lavoro con il tempo non posso permettergli di vincere sulla mia voglia di fare sport.

 Segui il calcio o qualche sport in particolare?

Non amo particolarmente il calcio che onestamente seguo solo in occasione dei mondiali. Come ti ho detto prima, amo molto invece il ciclismo. Il mio primo approccio al a questo sport risale al 2003 quando mi scelsero come Miss Estathé, la Miss che premia la maglia rosa del Giro d’Italia. Prima di allora lo conoscevo poco, mi sembrava noioso e adatto solo ad un pubblico di una certa età. Ricordo mio nonno seduto sulla poltrona davanti alla tv a guardare ogni tappa del Giro d’Italia e del Tour de France; mio nonno nato nel 1910 e cresciuto quando gli italiani si dividevano tra i seguaci di Coppi e Bartali. Prima di quel Giro credevo il ciclismo fosse uno sport insipido ed individuale, ma avere la possibilità di essere su quei percorsi come Miss, sia in partenza che all’arrivo, mi ha aperto gli occhi su un mondo che poi non ho più voluto abbandonare. Un mondo dove la vera bellezza si nasconde tra la fatica, le salite, i paesaggi da affrontare, i km che ti tolgono il fiato su percorsi dove si appostano centinaia di persone per vedere passare i propri beniamini anche solo per 30 secondi di volata. Quel mio primo Giro, non posso dimenticarlo, fu l’ultimo Giro di Marco Pantani. Ho poi avuto la fortuna di replicare, sempre come Miss maglia rosa nel Giro del 2004, il Giro che ha visto il trionfo di Damiano Cunego. Nel 2008 finalmente sono riuscita a seguire il Giro d’Italia non più come miss ma come giornalista per Gazzetta dello Sport; sono stata il primo volto dell’ “Altrogiro Tv”, la web tv della Gazzetta. L’idea era quella di portare alla luce tutti i retroscena di questa importante manifestazione sportiva, le bellezze che spesso sfuggono alle telecronache ufficiali giustamente concentrate sulla gara. Ho raccontato così le curiosità delle città toccate ogni giorno, intervistato i ragazzi della carovana rosa, le mogli dei corridori, i direttori sportivi, i  massaggiatori… i tifosi che si piazzano giorni prima nelle tappe di montagna pronti ad accogliere i grandi del ciclismo che lottano contro le salite che li renderanno celebri. Nel 2010 ho replicato con “Gira e Rigira” dove abbiamo inserito delle piccole candid camera, facendo domande trabocchetto ai personaggi più importanti coinvolti. Un’esperienza stupenda l’ho fatta lo scorso anno grazie al gruppo Mediolanum che mi ha invitata a pedalare su una parte di percorso della seconda tappa del Giro d’Italia 2019: mi sono trovata così il 12 maggio a percorrere gli ultimi 30 km della Bologna-Fucecchio un’oretta prima dell’arrivo dei professionisti. Ero in divisa blu e ho tagliato la vera linea d’arrivo in gruppo con tanti ex professionisti come Ballan, Moser e Bettini.

Sei tifosa di qualche squadra di calcio?

Sono nata a Torino e discendo da famiglia granata; anche se non seguo le partite, professo la fede nel Torino che mi ha trasmesso mio papà.

In questo periodo di CoronaVirus il conoscere il tempo può essere meno importante vista l’impossibilità di uscire avete notato un calo di ascolti?

I nostri collegamenti meteo vanno all’interno dei telegiornali che in questo periodo “assurdo” sono stati maggiormente seguiti; in più tutta la programmazione tv è stata particolarmente guardata proprio perché teneva compagnia alle persone costrette a stare chiuse in casa. Tutta Mediaset ha continuato a lavorare per fare in modo che l’informazione andasse avanti, cercando anche di porre l’attenzione sulla differenza tra corretta informazione e fake news. Prendendo i miei social network come metro di paragone, posso dirti che il periodo del lockdown è quello dove più di tutti è salito quotidianamente e costantemente il numero della persone che hanno iniziato a seguirmi su Instagram (https://www.instagram.com/stefyan/) o sono diventate mie fan su Facebook (https://www.facebook.com/andriolaste/). Molte volte mi è sembrato di perdere la cognizione del tempo perché un lunedì era come un martedì, un giovedì come una domenica. Andando verso la bella stagione le previsioni per il fine settimana prendono ovviamente una grande importanza; quello che ho notato in questo periodo è stato proprio il sentire tutti i giorni uguali. Per farti un esempio: le festività pasquali mettono da sempre molta tensione ai meteorologi perche segnano l’inizio della stagione dei ponti, con gli italiani che aspettano le  previsioni come fossero un momento sacro, uno specchio determinante delle loro scelte. In questo caso credo che importasse poco a chi ci ascoltava da casa se la Pasqua o la Pasquetta fossero o meno soleggiate… Sono comunque dell’idea che anche in questo periodo però vedere un bel sole dalla finestra e un cielo limpido abbia potuto avere un affetto positivo sulle persone.

 Nella tua vita privata ti è capitato che qualche conoscente ne approfittasse per chiedere notizie sul tempo in vista di una vacanza?     

Certo!!! Ormai sono diventata il punto di riferimento dei miei amici che sovente mi chiedono le previsioni, come vestirsi o cosa mettere in valigia prima di un viaggio. Sui social le richieste sul tempo sono all’ordine del giorno! Mi fa molto piacere perché amo il mio lavoro e cerco sempre di rispondere a tutti. Sai quante volte mi scrivono anche mesi prima per sapere che tempo farà il giorno del loro matrimonio? Ecco… in questo caso cerco di fare capire che le previsioni a lungo termine non hanno nessuna validità scientifica e chiedo di ricontattarmi qualche giorno prima dell’evento.

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Sono un bancario con la passione per il calcio ed il tennis. La mia squadra del cuore? Tifo Inter,
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