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Il problema del post Coronavirus, accordi serie A a parte, riguarda a cascata praticamente tutte le squadre dalla metà serie B a scendere. In terza divisione al di là di buoni guadagni sopra media, tutto il resto della categoria può non discostarsi da una media vita lavorativa italiana. Così, non solo l’intera Lega Pro, ma anche Assocalciatori e Associazione Allenatori hanno emesso nota in cui chiedono di accedere alla Cassa Integrazione per i redditi di categoria con tetto massimo di 50mila euro lordi l’anno, per tutelare soprattutto i tesserati al ribasso di tale cifra. Poi c’è chi come l’ad del Monza Adriano Galliani, come detto a Radio24, si sta muovendo politicamente per la revisione della legge Melandri. La cosa importante, per l’esponente di spicco del lanciato club di C, è evitare il vicino fallimento, concludendo magari anche tra tre mesi, magari anche a porte chiuse la stagione anche in autunno ma salvaguardando tutti i ricavi da sponsor e diritti Tv. Sulla problematica economica dei giocatori, annuncia la volontà del Presidente stesso Berlusconi di rivedere gli stipendi solo di chi in prima squadra – il Monza è prima con 16 punti di vantaggio sulla Carrarese a 11 giornate dalla fine e la presidenza non ammette che non abbia la possibilità guadagnata sul campo, di prendere il posto dell’ultima della B, impuntandosi perciò sul ricorso in caso di blocco – non viene messo in difficoltà nella quotidianità. Il Presidente della Lega Pro Ghirelli chiosa: “Non è il tempo delle polemiche sulle promozioni. E’ solo tempo di mettere in sicurezza il calcio”. Ci sarà bisogno di un piano di rilancio economico ad ampio respiro anche per lo sport. Per questo oltre alla Federazione si cercano gli interventi governativi tramite il Ministro Spadafora.

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