16 Maggio 2026
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Salernitana, il Benevento prende il largo. Si pensa alla gara con il Savoia

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Delusione a Salerno. Benevento a +4, dopo il pareggio interno contro i satanelli, che rende le ultime giornate più interessanti. Una delusione che è durata 24h, perchè stando a meno 4, la pressione e l’ansia da risultato per rimanere incollati agli stregoni potrebbe essere svanita. Svanendo, potrebbe aver ridato quella serenità che spesso manca ai granata. Restano dodici partite ancora da giocare prima del verdetto finale. I calendari a confronto, sulla carta, dicono che sia sanniti che granata sono attesi da match insidiosi in trasferta: per gli uomini cari a Lotito e Mezzaroma, i pericoli maggiori potrebbero venire dalle visite a Lecce e Juve Stabia. In Salento c’è Bollini, fino a poche settimane fa dipendente di patron Lotito alla Lazio, a Castellammare c’è ancora sete di vendetta sportiva dopo la rocambolesca sconfitta subita all’andata all’Arechi. Occhio anche al match di Catanzaro, dove l’ambiente sarà comunque caldo e ricco di ex in cerca di rivincita come Sanderra, Giandonato e Mounard. Più abbordabili – ovviamente in teoria – le trasferte di Torre Annunziata, Pagani e Messina. I peloritani, alla penultima giornata, potrebbero già aver conseguito la salvezza e giocare senza pressioni. Ma siamo nel campo dell’immaginazione. Il Benevento ha quattro gare lontano dal Vigorito cerchiate in rosso e con sotto scritto “danger”. S’inizia dal big match di Salerno, dopo due settimane sarà seguito dalla non facile trasferta al Pinto di Caserta. Contro i falchetti, l’undici di Brini affronterà la seconda trasferta consecutiva: il weekend precedente, infatti, sarà di scena sull’insidioso campo della Vigor Lamezia, del salernitano Erra. Come i granata, anche i sanniti Benevento a +4, dodici partite ancora da giocare prima del verdetto finale. I calendari a confronto, sulla carta, dicono che sia sanniti che granata sono attesi da match insidiosi in trasferta: per Pestrin e soci i pericoli maggiori potrebbero venire dalle visite alle tane di Lecce e Juve Stabia. In Salento c’è Bollini, fino a poche settimane fa dipendente di patron Lotito alla Lazio, a Castellammare c’è ancora sete di vendetta sportiva dopo la rocambolesca sconfitta subita all’andata all’Arechi. Occhio anche al match di Catanzaro, dove l’ambiente sarà comunque caldo e ricco di ex in cerca di rivincita come Sanderra, Giandonato e Mounard. Più abbordabili – ovviamente sempre solo in teoria – le trasferte di Torre Annunziata, Pagani e Messina. I peloritani, alla penultima giornata, potrebbero già aver conseguito la salvezza e giocare senza pressioni. Ma è tutto una supposizione. Il Benevento ha quattro gare lontano dal Vigorito cerchiate in rosso e con sotto scritto “warning”. Si comincia dal big match di Salerno, che dopo due settimane sarà seguito dalla non facile trasferta al Pinto di Caserta. Contro i falchetti, l’undici di Brini affronterà la seconda trasferta consecutiva: il weekend precedente, infatti, sarà di scena sul non facile campo della Vigor Lamezia. Come la Salernitana, anche il Benevento inoltre deve far visita al Lecce. In aggiunta, anche la gara di Matera potrebbe riservare insidie non indifferenti agli stregoni. Che, di contro, in casa hanno un ruolino sulla carta abbastanza agevole, eccezion fatta per l’ultima di campionato quando ospiteranno la Juve Stabia: Barletta, Aversa, Paganese, Reggina e Messina non sembrano essere particolarmente ostiche. La Salernitana in casa dovrà vedersela, dopo lo scontro diretto, con Reggina, Lupa Roma, Barletta e Casertana. Quest’ultimo appuntamento, assieme al match col Matera, sembra essere quello da tenere maggiormente d’occhio. Di seguito il calendario a confronto di Benevento e Salernitana: in stampatello le partite in casa, in corsivo quelle in trasferta.Benevento a +4, dodici partite ancora da giocare prima del verdetto finale. I calendari a confronto, sulla carta, dicono che sia sanniti che granata sono attesi da match insidiosi in trasferta: per Pestrin e soci i pericoli maggiori potrebbero venire dalle visite alle tane di Lecce e Juve Stabia. In Salento c’è Bollini, fino a poche settimane fa dipendente di patron Lotito alla Lazio, a Castellammare c’è ancora sete di vendetta sportiva dopo la rocambolesca sconfitta subita all’andata all’Arechi. Occhio anche al match di Catanzaro, dove l’ambiente sarà comunque caldo e ricco di ex in cerca di rivincita come Sanderra, Giandonato e Mounard. Più abbordabili – ovviamente sempre solo in teoria – le trasferte di Torre Annunziata, Pagani e Messina. I peloritani, alla penultima giornata, potrebbero già aver conseguito la salvezza e giocare senza pressioni. Ma è tutto una supposizione. Il Benevento ha quattro gare lontano dal Vigorito cerchiate in rosso e con sotto scritto “warning”. Si comincia dal big match di Salerno, che dopo due settimane sarà seguito dalla non facile trasferta al Pinto di Caserta. Contro i falchetti, l’undici di Brini affronterà la seconda trasferta consecutiva: il weekend precedente, infatti, sarà di scena sul non facile campo della Vigor Lamezia. Come i granata, anche i sanniti devono rendere al Lecce. In aggiunta, anche la gara di Matera potrebbe riservare insidie non indifferenti agli stregoni. Che, di contro, in casa hanno un ruolino sulla carta abbastanza agevole, eccezion fatta per l’ultima di campionato quando ospiteranno la Juve Stabia, che potrebbe ancora cercare punti per la lotta play off : Barletta, Aversa, Paganese, Reggina e Messina non sembrano essere particolarmente ostiche. La Salernitana in casa dovrà vedersela, dopo lo scontro diretto, con Reggina, Lupa Roma, Barletta e Casertana. Quest’ultimo appuntamento, assieme al match col Matera, sembra essere quello da tenere maggiormente d’occhio. Forse potrebbe essere vera che la pressione ora è passata sulle spalle degli stregoni. Altrimenti non si spiegano le parole di Fabio Brini, dopo il sudato successo contro il Melfi. “Qualcosa non mi sta bene – ha affermato il baffuto trainer –Auguro al Melfi di avere sempre questo atteggiamento: contro la Salernitana, la compagine lucana non ci ha messo sicuramente tutto l’agonismo che ha messo in campo contro di noi. Chi vincerà questo campionato dovrà avere l’onore di dire che ci è riuscito onestamente, con coerenza e serietà. Quando vedi che la squadra lavora in settimana con grande impegno e poi rischia di pareggiare non per demeriti suoi dà molta rabbia. La convinzione è che non dobbiamo giocare solo contro i nostri avversari”. Nella convinzione di Brini vi sarebbero giochi che, confezionati nelle segrete stanze, dovrebbero partorire ed assegnare docilmente alla Salernitana un vantaggio al di là delle risultanze del prato verde. Troppo fresco, infatti, il ricordo da èarte degli sportivi salernitani, con conseguente dimenticanza da parte di Brini, dall’aver affrontato squadre zeppe di squalificati ”strategici”, per non nutrire la tentazione di ribattere con il medesimo qualunquismo vittimistico. Troppo recenti alcune indelebili performance arbitrali negative subite da Pestrin e compagni per non avvertire il bisogno di suggerire al baffuto tecnico sannita l’assunzione di importanti dosi di fosforo. Non ci piace, egregio signor Brini, porre la questione tecnica e l’avvincente finale di stagione su un piano analitico così degradante Dall’alto dei quattro punti di vantaggio, con una realtà del campo che confligge totalmente con quanto da lei dichiarato nel post gara vinto, con guarda caso un goal annullato ai lucani, inserire nella contesa sportiva il meschino e soprattutto infondato sospetto che i giochi possano essere decisi altrove, è un’operazione mediatica densa di disonestà intellettuale ed anche un tantino vergognosa. Altrettanto patetica, infine, quasi a sfiorare il delirio, è la tesi secondo la quale alcune squadre darebbero il massimo contro il Benevento, salvo poi assumere atteggiamenti meno bellicosi contro i granata. Se non fossero gravemente irrispettose delle intelligenze altrui, si tratterebbe di frottole da cestinare in fretta con una grassa risata. Caro signor Brini, il nostro bel campionato parallelo ce lo stiamo sorbendo tutto, come lei. Pertanto, il frutto incommestibile delle sue elucubrazioni, altro non è che una gigantesca e grossolana baggianata. Di sicuro ha dimenticato di aver affrontato il Catanzaro in pieno dissesto societario e tecnico e che adesso, invece, è nuovamente motivato e in piena zona play off? Ha già smarrito il ricordo di un Martina arrendevole che ha lavorato da ottimo sparring partner? Ha gia disperso nei meandri della sua memoria selettiva le rimaneggiatissime (decimate dal giudice sportivo) Foggia e Lupa Roma affrontate sempre di recente? Motivi per lamentarsi non c’è ne sono. Che ora parli il campo.

Raffaele Cioffi

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Giornalista sportivo, iscritto all'albo dopo una lunghissima gavetta. Una passione malcelata per la Formula Uno.

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