16 Maggio 2026
  • www.footballweb.it e’ una testata giornalistica
  • registrata presso il Tribunale di Napoli Nord –
  • Numero registrazione 22 cronologico 4288/2016.
  • Editore: Gianni Pagnozzi;
  • Direttore Responsabile: Michele Pisani

Foggia, un decennio di cadute e ricostruzioni

Views: 4

DI STEFANO SICA

Risultati immagini per foggia calcio

A volte il tifo non è solo entusiasmo e adesione perpetua ad un ideale fideistico, ma anche una storia di psicodramma collettivo. Ne sanno qualcosa a Foggia dopo il secondo crac societario in appena nove anni. Da Pasquale Casillo alla famiglia Sannella, torna l’incubo. E con esso la paura di un futuro difficile da decifrare, di un’alea che non ha tinte nitide né facili rassicurazioni da dispensare. Finisce così, dopo meno di un decennio, l’avventura dai dauni tra i professionisti. Ancora per una gestione dissennata e piena di falle, ancora per l’incapacità di coniugare crescita sportiva, core business e fair-play finanziario.

Un lontano ricordo quei giorni di fine 2015 in cui Fedele e Franco Sannella rilevavano la maggioranza delle quote azionarie del Foggia lasciando il 30% nelle mani dello stesso triumvirato (Leccese, Di Corcia, Curci) che qualche mese prima aveva archiviato l’era Fabio Verile. Certo, Casillo dice no, tirato per la giacca come anello di congiunzione con le pene del presente. E, per rimarcare la “diversità” della sua esperienza, mette nero su bianco un’autodifesa personale qualche ora dopo l’esclusione dei rossoneri dal prossimo campionato di serie C. Il suo Foggia, va ricordato, si estinse nel 2014 dopo aver disputato una stagione in Terza Categoria, mentre la nuova società si accingeva ad iscriversi al primo campionato unico di Lega Pro. “Il mio club era pulito – grida forte -. E fallì per meno di 100mila euro dopo che alcuni sponsor si erano tirati indietro non permettendo il completamento della fideiussione. E qualcuno tramò alle spalle per mettermi contro la piazza e costringermi ad abdicare. Non giudico chi è venuto dopo di me, ma nessuno pensi di giudicare me. Le nuove cordate interessate? Alcuni sono camuffate. Il sindaco si faccia garantire con soldi veri, e in anticipo, su un progetto quinquennale. Non si faccia aggirare da sponsorizzazioni di società legate a questi personaggi”.

Ricostruzioni legittime, che però poco possono incidere nell’immaginario di una città troppo scottata per potersi fidare oggi di qualcuno. Anche perché i guai del Foggia non sono conseguenza di una bolla speculativa derivante da fattori contingenti, ma cominciano da lontano. E precisamente dal giorno in cui, 18 mesi fa, viene arrestato il patron Fedele Sannella per una faccenda di riciclaggio (materializzatasi col pagamento in nero di alcuni tesserati nel triennio 2015-17, per un totale di 400mila euro). Dopo le indagini della giustizia sportiva, proprio il Procuratore federale , Giuseppe Pecoraro, tuonò contro la decisione della Corte Federale d’Appello che aveva dimezzato la penalizzazione dei dauni da scontarsi nel recente campionato (da 15 ad 8 punti): “Questo è quasi un invito ad utilizzare fondi neri nel calcio”.

Le cose non sono affatto migliorate in questi mesi, con i conti sempre più al collasso e il rischio – poi sventato dopo un intervento dell’AIC di Damiano Tommasi – di non poter onorare gli stipendi del bimestre gennaio-febbraio. Inutili i tentativi di coinvolgere altre forze imprenditoriali, come pure auspicava il numero uno Lucio Fares nel precisare, comunque, che la famiglia Sannella aveva provveduto ad immettere una certa liquidità nel club per farlo sopravvivere. Quindi l’epilogo funesto di fine giugno, con l’altolà della Covisoc: c’è la fideiussione, ma manca l’attestazione del pagamento di stipendi e contributi relativi a marzo e aprile. I Sannella, nel frattempo, avevano messo in vendita la società al costo simbolico di 1 euro, consci che lo stato di sofferenza finanziaria della loro creatura avrebbe suggerito di alzare bandiera bianca. Un colpo di coda la richiesta al TAR di un risarcimento di 34 milioni di euro a carico di Figc, Coni e Lega di B per non aver potuto disputare i play-out con la Salernitana dopo la retrocessione d’ufficio in C del Palermo sancita dal Tribunale Federale. Una decisione che tecnicamente avrebbe contribuito alla definitiva dissoluzione del club impedendogli una possibile salvezza sul campo con relativa garanzia di entrate economiche certe e sostanziose.

Restano tuttavia il risultato del campo, gli intoppi giudiziari interminabili e una gestione ormai affannosa che non ha permesso ai fratelli Sannella di ripartire almeno da una categoria inferiore, al netto dei balletti che pure hanno tormentato la cadetteria fino alla fine. Ora spetta alla città fare la sua parte. Il sindaco Franco Landella ha dato da tempo il via alla procedura esplorativa per l’acquisizione di manifestazione di interesse (termine ultimo prorogato al 23 luglio alle 12, dopo l’iniziale scadenza del 16) per iscrivere un nuovo club al prossimo torneo di serie D. Sette le cordate per ora interessate, ognuna delle quali dovrà garantire un assegno circolare non trasferibile intestato alla Figc, del valore di 500mila euro. Entro il 29 luglio, infatti, va perfezionata l’iscrizione. Il primo cittadino aveva aperto anche ad una ipotesi di multiproprietà sul modello De Laurentiis o Lotito. Bolle qualcosa in pentola in questo senso? Chissà. Certo è che già un suo tentativo di coinvolgere in corso di stagione imprenditori che affiancassero e/o rimpiazzassero i Sannella, è andato a vuoto.

Il Foggia continuerà a vivere, questo è certo. Le fibrillazioni intorno al nuovo titolo del resto lo dimostrano. Ma è il “come” vivrà, il vero dilemma. Ogni strada va dunque percorsa, compresa quella – difficile ma sempre affascinante – dell’azionariato popolare caldeggiata dallo stesso Landella. E anche la tifoseria è chiamata all’azione. Magari chiedendo in futuro di partecipare al CdA con un proprio esponente in grado di esercitare una funzione di controllo all’interno del club. E, perché no, rilevando da una eventuale asta (vincolata evidentemente al fallimento giuridico del sodalizio dei Sannella) marchio e simbolo dello storico US Foggia. Come, con una felice intuizione, ebbe modo di fare uno dei capi storici del tifo avellinese, Mario Dell’Anno. Troppi due dissesti finanziari in pochi anni per non interrogarsi sull’opportunità di un maggiore protagonismo di città e tifosi nelle sorti della propria squadra di calcio. Una riflessione che, nel contesto odierno, andrebbe fatta a Foggia e non solo.

About Stefano Sica 913 Articoli
Giornalista pubblicista e' uno dei fondatori di Footballweb

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.