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Servizio di Alessio Borrelli @riproduzione riservata
La Milano-Sanremo un tempo era il primo grande appuntamento della stagione delle classiche di Coppa del Mondo. Poi con l’avvento del World Tour si è inserito nella classifica anche i grandi giri e molti altri appuntamenti di un giorno o più giorni. Ma il fascino della Sanremo non è mai cambiato e resta il primo banco di prova per i grandissimi delle classiche in attesa dei classici appuntamenti del Nord. E come sempre la Milano-Sanremo è la corsa delle grandi emozioni, sia per splendida location della cittadina ligure famosa per il Festival che per l’estrema competitività di una corsa lunga, interminabile e con un finale dove i sussulti si succedono a ripetizione. Con le rampe della Cipressa e del Poggio non si può mai dar nulla per scontato ed anche quest’anno lo scenario è stato diverso.
Se l’anno scorso Vincenzo Nibali ci ha fatto saltare da divani, poltrone, sedie o sdraio con un attacco spettacolare, quest’anno i corridori hanno percorso la Cipressa a controllarsi ed il Poggio a tutta senza che nessuno sia riuscito a fare il vuoto con il gruppo dei migliori, arrivato allo sprint. Ma anche la minivolata finale ha dato una sorpresa perché a vincere non è un velocista, ma Julian Alaphilippe. Il francese era il favorito di giornata per un gran finale d’attacco, ma non certamente per la volata. Ma come nel calcio dopo i tempi supplementari saltano gli schemi, ancora di più nel ciclismo dopo 291 km sono fondamentali più le ultime energie rimaste che le caratteristiche dei corridori. E così ecco che ti ritrovi Peter Sagan quarto e Matteo Trentin decimo, Alaphilippe primo e Nibali ottavo, tanto per citare alcuni risultati all’arrivo.
Anche questi verdetti a sorpresa fanno parte delle emozioni che il ciclismo può dare. E’ stata una corsa viva come ogni edizione della Milano-Sanremo. Tantissimi big al via e quindi grande incertezza su chi poteva essere realmente il favorito. Molti individuavano Alaphilippe ed alla fine ce l’ha fatta proprio lui, anche grazie al lavoro di tutta la sua squadra Quick Step che sul Poggio ha impostato un ritmo forsennato per misurare le forze degli avversari, prima che poi il francese alzasse i giri delle gambe per portar via il gruppo che si è giocato la vittoria nello sprint di Via Roma. Alaphilippe ed Elia Viviani erano le due soluzioni by Quick-Step per portare a casa la classica, con il veronese di Isola della Scala ovviamente voglioso di giocarsi tutto allo sprint. Invece proprio nel suo terreno preferito ha prevalso il compagno francese con Viviani che sulla salita del Poggio ha perso contatto.
E così ha vinto Alaphilippe dopo che il suo tentativo d’attacco sulla salita finale è stato chiuso da un grandissimo Peter Sagan ed insieme agli altri big come Trentin, Valverde, Kwiatkowski ed altri a cui si è aggiunto in discesa Nibali, se la sono andati a giocare a via Roma. Ed anche lo sprint è stato inedito perché tutti temevano Sagan ed invece è spuntato Alaphilippe confermando che per lui è iniziato un 2019 da favola. Il francese infatti porta a casa la Sanremo dopo aver già vinto qualche settimana fa le Strade Bianche, la settimana scorsa ben due tappe della Tirreno-Adriatico ed altre corse ad inizio anno. Un grande bilancio in attesa delle classiche del Nord come la Freccia Vallone e la Liegi-Bastogne-Liegi dove ha già annunciato la sua partecipazione.
Promosso quindi a pieni voti Alaphilippe, l’uomo che sta segnando l’inizio di questo 2019 del ciclismo, così come esce a pieni voti anche Vincenzo Nibali, che si sapeva sarebbe stato difficile ripetersi, ma ha comunque chiuso con i migliori e questo è un buon segno in vista dei prossimi appuntamenti. Continua invece la maledizione con la Sanremo di Peter Sagan. Anche quest’anno deve accontentarsi di un piazzamento tra l’altro nemmeno sul podio. E’ l’unico grande appuntamento che il fenomeno slovacco non è mai riuscito a vincere ed anche quest’anno dovrà rimandare ai posteri, così come dovrà fare Matteo Trentin, che a differenza di Sagan ci ha però provato con un allungo all’ultimo chilometro facendosi però riprendere. Escono sicuramente con note positive anche Alejandro Valverde e Michal Kwiatkowski mentre Elia Viviani dovrà trovare una condizione migliore per provare ad inventarsi qualcosa in Belgio, dove prenderà parte alla Gent-Wevelgem.

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