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Servizio di Maurizio Longhi @riproduzione riservata
Si è tanto, e giustamente, celebrata l’Atalanta di Gasperini per l’ottimo campionato che sta disputando, ma oggi è stata battuta e raggiunta in classifica da un’altra squadra che meriterebbe gli applausi: è il Torino di Mazzarri. L’ex tecnico del Napoli viene meno esaltato rispetto al collega alla guida degli orobici perché non fa giocare le sue squadre con un possesso palla prolungato e con una vocazione alla fase offensiva che produce spettacolo. Il suo è un calcio molto pragmatico, attento alla fase difensiva e alle ripartenze veloci, proprio come giocava quel Napoli che, sotto la sua gestione, è diventato una delle più belle e ambiziose realtà del calcio italiano.
Mazzarri viene visto come il tecnico che si lamenta, le etichette sono come i pregiudizi, non si spezzano così facilmente, anche perché fosse l’unico a lamentarsi, lo fanno quasi tutti i suoi colleghi, solo che hanno la fortuna di non essere stati categorizzati. L’errore più grande del tecnico di San Vincenzo è stato quello di accasarsi all’Inter nel momento peggiore della storia del club nerazzurro, dove serviva una rifondazione perché quella era l’inevitabile fase calante dopo aver vinto tutto. Infatti, solo all’Inter ha conosciuto l’amaro sapore dell’esonero, per il resto la sua è stata una carriera con risultati portentosi, come quando ha salvato la Reggina con 15 punti di penalizzazioni, come quando ha vinto la Coppa Italia col Napoli nella finale contro la Juve.
Ma ce ne sono stati parecchi di traguardi inimmaginabili sulla panchina partenopea, come la Champions da protagonista in cui eliminò dal girone il Manchester City dominatore della Premier, come il secondo posto in cui lasciò la squadra, era dai tempi di Maradona che il Napoli non si spingeva così in alto. Le squadre di Mazzarri hanno un’anima, e ce l’ha anche il Toro, che mai come quest’anno spera davvero di ritornare in Europa. Non sarà facile ma questa squadra sembra avere tutte le carte in regola per restare a ridosso delle grandi. Contro l’Atalanta, sono andati a segno Izzo e Iago Falque, una vittoria che vale doppio per una squadra che avrebbe potuto avere ancora più punti in classifica se non fosse stata bloccata da qualche pareggio di troppo.
Nelle prossime tre partite, il Torino deve affrontare le ultime tre della classe, saranno tutte partite piene di insidie, ma se la squadra farà valere la sua forza, allora potrebbe davvero inanellare un filotto di vittorie e proiettarsi ancora più in alto impensierendo anche chi sta lottando per il quarto posto. Se si è parlato tanto e in termini celebrativi di un’Atalanta che sta disputando l’ennesima stagione da applausi, è anche giusto esaltare un Torino che vuole la dimensione europea benché, in termini di organico, abbia qualcosa in meno rispetto alle sue contendenti, se si pensa che per il quarto posto c’è un solo posto tra Milan, Roma e Lazio ponendo l’Inter già sul podio insieme a Napoli e Juve. Non godrà di una attenzione mediatica particolare, ma ciò che sta facendo Mazzarri alla guida del Toro merita risalto e considerazione.

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