Views: 1
Servizio di Maurizio Longhi @riproduzione riservata
Contro lo Zurigo è stata una passeggiata per il Napoli, sia all’andata che al ritorno. La pratica era stata archiviata già in terra elvetica, poi al San Paolo è stata pura accademia, chi si è imposto all’attenzione è stato soprattutto Ounas che, con Ancelotti, sembra avere acquistato quella fiducia che gli mancava con la precedente gestione. L’algerino, giovedì scorso, ha sia fornito un assist al bacio a Verdi, per il quale è stato importante ritornare al gol, e poi ha posto anche il suo sigillo andando per la terza volta a bersaglio in questa stagione. Con i sedicesimi c’è stata una bella scrematura, adesso si alza il livello e, agli ottavi, il Napoli dovrà vedersela con il Salisburgo. Poteva andare sicuramente peggio, ma la squadra austriaca non è affatto da sottovalutare, non tanto perché stradomini il suo campionato (la concorrenza non è agguerrita), soprattutto perché l’anno scorso è andata ad un passo dalla finale di Europa League.
Dopo aver eliminato la Lazio ai quarti, nella doppia semifinale, si è piegata al Marsiglia solo ai supplementari salutando la competizione con grande dignità. Il fatto che si giocherà l’andata a Fuorigrotta, dovrà far sì che si vada in Austria in una posizione vantaggiosa, anche per evitare l’effetto Dnipro. Dopo il pari casalingo contro gli ucraini, si sapeva che in quella bolgia sarebbe stata difficile e così fu, anche se quel Napoli di Benitez ci mise del suo con una prestazione al di là dell’indecenza. L’Europa League è il vero obiettivo degli azzurri, il messaggio è arrivato anche dal San Paolo, da quei fedelissimi che, nonostante il calo di presenze, non fanno mai mancare il loro sostegno alla squadra. Ma sul discorso relativo allo stadio semivuoto, bisognerebbe fare un discorso più approfondito che non è oggetto del presente articolo, anche perché la tiepidezza è figlia del pressappochismo di cui la società si è fatta espressione sia attraverso le azioni che le dichiarazioni.
Per quanto il sogno sia quello di andare fino in fondo alla competizione europea, magari fino a Baku dove si giocherà la finale, c’è sempre un campionato da onorare e un secondo posto da difendere. A Parma non sarà facile, contro una squadra, come quella di D’Aversa, che ha fin qui disputato un ottimo campionato, con la permanenza nella massima serie mai stata in discussione, e non era così scontato ai nastri di partenza. Il Napoli, al Tardini, deve ritornare necessariamente al gol, dopo tre 0-0 nelle ultime quattro gare di campionato, e confermare il vero dato positivo delle ultime uscite: la solidità difensiva. Il pacchetto arretrato dovrà fare di tutto perché possa restare inviolato anche nel Granducato, solo che stavolta bisognerà conquistare i tre punti senza restare ancora all’asciutto.
Soprattutto contro Fiorentina e Torino, la produzione offensiva è stata copiosa, ma si è inceppata la fase di finalizzazione, a questi livelli se non si ha la cattiveria negli ultimi metri, si è destinati a fallire gli obiettivi. Bene ha fatto Ancelotti a non voler parlare di sfortuna, perché una tantum può anche capitare, ma quando non si segna per troppe partite così ravvicinate, allora più che cercare l’alibi, bisogna cercare un rimedio, e il più in fretta possibile. La difesa ha fatto registrare passi avanti, ora sta all’attacco dare fuoco alle polveri. Questa è l’unica strada per raggiungere l’equilibrio, se invece si aggiusta un lato e se ne danneggia un altro, allora bisognerebbe dare una rivisitata alle proprie ambizioni.

Lascia un commento