Views: 1
La Roma è in crisi. La conferma è arrivata dalla coppa Italia, dove la Fiorentina è passata all’Olimpico guadagnando il pass per accedere alle semifinali contro la Juventus. Checché ne dica Garcia, che attribuisce la causa ai tanti indisponibili, non ci si aspettava questo tracollo dei giallorossi. La stagione era iniziata bene, davvero si pensava che si potesse tenere testa alla Juve, la sfida dello Juventus Stadium l’ha confermato, con i giallorossi usciti sconfitti in modo beffardo e anche ingiusto. Quel ko poteva moltiplicare le forze di Totti e compagni che, intanto, maramaldeggiavano il Cska in Champions e impattavano in casa del Manchester City con una prestazione da applausi. Ma era una Roma da applausi, il popolo giallorosso sognava come non mai, la stagione davvero stava assumendo la piega desiderata. Poi qualcosa s’è inceppato, i sette gol subiti in casa dal Bayern Monaco potevano essere derubricati alla voce “incidente di percorso”. Ma il cammino in Champions si complicava, la squadra perdeva nettamente e senza lottare a Napoli, le vittorie arrivavano ma stentando parecchio. Si poteva pensare che fossero momenti di scarsa lucidità dovuti ai troppi impegni a cui la squadra non era abituata, nonostante l’ampiezza dell’organico e i quintali di esperienza in esso presenti. Poi, nella partita decisiva per andare avanti in Champions e non dilapidare il “tesoretto” dei quattro punti conquistati nelle prime due partite, il Manchester City si è imposto all’Olimpico in una serata amarissima. Non si sa quale sia stato il passaggio che ha incrinato le certezze, troppo semplicistico ridurre il tutto al momento in cui l’infermeria ha iniziato a riempirsi. È qualcosa di più intrinseco, non significa che si sia rotto qualcosa negli spogliatoi, tale voce non ha trovato e difficilmente troverà riscontro, più probabile che sia venuta meno l’autostima e la convinzione, con Garcia non sempre impeccabile nella rotazioni degli uomini. Così la squadra ha faticato a trovare una precisa identità e ha iniziato a regnare la confusione. E si è arrivati a questi quattro pareggi consecutivi in campionato, con la Juve che è scappata a più sette (vantando numeri che ne certificano la superiorità) e un Napoli che si è avvicinato a meno quattro punti. Doveroso guardarsi le spalle, indipendentemente da quello che sarà il rendimento degli azzurri di Benitez, se riusciranno o meno a dare continuità ma è la Roma, in un momento così delicato, che ha il dovere di difendere anche la seconda piazza. La situazione si era già surriscaldata ma il tonfo interno contro la Fiorentina, che è costato l’eliminazione anche dalla coppa Italia, ha fatto da detonatore al malumore che covava tra la tifoseria giallorossa. Se poi ci aggiungiamo alcune perplessità figlie dell’ultima finestra di mercato invernale, allora il quadro si “arricchisce” di sfumature opache. Perché cedere un attaccante come Destro, dotato di caratteristiche diverse rispetto a tutti gli altri interpreti del reparto offensivo e autore di ben tredici gol in venti presenze lo scorso anno? Certo, sono arrivati Doumbia a Ibarbo, che magari esploderanno e segneranno reti a iosa, ma c’è sempre da sperare che il primo superi l’impatto con il nuovo campionato e il secondo quello con una realtà diversa da Cagliari. Sta di fatto che, dopo le fanfare di inizio anno, ci si ritrova a febbraio con sette punti di ritardo dalla capolista avendo già salutato Champions e coppa Italia, defenestrati dalla porta di casa, in quello spazio vitale su cui si dovevano costruire successi. La sfida di Cagliari diventa un esame delicato quanto indispensabile per vedere come proseguire la stagione.


Lascia un commento