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Giulia Bassi già alla tenera età di 5 mesi era a San Siro. Questo significa avere il calcio nel sangue e Giulia lo ha nel sangue tanto che ha abbandonato i sogni iniziali di fare la cronista dalle zone di guerra. Giulia segue l’inter e ogni tanto anche il basket altro grande amore. Giudica già assegnati primo e secondo posto a favore di Juventus e Napoli.
Il calcio, quando lo hai scoperto?
Avevo pochi mesi (5 per la precisione): i miei genitori mi portarono a San Siro a vedere Inter-Real Madrid di Coppa Campioni e da allora…non ho più smesso. Mamma e papà sono sempre stati grandi appassionati e mi portavano sempre con loro allo stadio (non solo Inter, anche Reggiana, la squadra della mia città): sono cresciuta guardando partite ma anche trasmissioni sportive e leggendo la Gazzetta, che la domenica mattina era un appuntamento irrinunciabile a colazione.
Quando hai capito che lo sport poteva diventare un lavoro?
Nel 2010 quando ho fatto il primo stage in una redazione sportiva. Ho sempre sognato di fare la giornalista per fare l’inviata di guerra o comunque raccontare la politica estera. Ma subito dopo la laurea il primo lavoro è stato, appunto, in una redazione sportiva (avevo mandato il curriculum pensando: “perché no? Lo sport mi è sempre piaciuto”): lì ho imparato le prime cose, fatto le prime interviste, le prime conferenze stampa e sono andata per la prima a volta a San Siro non, come avevo fatto per una vita, al primo anello verde ma in tribuna stampa. E anche in questo caso: da lì non ho più smesso. Nel corso degli anni mi è capitato di seguire anche l’attualità (continuo tuttora a) ma piano la passione per lo sport ha preso il sopravvento e resta l’ambito che mi dà più soddisfazione e in cui credo di esprimermi al meglio.
Ti occupi solo di calcio o anche di altri sport?
Prevalentemente di calcio ma non solo: sono molto appassionata di basket (sport che ho praticato per molti anni). Le interviste più belle che ho fatto, ad esempio, credo siano due: a Federica Pellegrini e Gianmarco Pozzecco.
Segui qualche squadra in particolare?
Si, seguo l’Inter in particolare (e collaboro, tra le varie cose, con un sito che nello specifico segue solo Inter)
Cosa pensi di questo campionato, dopo la Juventus quale squadra arriverà al secondo posto?
Credo che il primo posto della Juve non sia in discussione ma nemmeno il secondo del Napoli anche se come al solito bisognerà vedere come arriveranno le squadre a febbraio/marzo e quante competizioni dovranno portare avanti. L’Inter può puntare al terzo e il Milan al quarto anche se con le romane sarà lotta fino alla fine
Mancini è l’uomo giusto per la nazionale?
Mancini credo sia meglio come ct che come allenatore e con un po’ di tempo e pazienza potrà riportare l’Italia sulla strada giusta anche se il nostro movimento ha tanti problemi che un allenatore solo non può risolvere. Dopo Conte, resta il miglior ct possibile
Var, esperimento riuscito secondo Te?
Il Var è un esperimento che poteva riuscire ma al momento non lo è del tutto: lo scorso anno ha evitato molti errori ma quest’anno se ne fa un utilizzo secondo me non sempre corretto. Per cercare di usarlo meno (sull’onda di quanto successo al Mondiale) ora in realtà c’è troppa discrezionalità anche di fronte a errori evidenti: ultimamente mi sembra che il var venga usato in maniera “soggettiva” e non segua regole precise e indiscutibili. Tanto valeva allora la discrezionalità dell’arbitro. Inoltre toglie l’emozione e l’adrenalina del momento: ora dopo un gol devi aspettare sempre qualche minuto per sapere se è valido o no perché potrebbe sempre intervenire il var. L’impressione è che dopo un buon primo anno ora si sia fatto un passo indietro e alcuni errori evidenti non vengano eliminati. O si trova un metro di utilizzo oggettivo e che riduca davvero gli errori, o tanto vale l’errore umano.
Se un giovane volesse percorrere la tua stessa strada, che consigli ti senti di dargli?
Quando io dicevo di voler fare la giornalista mi scontravo sempre con gente del mestiere che mi diceva: no, te lo sconsiglio. Ma io non mi sento di fare altrettanto, sarebbe incoerente. Amo questo lavoro, nonostante infinite difficoltà. Se un giovane lo vuole fare gli dico solo che deve avere una grandissima passione e tanta determinazione, essere disponibile a sacrificare i week end e anche tanti giorni festivi (natale e pasqua compresi), lavorare in orari assurdi, fare tanta gavetta e scontrarsi con situazioni non sempre facili. Ma se questo lavoro lo ami davvero, resta , per me, il più bello del mondo: è fatto spesso anche di tanti momento negativi ma quando poi arriva la soddisfazione, ecco quella va a ripagare tutte le difficoltà precedenti. Ah, e ovviamente servono bravura e anche un pizzico di fortuna.

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