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Davanti ad un ex d’eccezione, il Cobra Gaetano Romano, tra gli artefici della magica scalata dall’Eccellenza alla C2, il Gladiator ha prevalso nel test amichevole disputato al Piccirillo contro l’Equipe Campania del duo Tudisco-Gagliotti. 3-2 il risultato finale, maturato grazie alle reti di De Rosa nel primo tempo e di Capobianco su rigore nella ripresa (mani di Savarise), seguiti dal tris di Saccavino. Gli svincolati AIC erano passati in vantaggio dopo pochi minuti con Nicolao, abile a freddare col destro De Lucia, ed avevano poi accorciato le distanze con l’altro Cobra del calcio campano, Sebastiano Ruggiero. Insomma, buone le indicazioni per il trainer nerazzurro Giovanni Sannazzaro, che ha puntato sul 4-3-3 contro il consolidato 4-2-4 dell’Equipe, che annoverava tra le proprie file gente del calibro di Troianiello, Letizia, D’Anna, Umberto Improta, Scalzone o Filosa. Prima dell’intervallo, il numero uno AIC, Alfredo Esposito (poi rimpiazzato da Ferrieri), aveva parato un penalty a Liccardi. Presente alla sfida anche il tecnico Giovanni Masecchia. Nell’Equipe sono scesi in campo anche Dentice, Giovanni Longo, Ba, Di Costanzo, Maurizio Coppola, Pasqualino Esposito e De Muto.

Soddisfatto, dunque, Sannazzaro, il quale ha analizzato ai microfoni di FootballWeb il momento sammaritano. “Dovranno passare almeno 6-7 settimane di lavoro per avere la brillantezza che cerchiamo, ma comunque ho notato che avevamo gamba ed eravamo reattivi – le sue parole -. E’ stato un ottimo test anche per il valore degli avversari”.
Spilabotte tra i migliori, impiegato da esterno sinistro. “E’ un giocatore con cui ho già lavorato. Abbiamo vinto insieme e lo conosco da tantissimi anni. Le sue caratteristiche e la sua qualità non sono una novità per me. E’ un elemento che, una volta entrato in condizione, può far sempre male in questa categoria. Ma in tanti possono dire la loro anche perché, alla base di tutto, ci deve essere sempre il lavoro di squadra. E poi serve anche l’umiltà, anche se devo dire che il mio gruppo ha questa dote ed è molto coeso. E lo sta dimostrando dal primo giorno di ritiro”.
C’è solo il quartetto Gladiator-Giugliano-Frattese-Afragolese per la vittoria del campionato? “In realtà si sono “svegliati” tutti questa estate. Lo dico da tempo: si sono formati tanti organici importanti. Io vedo almeno otto squadre ben attrezzate, senza trascurarne qualche altra di cui magari si sa poco ma che potrà emergere alla distanza. E’ un girone che può farti fare brutte figure su tanti campi. Al netto delle quattro citate, non dimenticherei Albanova ed Afro-Napoli, oltre al Casoria che ha confermato quasi tutta l’ossatura dello scorso anno. Sarà un campionato livellato e la differenza la faranno serenità, lavoro e stabilità societaria, perché un club solido ti mette sempre in condizione di lavorare in modo proficuo durante la settimana, quando occorre pensare solo all’aspetto calcistico e a null’altro”.
Ed in questo senso, la vostra compagine societaria può offrire buone garanzie… “Conosco benissimo la famiglia Aveta, lavoro con loro da più di tre anni. Ed è importante anche la presenza di Giacomo De Felice. Il nostro è un club serio che vuole riscattare l’orgoglio di una piazza che ha sofferto per un anno intero rischiando anche di sparire dalla mappa del calcio. C’è tanta voglia di far tornare questa città nei campionati che le competono. Ho trovato un’organizzazione oliata sotto tutti i punti di vista, non ci fanno mancare mai nulla. Insomma, ci sono tutti i presupposti per lavorare bene”.
Si inizia col Barano. “I valori sulla carta contano meno dell’erba che dovremo calpestare. Hanno perso in casa col Casoria in Coppa andando poi a vincere lì. E il Casoria ha impiegato comunque i titolari. Il Barano è squadra da prendere con la concentrazione giusta altrimenti può metterti in difficoltà”.

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