16 Maggio 2026
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Eduard Streltsov: donne, vodka e gulag

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Le vacanze, c’è chi le sta facendo, e chi si accinge a farle. Allora vorremmo consigliarvi, libri da leggere sotto l’ombrellone, poi magari continuare anche nel periodo freddo, quando si sta belli comodi in poltrona con un rigoroso plaid sulle gambe. Oggi vi consiglio il libro di Marco Iaria, Donne, vodka e gulad, edito dalla casa editrice Ultra.Un libro che ripercorre magistralmente la vita di Streltsov, una sorta di George Best dell’allora URSS. Talentuoso in campo, quanto sregolato al di fuori. Negli anni Cinquanta, Eduard Streltsov era una giovane stella della Torpedo Mosca e della Nazionale sovietica. Il ciuffo alla teddy-boy, lo spirito ribelle, vodka a volontà, vita notturna e avventure amorose. Bello, dannatamente bello e pericolosamente “occidentale” per il regime comunista. Così, a soli 20 anni, alla vigilia della Coppa del Mondo, si trovò a dover affrontare la partita più difficile della sua vita. L’accusa di violenza sessuale, e una scelta: proclamarsi colpevole e volare in Svezia a sfidare Pelé, come gli fu promesso dalle autorità, oppure gridare la sua innocenza? E dietro tutto questo c’era forse la vendetta di una potente donna, membro del Politbjuro? Sullo sfondo del controverso rapporto fra sport e comunismo, questo libro racconta, la carriera spezzata del più grande talento del calcio russo, capace di segnare 25 gol in 38 partite con l’Urss. I precoci successi, le macchinazioni della propaganda, il giallo attorno al processo per stupro, i 5 anni trascorsi nel gulag, dove sopravvisse giocando a calcio e dilettando i funzionari del Partito, fino al clamoroso ritorno in campo guidando la Torpedo al titolo nazionale.

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