16 Maggio 2026
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Paganese, tutto in 90 minuti: c’è una Stella da far brillare ancora

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Servizio di Stefano Sica @riproduzione riservata

Su le bandiere, in alto i cuori. C’è una stagione da salvare e un altro sogno da vivere, per la tredicesima stagione consecutiva. Sono 12, infatti, quelle vissute dalla Paganese tra i professionisti. Un’eccellenza per la città, un vanto per questa regione. Oggi, però, nel match 2 di play-out contro il Racing Fondi, non ci sarà spazio per il passato e per i ricordi. E neanche per i difetti più o meno visibili di un gruppo che quest’anno non ha spiccato mai il volo ma che, in appena 90 minuti, potrà riscattarsi e dare un senso alla propria esperienza in azzurrostellato. Non diserteranno l’appuntamento i laziali ed è giusto così: per quanto le rimostranze sul regolamento che ha privato la Berretti dell’accesso ai Quarti nel campionato di categoria restino valide per tutta una serie di chiare ragioni, condannarsi autonomamente alla retrocessione in D sarebbe stata una forma di protesta eccessiva se non di puro autolesionismo. Palla al centro alle 17, Marcello Torre pronto a pulsare come un tempo. E a programmare la festa prima delle 19.

FORMAZIONE – L’undici titolare ricalcherà grosso modo quello visto sette giorni fa al Purificato, col solo inserimento di Gomis per Galli (autore comunque di un’ottima prova). Permane un piccolo dubbio sull’impiego di Cernigoi, uscito malconcio da una seduta di allenamento qualche giorno fa, ma filtra ottimismo. Nel 3-5-2 di De Sanzo, quindi, Ngamba (a destra) e Della Corte (a sinistra) agiranno come esterni, supportati dal trio difensivo composto da Meroni, Piana e Carini. Nacci guiderà il centrocampo formato da Tascone e Scarpa, attacco affidato al duo Cernigoi-Cesaretti. Dovesse saltare l’impiego di Cernigoi, si preparerebbe Talamo. Dal canto suo, Pasquale Luiso potrebbe puntare da subito su quel 4-2-4 che si è modellato dopo il momentaneo svantaggio rimpiazzando il 4-3-3. I rossoblù, del resto, hanno un solo risultato a disposizione e proprio il tecnico, nel post-gara, ha fatto intendere che potrebbe optare per una soluzione di questo tipo che consentirebbe di affidarsi ancora a due esterni di qualità (Ciotola e Addessi) e sul doppio attaccante (Nolè, Mastropietro e Corvia per due maglie). Vedremo. Buona la prevendita e si immagina di sfondare il tetto dei 1000 spettatori come obiettivo minimo. In questi mesi il feeling tra la città e il fenomeno Paganese si è affievolito: colpa di una squadra che non emozionava e di ambizioni sempre al ribasso. Oggi c’è un patto da stringere: salvare questa Paganese e farlo tutti insieme. Come quando si va a trovare un vecchio amico malato che ha bisogno di un abbraccio per continuare a vivere. In questo senso, l’ambiente pare pronto e un segnale tangibile lo aveva già dato a Fondi con oltre 500 cuori azzurrostellati avvolti in un tripudio di tifo e calore, e la presenza appassionata del sindaco cittadino Salvatore Bottone che non ha voluto perdersi la prima parte di questa contesa decisiva.

SI RIPARTE DAL 2-2 – Anche al Purificato, gli azzurrostellati sono stati capaci di mostrare il meglio e il peggio di se stessi. Il leitmotiv di una annata difficile, vissuta sempre sul filo di un equilibrio precario. Positiva la squadra nell’approccio e nella concentrazione post vantaggio, quando la difesa ha retto degnamente gli attacchi rossoblù, controllando il possesso palla avversario e addormentando spesso il gioco con sapienza. Sugli scudi Cesaretti (e non solo per il gol “regalatogli” da Elezaj) e sontuoso Ngamba nel contenere la qualità di Ciotola da un lato, e limitare il supporto di Paparusso dall’altro. Diversa la ripresa, che ha visto un Fondi più audace e battagliero nei ritmi, più sicuro di sé e capace di sfruttare due ripartenze concesse da un atteggiamento scriteriato e totalmente in antitesi con quello visto prima dell’intervallo. A quel punto la Paganese si è sciolta come neve al sole, restando a terra per un buon lasso di tempo. Un po’ si è ripetuto il film dello scorso novembre, quando Cesaretti salvò quasi in extremis la Paganese evitando – dopo il vantaggio maturato nel primo tempo con Carini – una sconfitta che sembrava certa grazie all’1-2 messo a segno dagli ospiti nella ripresa. E’ stato facile passare dall’entusiasmo alla depressione anche perché, conoscendo i difetti di fabbrica di questa Paganese, si è pensato subito che godere di un solo risultato su tre non sarebbe stato incoraggiante in vista del ritorno. E’ stata anche un po’ la vendetta delle seconde linee, col pari confezionato sull’asse Talamo-Bensaja, gettati nella mischia da De Sanzo quando la frittata sembrava fatta per via di una incapacità reattiva sconcertante. Si sa che le sfide della post season si giocano sul filo dei nervi e di una condizione fisica migliore, polverizzando spesso il fattore campo. Sotto questa ottica, la Paganese ha trovato i suoi due tesoretti. Dopo la partita, Luiso ha difeso con una certa virulenza i suoi. Comprensibile, visto che il suo Fondi ha mostrato organizzazione e un’idea di gioco apprezzabile, con una costante costruzione dal basso e una buona sollecitazione delle corsie esterne. Ecco perché oggi sarà difficile e non si potrà speculare sul pari, come pure De Sanzo ha avvertito.

FORZA, CAPITANO – Non ha brillato Scarpa a Fondi ma questo era prevedibile in considerazione dell’infortunio al polpaccio che lo aveva penalizzato per diverse settimane privandolo del consueto ritmo partita (e al Purificato si è visto). Già stringere i denti è stato tanto. E chi avrebbe potuto farlo se non il capitano di mille battaglie. Del resto l’asso torrese è stato l’uomo decisivo per questa Paganese, il vero leader, colui che ha tirato la carretta per troppo tempo e senza il quale forse l’annata azzurrostellata avrebbe preso una piega peggiore. C’è una foto scattata sette giorni fa e che non ingiallirà mai: il capitano, ormai esausto e con la sua squadra che deve difendere il 2-2 in pochi secondi, mentre sta per perdere la palla si inventa un rimpallo su Vastola guadagnandosi un fallo laterale propizio. E incassando i complimenti dell’avversario. Quando classe ed esperienza fanno la differenza surrogando la debolezza delle gambe. Questo è Scarpa. Ed è un buon motivo per pensare che, con una settimana in più di allenamento, questo sarà il suo giorno a coronamento di un’annata personale indimenticabile.

 

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Giornalista pubblicista e' uno dei fondatori di Footballweb

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