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Piacenza manda Napoli al “Purgatorio”, vincendo anche gara 2, assicurandosi la permanenza nella massima serie, e condannando gli uomini del Cuore Napoli Basket a giocarsi il tutto per tutto nell’ultimo incontro della stagione.
Mai veramente in partita, mai veramente in grado di impensierire Piacenza, per la squadra partenopea al danno si aggiunge poi anche la beffa: sconfitta sul campo nel doppio confronto, e probabilmente privata anche della sua “stella più luminosa”. Turner esce per infortunio prima della fine di gara 2, per un sospetto trauma contusivo alla caviglia, ed è in forte dubbio per la seconda parte di questi play out, che diventano, ora più di prima, fondamentali per questa disastrosa stagione.
Tornando alla gara con Piacenza, anche stavolta Napoli non ha mai condotto la partita; sempre costretta a rincorrere, sempre ad inseguire, e sempre con l’acqua alla gola, con troppi pochi uomini a disposizione di Mister Bartocci, nonostante i pieni recuperi dei centrali Caruso e Vangelov.
Almeno questa volta però, i ragazzi partenopei sono riusciti a restare in partita, fino all’intervallo, surclassati poi dalla maggiore precisione al tiro degli ospiti, e non aiutati certo dalle precarie condizioni fisiche, di molti dei suoi elementi, uno su tutti Mascolo (che sarà comunque “top-scorer” della squadra con 18 punti – 3/6, 3/5 a referto).
In doppia cifra anche Turner (11 punti per lui).
Mattatori di gara 2, ancora una volta Reati (21 punti a referto per lui), e Oxilia (con lo stesso identico punteggio), letteralmente letali dalla “linea della carità” e dal perimetro.
Il punteggio finale recita Cuore Napoli Basket 59 – Assigeco Piacenza 74.
Insomma, se volessimo tirare una linea, e fare i “conti” di questa stagione, il risultato sarebbe a dir poco imbarazzante. Seppur più combattivi e determinati che nella parte iniziale del campionato, Napoli ha pagato a caro prezzo una rosa oggettivamente troppo “corta” per la massima serie.
Turner e Thomas sono sembrati troppi “soli”, rappresentando forse addirittura un “lusso” per la A2, e ne Mastroianni, ne Mascolo, ne tanto meno Ronconi o Vangelov sono riusciti a fare la differenza, pur dovendo riconoscere a tutti, di non aver mai lesinato l’impegno e l’ardore agonistico.
L’unica nota “lieta” è forse il costante utilizzo, anche se con minutaggio molto ridotto, di tutti gli “under” del roster, a testimonianza comunque, di un lavoro prospettico mirato, che si spera possa dare i suoi frutti nel breve e nel lungo periodo.
Ora servirà l’impresa per battere la Roseto Shark (uscita vincitrice dal duello con la Virtus Roma), e non potendo contare sul fattore campo.
Si partirà il 13 maggio prossimo a Roseto, sempre al meglio delle 3 partite.

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