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È una leggenda del calcio italiano, una delle prime favole del nostro vecchio campionato. Se si va indietro del tempo, agli albori del Novecento, tutte le squadre dovevano inchinarsi allo strapotere della Pro Vercelli che si issava sul trono del campionato italiano e infarciva la Nazionale di propri giocatori. Erano anni gloriosi per la storia del club piemontese, arrivato a festeggiare addirittura sette scudetti e, ancora oggi, la Pro Vercelli viene associata a quella squadra che spadroneggiava in un’epoca dove tutto era diverso, anche il calcio. Inoltre, da quella florida fucina di talenti venne fuori anche un certo Silvio Piola, emblema del calcio italiano che fu, uno che resterà nella storia degli appassionati di leggende e almanacchi, un vero gigante intramontabile. Ora, con umiltà e senza proclami, la Pro Vercelli sta provando ad affermarsi come una realtà ambiziosa della cadetteria pur venendo dalla Lega Pro. Dopo il girone d’andata, si è in linea con i programmi salvezza ma è impossibile non fare un pensierino alla zona play off. Siccome i biancocrociati si apprestano ad ospitare l’Avellino per una partita molto importante dopo la sosta, proviamo a conoscere meglio la realtà piemontese colloquiando con Hervé Sacchi, preparatissimo direttore di Magica Pro, giornale ufficiale distribuito allo stadio, e dell’omonimo sito, fresco di lancio. Un nuovo progetto per il collega, la cui professionalità, mista a passione e intraprendenza, emerge anche attraverso un lungo colloquio telefonico.
La prima domanda verte proprio su quanta soddisfazione ci sia in casa piemontese dopo il giro di boa che vede la squadra a contatto con la zona play off: “Si può essere soddisfatti di questo girone d’andata, anche se l’obiettivo, anche a detta di squadra e società, resta sempre la salvezza. La Pro Vercelli, anche a livello di organico, non è attrezzata come altre compagini e, almeno attualmente, non ha la pretesa o l’esigenza di guardare troppo in alto. Certo, stiamo comunque parlando di una squadra che ha storia e blasone e che potrebbe ambire ad altri palcoscenici, ma non ci si vuole proprio sbilanciare: bisogna prima raggiungere la quota salvezza, fissata a 50 punti e, una volta ottenuta con il supporto dell’aritmetica, si valuteranno altri orizzonti. Il fatto che si vogliano conquistare il prima possibile questi venti punti per avere la certezza di conservare la categoria, è anche dettato dalla prospettiva che il girone di ritorno sarà completamente diverso rispetto all’andata. Pensiamo un po’ ad uno studente, nel primo quadrimestre può anche permettersi qualche deficienza ma, nel secondo, deve correre per scongiurare esiti negativi”.Guardando un po’ le statistiche, emerge una Pro Vercelli sontuosa in casa ma vacillante in trasferta. Proviamo a scoprirne i motivi: “I giocatori parlano di aspetto mentale. Magari, giocando in casa e contando su un pubblico vicino nonostante l’esigua capienza dell’impianto, c’è una spinta maggiore rispetto a quando si va a giocare fuori. E poi, dal punto di vista tecnico, si è creato un interrogativo a cui si fa fatica a rispondere. È probabile che il fatto di giocare sempre su un sintetico porti dei vantaggi in casa mentre, ritrovandosi a giocare su terreni non in perfette condizioni da altre parti, la squadra ne possa risentire. Anche perché il centrocampo piemontese è dotato di una buona tecnica e, quindi, questa del rettangolo di gioco può essere una spiegazione plausibile alla differenza di rendimento tra partite interne ed esterne. Però, c’è da precisare che la Pro Vercelli quasi mai è stata doma anche lontana dal Piola, solo con il Bologna è stata una di quelle partite in cui si è vista davvero la superiorità dell’avversaria, poi se l’è sempre giocata con tutti sebbene il raccolto non sia stato copioso”.
Ora ci interessa sapere qualcosa di più della compagine di mister Scazzola, il valore aggiunto e il tallone d’Achille: “Se si parla di punti di forza mi viene subito in mente il nome di Ettore Marchi. Su di lui c’era un po’ di scetticismo circa la sua prolificità tra i cadetti dopo essere stato protagonista lo scorso anno in Lega Pro. I numeri parlano in suo favore, impressionante la sua media realizzativa, di un gol ogni due partite, mai come adesso si sta consacrando anche in serie B dopo annate in cui aveva segnato poco in questa cadetteria. Ciò che, invece, rappresenta ancora una spina nel fianco della squadra è proprio il fattore mentale da trasferta e un organico privo delle enormi risorse che dispongono altre squadre”. Scaviamo più a fondo e andiamo a scoprire l’impostazione tattica e altri aspetti su cui il collega non è reticente: “Il modulo abituale è il 4-3-3, l’impianto di squadra è stato costruito intorno a questa configurazione che quasi mai è stata cambiata, penso solo alla gara con il Latina ma è stata l’unica occasione. Questo schieramento esaltava soprattutto le caratteristiche di uno come Ronaldo, tornato proprio ieri a Vercelli dopo l’infortunio, stante la sua indisponibilità, è Castiglia a svolgere le sue mansioni. È lui a prendere in mano le redini del centrocampo e, sebbene non abbia la stessa visione e apertura di gioco di Ronaldo, sa giocare bene palla a terra e il suo rendimento cresce sempre di più. Credo che la società interverrà sul mercato per puntellare la mediana con una mezzala, si parla molto di Signorelli vedremo se questa voce avrà sviluppi. Per il momento, è arrivato l’esterno offensivo, Sprocati, un ’93 che il diesse conosce molto bene dai tempi della Reggiana. Il suo arrivo è servito anche per coprire il partente Ragatzu, decisamente sottotono rispetto a quello intraprendente visto all’opera in altri tempi”. Sono stati già fatti diversi nomi. Di un Marchi straordinario in zona gol, di un Castiglia capace di non far rimpiangere Ronaldo in cabina di regia, ma c’è qualche altro elemento di grande caratura nelle file biancocrociate? “Uno dei leader della Pro Vercelli è sicuramente Cosenza, tra l’altro ex dell’Avellino. Già due anni fa era approdato in maglia biancocrociata ma destando diverse perplessità collezionando espulsioni e prestazioni altalenanti poi, dopo una esperienza a Grosseto, è ritornato salendo alla ribalta la scorsa stagione. Campionato mostruoso quello dello scorso anno per lui, entrato nel cuore dei tifosi per il suo carattere e la sua tenacia. Dei nuovi, invece, chi ha avuto un grandissimo impatto con la nuova realtà è stato Ronaldo, il suo infortunio è stato davvero un dispiacere per tutti e ha privato la squadra di uno dei suoi migliori elementi”.
La sfida contro l’Avellino è alle porte. Il Piola è sicuramente una roccaforte per gli uomini di Scazzola ma, oltre al fattore casalingo, i lupi cosa devono temere di questa partita? “La Pro Vercelli avrà tanta voglia di continuare a fare bene dinanzi al proprio pubblico e poi, proprio il fatto del ritorno di Ronaldo a Vercelli, può aver conferito quella dose di entusiasmo in grado di contagiare l’intero gruppo. Potrebbe sembrare un aspetto banale ma, rivedere nuovamente un proprio compagno di squadra anche se non ancora disponibile per scendere in campo, può essere importante per un gruppo che fa dell’unione la propria forza. Relativamente alla partita, azzarderei un under perché ritengo che, in questo girone di ritorno, saranno partite più tese e con risultati meno larghi. Potrei essere sconfessato subito e magari vedremo una partita ricca di gol, ma la mia sensazione è che difficilmente una squadra prevarrà nettamente sull’altra, specialmente se parliamo di Avellino e Pro Vercelli, separate da pochi punti”. Chiudiamo facendo un’ampia panoramica sul campionato e, anche in questo caso, l’analisi di Hervé Sacchi è argomentata alla perfezione: “Innanzitutto sono molto curioso di vedere che girone di ritorno farà il Carpi e se riuscirà a ripetere le imprese che l’hanno condotto in cima al campionato e con un notevole margine sulle inseguitrici. È difficile prevederne un crollo perché, una squadra che conquista 43 punti, non può dilapidarli restando fuori dalla zona play off, almeno quella è assicurata e, considerando che siamo all’inizio del girone di ritorno, la dice lunga sul cammino della compagine emiliana. Dico questo anche se, francamente, non mi ha impressionato contro la Pro Vercelli, è una squadra che la mette molto sul piano della fisicità e, proprio grazie a questa prerogativa, riesce a prevalere. Credo che il Bologna, anche per il mercato che sta conducendo, dovrebbe vincere il campionato, se non ci riuscisse, non dico che sarebbe un flop, però, mi sorprenderebbe molto. Quindi, per me i felsinei sono i favoriti per la promozione diretta in massima serie. Per quanto riguarda la lotta play off, be’ è una vera bagarre, un po’ tutti possono centrarli vista la classifica corta che non credo proprio si spacchi in questo girone di ritorno. Molte squadre possono fare come la Pro Vercelli: ruggire in casa e rabbonirsi in trasferta e, il basso numero di vittorie esterne, potrebbe far sì che la spunterà chi riuscirà a rendere il proprio fortino più inespugnabile rispetto agli altri. In coda, anche per le operazioni di mercato, il Latina dovrebbe riaversi, mentre c’è un Brescia su cui pende anche la mannaia di una penalizzazione che potrebbe rivelarsi esiziale ai fini dell’obiettivo di riemergere dal pantano della bassa classifica”.


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