16 Maggio 2026
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La Lazio sembrava Felipe, poi zitti Totti

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Luca BosioServizio di Luca Bosio @riproduzione riservata

Un tempo per parte. Roma e Lazio si dividono la posta in palio. Meglio i biancocelesti nel primo tempo, con Felipe Anderson in grande spolvero. Prima un assist per il vantaggio di Mauri, poi un tiro dal limite dell’area che sorprende De Sanctis. Prestazione da otto in pagella per il trequartista brasiliano, ex compagno di squadra di Neymar ai tempi del Santos, passato da oggetto sconosciuto a pedina fondamentale nello scacchiere tattico di Pioli. Roma colpevolmente distratta. Il suo consueto possesso palla è lento e sterile. La Lazio attende e riparte con velocità e cattiveria. Il primo a spaventare la retroguardia avversaria è Antonio Candreva. Al minuto numero undici, conclude dal lato sinistro dell’area di rigore. La traiettoria sul secondo palo esce di pochissimo. Si fa notare anche Parolo con un potente tiro centrale dai venticinque metri, respinto dall’estremo difensore giallorosso. La Roma soffre l’assenza di Gervinho, capace di allungare la squadra con le sue accelerazioni. La Lazio fa quello che vuole sul lato destro della Roma, presidiato da Maicon e Florenzi. In quattro minuti, gli uomini di Garcia subiscono un tremendo uno-due. Nainggolan perde palla a centrocampo, Felipe Anderson si lancia in un’azione solitaria e rifinisce in modo perfetto per il capitano Stefano Mauri, che trafigge De Sanctis da due passi. Ma il brasiliano ha i piedi caldi, e non si ferma. Trova subito il raddoppio, con un tiro velenoso dal limite che De Sanctis non vede partire. Lazio perfetta e Roma alle corde. Nel secondo tempo, Garcia sostituisce gli spenti Florenzi e Nainggolan con Ljajic e Strootman. La musica cambia e la Roma pure. L’olandese si conquista subito un posto nel tabellino delle azioni salienti. Crossa dalla sinistra, Totti sbuca alle spalle di un difensore della Lazio e con un preciso “piattone” accorcia le distanze. È un’altra partita. Iturbe spaventa Marchetti con un potente sinistro, che però non prende la traiettoria sperata dall’esterno argentino e il portiere ribatte. Ora sono gli uomini di Pioli a essere in debito d’idee e ossigeno. Mauri, però, sfiora la terza marcatura. Basta mette in mezzo dalla destra, la bandiera laziale si fa largo tra i centrali avversari e colpisce il palo. È l’ultimo acuto della squadra più antica della capitale. I giallorossi agguantano il meritato pareggio ancora con Totti. Holebas sfonda sulla sinistra, e mette al centro un pallone che sembra spegnersi a lato. Il “pupone”, però, lo trasforma in oro con un’acrobazia che affonda le sue radici in Olanda. Il grande Johan Cruijff , il “Pelè bianco”, ha fatto un gol simile. La bandiera giallorossa, uomo record del derby con undici gol, corre pure sotto la curva e si fa un “selfie” con un cellulare. Due a due. Giusto così.

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