16 Maggio 2026
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Aversa, a Molfetta la partita clou da non fallire. Con Marasco in panchina

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Servizio di Stefano Sica @riproduzione riservata

Alla fine la montagna ha partorito il topolino. Non ci saranno scossoni sulla panchina dell’Aversa Normanna. Antonio Marasco resta (da vedere se la fiducia societaria sarà a tempo) e il suo staff si avvarrà anche del contributo del fisioterapista Nicola Nuzzo. Un fatto, comunque, è certo: domenica sera il duo Filosa-Corvino ad un avvicendamento ci aveva pensato, eccome. Non tanto per la sconfitta in sè (il Taranto è un fiume in piena e può vantare un organico prestigioso e visibilmente rafforzato dal mercato invernale), quanto per la prestazione sfornata in campo. Che non è piaciuta per carattere e intensità, con una squadra che si è praticamente consegnata alla superiorità jonica senza credere mai, se non nelle battute iniziali, nella possibilità di giocarsela alla pari. La forza propulsiva dei granata si è spenta sul palo di Varriale, poco prima che il Taranto raddoppiasse. Venti minuti, in sostanza. Poi il buio.

Marasco, invero, qualche alibi può presentarlo. Ha dovuto lavorare una settimana intera su un nuovo sistema tattico (il 4-3-1-2) viste le varie defezioni per infortunio (Maiellaro, Sozio e Ventola, questi ultimi due comunque andati in panchina). Ne è uscito un centrocampo inedito, con Mariano Romano play ma due ’98 interni (Scognamiglio e Moretta), senza contare lo spostamento di Gala sulla fascia destra. E proprio il centrale napoletano, cresciuto peraltro nelle giovanili del Taranto, ha dimostrato di non sapersi calare nelle nuove vesti di terzino, continuamente surclassato dallo strapotere tecnico (e di passo) di Ancora. Col senno del poi, un utilizzo del 2000 Giuseppe Giordano, esterno destro di ruolo, sarebbe stato più appropriato ma manca la controprova. Anche perché è evidente che Marasco abbia voluto contrapporre una retroguardia pià navigata (con la sola conferma al fianco di Pezzella del 2000 Gargiulo, un elemento con notevoli qualità prospettiche) al quadrifoglio offensivo rossoblù. Con l’uscita di Guillari nel primo tempo per un risentimento muscolare, i normanni hanno perso profondità negli ultimi 20 metri, lasciati alla solitudine di Varriale. Ventola ha agito in posizione più arretrata, a volte anarchica, e quasi mai è stato capace di incidere. Pollice alto, invece, per Salvatore Passariello: l’esterno classe ’97, ex Afragolese, ha disputato un brillante scampolo di gara nella ripresa, quando ha rimpiazzato Gala agendo da quinto a destra nella rivisitazione tattica di Marasco (dal 4-3-1-2 al 3-5-2).

L’Aversa apatica e priva di identità vista domenica (ma una vera e propria identità di formazione questa squadra non l’ha mai avuta), è stata il prodotto di questi equivoci. Il risultato è stato persino generoso perché i pugliesi, dopo l’intervallo, hanno dilapidato un patrimonio nutrito senza cogliere un tris che sarebbe stato legittimo. D’Agostino e Ancora avrebbero meritato il sigillo personale per quanto speso, ma la loro imprecisione li ha puniti. I gol li ha fatti Favetta, il bomber emergente di Cercola con un futuro tutto da scrivere. Logico che i tifosi non la prendessero bene. I granata sono malinconicamente penultimi e hanno vinto una sola volta in campionato (a Sarno). A Corvino, nel dopo partita, sono state chieste spiegazioni sul progetto nonché una maggiore pressione sul gruppo affinché garantisca il massimo impegno per le prossime gare. Aversa, pur reduce dal professionismo, ha vissuto pagine di D gustose negli anni recenti, grazie al progetto Orabona-Chianese. Sono stati valorizzati tanti giovani e in campo la squadra divertiva e mostrava di avere fame e idee. Ora, invece, la paura è tanta e gli innamorati della Normanna vogliono restare vigili.

Si riparte da Marasco, dunque. E da Vincenzo Platone (33), ultimo innesto per la mediana. Il giocatore napoletano si era svincolato dall’Ercolanese. Con ogni probabilità, il tecnico di Torre Annunziata si giocherà ogni possibilità di permanenza nello scontro diretto di Molfetta. Una gara da non sbagliare. Non a caso, ieri c’era stato un sondaggio con Nello Di Costanzo, che ha poi preferito declinare la proposta societaria. Più di tutto, però, c’è da recuperare una certa armonia tra le componenti interne al club, dopo la burrasca delle ultime settimane che ha sicuramente inciso sui risultati del campo. Gli equilibri restano delicati, ma almeno un primo elemento di chiarezza c’è stato con lo spostamento del Ds Tonino Caso nei quadri del settore giovanile (come voleva Corvino) e i pieni poteri di mercato (e gestionali) conferiti al Dg Paolo Filosa di concerto proprio con l’ex presidente di Casertana e Real Albanova. Entrambi ora agiscono da una posizione privilegiata, evidentemente. E tra i due proprietari al 50% Giovanni Spezzaferri e Pasquale Corvino, dopo le frecciate reciproche dei giorni scorsi, sembra scoppiato l’ennesimo armistizio. Si spera quello definitivo per non distruggere definitivamente il giocattolo.

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Giornalista pubblicista e' uno dei fondatori di Footballweb

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