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Il Cittadella ha chiuso il girone di andata in ultima posizione eppure l’undici di Foscarini ci ha ormai abituato a grandi imprese per cui arrivare al giro di boa con 19 punti (2 soli in meno rispetto alla scorsa stagione) non compromette assolutamente nulla, specie se si considera l’inizio brillante dei veneti che nelle prime quattro giornate del torneo sembravano una delle rivelazioni di questo campionato. Poi c’è stato un brusco calo ma nelle ultime settimane sembra sia tornata la verve per Coralli e compagni, rinvigoriti soprattutto dal successo interno col Catania targato interamente Sgrigna. Proprio l’attaccante romano è la vera arma in più di questa squadra che, nonostante l’ultima piazza, ha comunque il 9° miglior attacco del torneo. I capocannonieri, a quota 7 marcature, sono appunto Sgrigna e Coralli ma il numero 10 è in vantaggio rispetto al collega se si considera i minuti giocati: 1471 in 18 partite per Sgrigna, 1586 in 20 per Coralli.
La media è quindi di 1 gol ogni 210 minuti ma ad impressionare ci sono anche altri dati: nella classifica degli assist complessivi in stagione, stilata da Panini Digital, è quinto a quota 36 mentre in quella relativa ai tiri in porta si piazza al secondo posto dietro solo a Viviani del Latina. Del resto con una media di 4 tiri in porta, la più alta rispetto ai suoi compagni, è di sicuro il calciatore più pericoloso del Cittadella e quello da cui passano le speranze di salvezza dei veneti.
Forse non molti lo ricordano ma quando era appena quindicenne conquistò la sua prima medaglia con la maglia azzurra: l’argento agli Europei Under 19 in Grecia nel 1995. In quell’Italia, sconfitta in finale dalla Spagna, giocavano, giusto per farsi un’idea, calciatori del calibro di Totti, Buffon e De Sanctis, solo per citarne alcuni.
Per Sgrigna poi tanta gavetta fino ad approdare al Vicenza in cui, nell’annata 2009/10, realizzò il suo massimo di reti in una stagione (12). Dopo quello spettacolare campionato, per Sgrigna si aprirono le porte di una grande squadra come il Torino che nel giro di tre anni lo avrebbe portato in Serie A. Un traguardo però sfuggito troppo presto per l’attaccante romano che poi ha avuto qualche difficoltà a ritrovarsi. Lo scorso anno a Carpi ha fatto intravedere qualcosa di buono ma adesso, finalmente, sembra definitivamente tornato ai suoi livelli e per questo la salvezza del Cittadella non sembra per nulla impossibile.
E nemmeno migliorare il suo record personale di marcature appare un’impresa impossibile, specie per chi il gol lo ha nel DNA.
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