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Servizio di Luca Alvieri @riproduzione riservata
Ormai è fatta, il panettone è compromesso. Per noi milanisti, questo tipico dolce natalizio, avrà infatti un retrogusto amaro, molto amaro, dovuto alla pessima stagione dei rossoneri fatta fino ad ora. Mai nessuno si poteva immaginare, dopo il mercato fatto in estate, un Milan undicesimo in campionato alla vigilia di Natale che, purtroppo, boccia l’ardua scelta di cambiare tutto e subito, nella speranza poi di ritrovarsi a competere per un posto in Champions League già nella stagione seguente.

Ieri si è svolto l’ultimo atto di un pietoso girone d’andata, dove anche il Verona, ahimè, si è portato casa il nostro scalpo come souvenir. Ben 8 sconfitte in 18 partite che, unite ai 3 pareggi ottenuti contro Genoa, Torino e Benevento, fanno un totale di sole 7 misere vittorie, dove la più prestigiosa è stata contro il Chievo al Bentegodi (paradossalmente). Analizzando queste sconfitte, però, notiamo che il Milan è sempre andato sotto e non è mai riuscito a ribaltare il risultato o anche solo a pareggiarlo. Siamo sicuri, quindi, che sia solo problema di gestione tecnica? Questi ragazzi hanno perso ogni voglia di giocare a calcio. Fatta eccezione per qualcuno, nessuno corre e suda come se avesse realmente la maglia del Milan addosso. Il principale problema di questa squadra è mentale e solo dopo viene quello tecnico. Poi anche la società ci mette del suo: prima esonera Montella alla tredicesima giornata, poi chiama Gattuso come “traghettatore” per le restanti 25 partite. Una scelta che non esiste né in cielo né in terra. Ma va be, andiamo avanti e pensiamo al campo.

Tornando alle sconfitte di campionato (visto che almeno in coppa andiamo bene), vediamo che nelle uniche 3 partite in cui il Milan è riuscito a segnare, lo ha fatto quasi sempre a partita già chiusa. Fatta eccezione per il derby. Già, il derby, quello che tra 3 giorni si giocherà con ancora il pandoro in una mano e la pancia piena nell’altra. Questa partita è stata l’unica in cui i rossoneri sono riusciti a rispondere agli attacchi degli avversari, l’unica in cui sono stati capaci di rialzarsi ad ogni gol subito. E’ una partita che va al di fuori del campionato, della Coppa Italia e di qualsiasi altra competizione (una volta era al di fuori della Champions, ma va be). E’ una partita che vede due vecchie glorie ferite dal cambio epocale e da una storia che gli si ritorce contro ad ogni passo falso. Un derby è sempre un derby e anche se si viene entrambi da due sconfitte, in quei 90 minuti può succedere di tutto. Anche che il Milan vinca, per giunta. Speriamo che sia cosi… e che Babbo Natale ascolti le preghiere dei milanisti scritte nelle letterine dirette al Polo Nord. Dimentichiamoci delle 8 sconfitte, dell’11esimo posto e della Coppa Italia. Questa è senza dubbio la partita della svolta. Ora o mai più. Milan, basta poltrire…è tempo di risorgere.

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