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Esordio bagnato, esordio fortunato. Almeno cosi sperano tutti. Il neo tecnico granata, ha diretto il suo primo allenamento sotto un diluvio, che contrasta con la classica definizione di terra del sole. Stefano Colantuono, ha da prima conosciuto la squadra nella palestra adiacente al rettangolo verde del centro sportivo di via Allende, una chiacchierata di circa mezz’ora per tastare il polso e quindi l’umore di quelli che adesso sono i suoi ragazzi, scottati dagli ultimi, deludenti risultati. L’esperto allenatore li ha invitati a non abbassare la testa, ad invertire la tendenza, perchè i valori e le potenzialità per farlo ci sono tutte. Altrimenti non avrebbe mai accettato di salire sul ponte di comando. Ha puntato dritto alla mente, è lì che vuol entrare prima ancora che nei muscoli e nelle gambe.
E mentre il temporale scoppiava, la squadra alla spicciolata ha raggiunto il terreno di gioco per la seduta d’allenamento. La prima del nuovo corso, quella che per tanti – specie per chi ha giocato di meno nel corso della precedente gestione tecnica – si trasforma in un banco di prova, in una speranza, che dà più motivazioni di una gara ufficiale. Pronti…via e subito prove di 4-4-2: dopo il classico “lancio delle casacche”, l’ex tecnico del Bari ha disposto in campo i suoi secondo il suo modulo di riferimento. Che però potrebbe cambiare a seconda delle esigenze, tant’è vero che poi è stato provato anche il 4-3-3. Nelle sfide tra difesa ed attacco sono stati alternati praticamente tutti i componenti della rosa, fatta eccezione per gli infortunati (assente anche Alessandro Tuia). Dapprima la difesa a quattro formata da Pucino, Mantovani, Bernardini e Vitale, assistita dai pivot Odjer e Minala, ha sfidato Gatto, Kiyine, Kadi, Sprocati e le due punte Rosina e Rodriguez. Successivamente, invece, Perico, Schiavi, Mantovani, Popescu, Ricci e Signorelli se la sono visti contro il quartetto formato da Alex, Bocalon, Rossi e Zito. Tutti sulla corda e tutti pronti a dare il massimo. Dopo il bagnato allenamento, conferenza stampa di presentazione nella sala stampa dello stadio Arechi. Accompagnato dal ds Fabiani, il nuovo trainer ha incontrato la stampa.
“Mi associo al saluto a Bollini, lo ringrazio perché ho trovato una squadra in discrete condizioni. Ho stima ed affetto per lui, chi fa questo mestiere sa che queste situazioni capitano. Salerno non è un declassamento, in 17 anni che alleno non sono mai stato fermo. Io vado molto a sensazione ed a pelle. Il discorso scendere è legato soltanto alla categoria. Non sono venuto qui per strappare il contratto o a svernare. Sono venuto qui per il prestigio della società e della piazza. Mi sono preso del tempo per riflettere perché volevo capire bene. Ero tornato in B dopo qualche anno, sono stato in una piazza come Bari in cui mi sono trovato molto bene. Per fare le cose ci vuole grande entusiasmo. Ho parlato col mio staff, ci siamo confrontati ed abbiamo accettato la Salernitana. Con Lotito ho rapporti che vanno avanti da tempo, Fabiani lo conosco, ho avuto modo di apprezzare Mezzaroma. C’è voluto del tempo, trovate le condizioni giuste abbiamo accettato e siamo arrivati qui. Il contratto che ho firmato è noto a tutti. Se fra due anni saremo in Serie A, scatterà anche il terzo anno. Per forza che volete farmi parlare di Serie A, porta pure male…”, scherza Colantuono, particolarmente abbottonato sul discorso obiettivi: “Il programma è di cercare di fare sempre il meglio possibile. Un conto è dirle le cose, un conto è farle. Gli obiettivi vanno raggiunti e non sbandierati. La B è un torneo particolare. L’obiettivo è di fare meglio possibile, per fare questo bisogna lavorare con grande compattezza e voglia di fare. Servirà grande equilibrio, di natura sono un ambizioso. In passato la B l’ho fatta e l’ho vinta, nella zona cuscinetto si fa un attimo ad essere risucchiati. La situazione attuale rispecchia molto quella che ho trovato lo scorso anno a Bari quando per una serie di vicissutidini non siamo riusciti ad agganciare i playoff”.
Sul discorso tattico Colantuono non si sbilancia ma fa capire che contro la Virtus Entella si cambierà registro, ripartendo con ogni probabilità dal 4-4-2: “Ho delle idee sul sistema di gioco, ma sono rivedibili. Per questa partita dove non c’è molto tempo per prepararla proverò qualcosa di più semplice. In carriera ho fatto il 4-4-2, ma anche il 3-5-2 ed il 4-3-3. Non sono un integralista, mi fido molto delle sensazioni che danno i giocatori. Cercherò di metterli nelle condizioni migliori. Questa è una squadra che partecipa molto attivamente a quello che gli proponi, è molto attenta alle mie sollecitazioni. Servirà tanto lavoro, sarebbe stupido precludersi qualcosa. Se faremo bene ed una buona striscia di risultati, arriveremo in alto. Tolte 2-3 squadre che hanno budget diverso, per il resto mi sembra un campionato molto equilibrato. Massima professionalità e dedizione alla causa, siamo qui per la Salernitana. Non ci devono essere altri pensieri. Se siamo attrezzati per competere con le altre lo scoprirò strada facendo. Adesso siamo fuori dai playoff, qualche settimana fa la Salernitana era dentro. Dipenderà soltanto da noi. Abbiamo fatto delle analisi e le abbiamo condivise, ora ci attrezzeremo. Chi è che in questo campionato non fa un pensiero ai playoff? Ci puntano un po’ tutti, ma la storia insegna che il Trapani due anni fa ha fatto la finale e lo scorso anno è retrocesso”.
Sul mercato Colantuono frena: “Non ne abbiamo parlato neanche per una forma di rispetto per i calciatori attualmente in organico. Non ho fatto nessuna tabella, affrontiamo le gare step by step. Abbiamo fatto dei discorsi generali, per me Salerno è il Real Madrid. Tutti i giocatori che sono a disposizione fanno parte del progetto, non tengo in disparte nessuno. Rosina l’ho avuto a Torino, è un giocatore di grandissima qualità può giocare anche dietro le punte. Bisognerà capire se sta bene. Adamonis? E’ un potenziale titolare”. Flash conclusivo sulle strutture d’allenamento: “Il Volpe è una soluzione buona quando si vanno ad affrontare squadre che giocano col sintetico”.

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