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Servizio di Luca Bosio @riproduzione riservata
Dopo la sbornia della Supercoppa, un Napoli sobrio si sbarazza di un modestissimo Cesena, troppo mediocre per essere vero. Si sblocca dopo un lungo digiuno Callejon, che raggiunge quota nove reti. Il “pipita” Higuaìn realizza una bellissima doppietta e agguanta il suo compagno di squadra con nove marcature. Hamsik dà continuità alla bella prova offerta contro la Juventus, con una prestazione ben oltre la sufficienza e un “quasi” gol, sporcato dalla deviazione del difensore cesenate Capelli. Gargano e David Lopez, seppur ruvidi con i piedi (per loro ci vorrebbe giusto un trapianto), sembrano non accusare la pausa natalizia. Sono in ottima forma. Tutto è bene quel che finisce bene? Non proprio tutto. Una rete bisogna sempre subirla, è quasi un dovere immorale. Ci pensa Brienza, il migliore del Cesena, a partita ormai chiusa, con un sinistro al volo da fuori area. E per quasi mezz’ora, nella prima frazione di gioco, non si è proprio vista la differenza tra la terza e l’ultima in classifica. Questa rubrica è pignola, si sa. La linea difensiva con Albiol e Henrique, affiancati da Maggio e da un sempre più improponibile Britos nel ruolo di terzino sinistro, rischiano di capitolare in più di una occasione. I pericoli vengono da Brienza, calciatore di livello medio-alto, la cui carriera è stata, forse, ingenerosa rispetto alle qualità tecniche che gli ha donato madre natura. La statura, però, non è un’opinione. La sua, per esempio, raggiunge a malapena il metro e settanta. Farlo colpire di testa in piena area, indisturbato, a pochi passi da Rafael, non è stata una bella mossa. Per fortuna, questo non è il pezzo forte del suo repertorio, e il Napoli si salva. Poi tocca a tali Valzania e Hugo Almeida impensierire la retroguardia azzurra. Il primo conclude di poco alto al limite dell’area, il secondo, imbeccato da un perfetto lancio lungo, ancora di Valzania, spreca una buona occasione concludendo debolmente, e ancora di testa, tra le braccia di un tranquillo Rafael. I partenopei si destano finalmente dal loro iniziale torpore. A quel punto non c’è più storia. Solo un discreto allenamento in vista della super sfida di domenica, al San Paolo, contro la prima della classe. Contro la Juventus, però, pause così lunghe non sono ammesse. Pirlo e soci saranno pure in calo, soprattutto sul piano fisico, ma hanno giocatori, in difesa e sulla mediana, nettamente superiori ai dirimpettai azzurri. Il Napoli dovrà prendere esempio dal Napoli. Quello visto a Doha.

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